Sabato 2 luglio, alle 18.00, la Fondazione Majid inaugurerà “360°”, la nuova mostra personale della pittrice Alexandra von Burg. L’esposizione, visitabile fino al 31 luglio, consentirà al pubblico di ripercorrere e apprezzare l’originale ricerca creativa che ha reso l’artista ticinese nota a livello nazionale e internazionale e, soprattutto, di ammirare in anteprima le opere realizzate durante la pandemia, ad oggi ancora inedite.

Sorretta dall’intento di illustrare e valorizzare la sua straordinaria libertà espressiva, Fondazione Majid esporrà una raccolta davvero ampia, composta da 130 dipinti, arricchita da due interessanti e insolite testimonianze delle rarissime incursioni della pittrice nell’ambito della tridimensione: il busto-scultura La Donna del Mare e l’edizione limitata dedicata a I Guerrieri.

Accanto ai dipinti di medio e piccolo formato, saranno messe in risalto le tele di grandi dimensioni, raffiguranti paesaggi ideali dal fascino misterioso che ci trasportano in un’atmosfera fantastica, luminosa, rassicurante, a cui fanno da contrappunto le suggestive vedute marine che ci pongono al cospetto di una natura incontaminata, selvaggia, orgogliosa e indomabile. Scene di forte impatto visivo ed emozionale che invitano a calarsi in una realtà sospesa tra reale e immaginario riandando, con la memoria, al proprio vissuto e alla propria esperienza personale.

Questa duplicità, questa fusione di istanze differenti e apparentemente opposte, contraddistingue da sempre tutto il percorso di Alexandra von Burg.  Il suo lavoro sfugge, infatti, ad ogni possibile definizione tradizionale: il suo intenso e appassionato sperimentalismo la conduce a spaziare dal figurativo all’astratto, da una pittura di superficie ad una resa esplicitamente materica, dalla scelta di soggetti realistici a motivi grafici carichi di potenti riferimenti simbolici e vitalistici che, nel corso del tempo, hanno dato vita ad un repertorio iconografico che rende i suoi lavori immediatamente riconoscibili.

I temi e i soggetti che le sono più cari, come ad esempio la natura, i paesaggi, i fiori, gli uccelli, i simboli, la figura umana evanescente ricorrono, di opera in opera, ponendosi però tra loro in un rapporto che è sempre nuovo. Spesso travalicano i generi, inserendosi in composizioni che potremmo considerare prevalentemente astratte oppure più figurative; caratterizzano liberamente tele di grandissimo formato e di ampio respiro come, altre volte, formati piccolissimi e particolarmente preziosi; in alcuni casi assumono il ruolo di protagonisti assoluti del quadro, in altri retrocedono in secondo piano. E’ un gioco intellettuale piacevole da seguire per chi, da anni, frequenta l’artista.

Le sue immagini sono vivaci, potenti, vivono di contrasti eppure i singoli dettagli sono disposti secondo un’architettura ben calibrata che li racchiude in un equilibrio precario, dinamico, mutevole. E’ forse proprio in questo ritmo incalzante che è possibile identificare l’unicità di Alexandra, che non impone ma suggerisce, offrendo spunti che saranno poi liberamente interpretati.

Alexandra von Burg nasce nel 1968 in Ticino, dove attualmente vive e lavora. Dal 2001 è presente a manifestazioni artistiche di livello nazionale ed internazionale. Il suo percorso artistico comincia nel 2000 da autodidatta, quando alle prime esperienze pittoriche su seta affianca presto la pittura acrilica su tela e tecniche miste in cui sperimenta sempre nuove soluzioni. Negli anni più recenti ha tenuto diversi corsi di pittura nel suo atelier a Tesserete ed ha intrapreso la via della decorazione architettonica realizzando diversi murales, di grandi dimensioni e di forte impatto visivo, in edifici pubblici e privati in Canton Ticino.

Dal 2002 è membro dell’Associazione Pittori e Scultori Ticinesi, di cui è stata Presidente dal 2014 al 2021.

 

Per saperne di più @ Alexandra von Burg

Articolo a cura di Emanuela Rindi

 

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