Alexandra von Burg vive e crea in Ticino. Nel 2000 intraprende da autodidatta il suo importante percorso artistico. Comincia dipingendo sulla seta per passare ben presto alla pittura acrilica su tela utilizzando tecniche miste e nuove sperimentazioni che dal 2001 presenterà in diverse manifestazioni artistiche di rilevanza nazionale ed internazionale.

Nel 2002 diventa membro dell’Associazione Pittori & Scultori Ticinesi. Ama la sua terra, le sue montagne, l’intimità di quei luoghi che condivide con i suoi piccoli allievi del corso di pittura da lei ideato e rivolto ai bambini del posto che ospiterà nel suo atelier a Tesserete. L’ambiente ticinese l’avvolge e la protegge e allo stesso tempo lei avvolge e protegge quella splendida cornice realizzando diversi murales in edifici pubblici e case private. Le sue opere si combinano nel paesaggio, vivono nelle case, sulle pareti, così da rendere la sua attività un prolungamento della sua anima. La sua ricerca cresce con lei e con lei si evolve anche il suo ambiente.

Benché Alexandra confessa di amare la solitudine e di aver bisogno dei suoi spazi, dal 2014 al 2021 non disdegna di assumere il ruolo di Presidente dell’Associazione Pittori & Scultori Ticinesi. Il ruolo le permetterà di apportare ulteriori contributi sociali e culturali alla sua comunità. Anima solitaria che ama la gente, legata al mondo da un filo invisibile, discreto e sottile ma allo stesso tempo resitente come la fibra tessile che si ricava dal bozzolo del baco da seta. In lei si perpetuono le stesse dinamiche di vita del baco che si chiude nel suo bossolo, nella sua casa, isolato dal mondo, per produrre il suo prezioso tessuto naturale in estremo isolamento. Solo al termine del suo lungo lavoro di tessitura, l’artista ormai crisalide, è pronta per l’esposizione, per incontrare il pubblico.

Solo adesso si può aprire all’ultima metamorfosi: la farfalla. Questi esseri stupendi sfoggiano la loro bellezza per poche ore così come la gloria degli artisti che godono del contatto e del riscontro del pubblico per il tempo della durata delle loro mostre. Alexandra vive serenamente di queste contraddizioni armoniche che caratterizzano la sua arte oltre che la sua vita: ci racconta e ci dipinge il mare ma vive tra le montagne, dipinge per se stessa rifuggendo nell’amata solitudine ma non disdegna le manifestazioni pubbliche purché siano brevi come la vita di una falena. Nella sua pittura l’elemento più importante è il colore che rappresenta, sempre, il suo stato d’animo che può essere contenuto ma non dominato dalle forme.

Il blu delle sue opere non si lascia catturare dai moderni apparecchi fotografici; va visto dal vivo altrimenti si perde, e anche se è del cielo o del mare non sempre sono il frutto di uno stato sereneo dell’animo. Il rosso, invece, è quasi sempre assente. Per quel poco che compare è protagonista, prepotente e cupo, ieratico e riflessivo. Così come le sue maschere, sculture austere che celano la figura umana e indefinita nelle sue opere.

L’arte è esigenza è l’esigenza di Alexandra von Burg è di sacrificarsi ad ogni opera come il ciclo vitale di una farfalla.

Per saperne di più @ Alexandra Von Burg

 

Articolo a cura del Prof. Luca Caricato

Luca Caricato –  The World of Art

Leonardo Da Vinci Scholar

Storico dell’Arte – Esperto d’Arte

 

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