Angelo Mauri, ci racconti un po’chi sei?

Sono barbiere da sempre. E soprattutto sono un luganese D.O.C. perché resto uno dei pochi, parlo degli anni Cinquanta, ad essere nato a Lugano centro. Allora i bambini venivano fatti nascere a Sorengo o a Viganello, lo so perché mia mamma Rina era levatrice. Abitavo in Via Frasca, a cento metri dalle scuole comunali che stavano dove oggi c’è la pensilina dei bus e la Piazzetta della Posta. Pensa che non esisteva la Via Pioda e io andavo a scuola a piedi attraversando un piccolo riale che poi è stato coperto dalla strada.

Figlio unico?

Eh no! Sono il secondo di tre maschi: Fausto il maggiore, parrucchiere per signora, e Lorenzo, che purtroppo ci ha lasciato qualche anno fa, psichiatra molto apprezzato. Ancora oggi tanti suoi pazienti ne parlano con grande rispetto e riconoscenza per averli guariti da gravi patologie.

E tu perché hai scelto di fare proprio il barbiere?

Il mio mestiere nasce con mio papà Angelo che, nel 1945, ha aperto la sua barberia a Lugano. Era il number one di Lugano. Per dargli una mano ho seguito le sue impronte di barbiere. Sono andato anche a lavorare in Inghilterra, attorno agli anni Settanta, durante il periodo dei Bealtles e dei Rolling Stones, imparando a fare tagli che qui non si usavano ancora. In quel periodo si vedevano molti punk con creste alte anche 60 cm., che avevano difficoltà ad entrare nei bus! Lì ho imparato anche a fare delle pettinature molto originali. Così strada facendo sono riuscito ad esprimermi al massimo in un mestiere che considero un’arte.

A proposito d’arte, in occasione della rappresentazione del Barbiere di Siviglia al Lac, una troupe del teatro è venuta a farti visita. Com’è andata?

Sì, due anni fa il regista è venuto in negozio e ha scelto me per girare alcune riprese mentre lavoravo, riprese andate poi in onda sulla RSI, in concomitanza con l’opera di Rossini. Il programma ha avuto un grande successo. L’opera anche, ovviamente.

Non solo barbiere ma anche persona affabile. Quanto conta il rapporto umano con il cliente?

È fondamentale. Mi piace instaurare con i miei clienti un rapporto di dialogo, di fiducia. È bello sapere che i miei clienti affidino alle mie mani non solo la testa ma anche i pensieri, che si confidino liberamente. La famigliarità con alcuni abituali clienti si trasforma spesso in vera, profonda amicizia e questo per me è molto prezioso.

E di cosa parli con i tuoi clienti mentre lavori?

Mah, si parla un po’ di tutto. Esperienze amorose, cibo e vini, viaggi e naturalmente sport! Tutti sanno che sono tifoso dell’Ambrì, del Lugano Calcio, della Juve e di Federer, il più grande giocatore di tutti i tempi!

Tornando al tuo mestiere, come sono cambiate le teste dal 1970 al 2020?

All’epoca andavano di moda capelli lunghi e ben in piega, mentre ora si tende più verso la rasata laterale e posteriore a macchinetta e rasoio con scrima (cioè la cosiddetta riga) scolpita col rasoio. Sopra a gusto del cliente. Anche se molti dei miei clienti sono fedeli da tanti anni e conosco bene le loro esigenze mi piace anche eseguire tagli moderni sulle new entry che a volte vengono da me.

Anche il tuo negozio è molto cambiato negli ultimi anni. Ci racconti come?

In oltre mezzo secolo di storia tante cose sono cambiate. Con i miei figli, Deborah e James, è nato il Mauri Concept. Uno spazio unico che riunisce tre dimensioni: barbiere per i signori al piano terra, salone per le signore al piano superiore, centro estetico al piano inferiore. Il tutto condito da un’ottima cucina e da un bar – dicono- con un caffè perfetto e pasticceria d’alto livello.

Come è nata quest’idea?

L’idea si è concretizzata nel 2015 e ha trasformato un mestiere antico come quello del barbiere in un ambiente dove la gente si ritrova, si dà appuntamento, socializza. Deborah presta grande cura ai dettagli, agli arredi e dà massima attenzione ai prodotti usati. James si occupa dalla parte amministrativa. I clienti stanno bene e tornano, una bella soddisfazione.

È stata un’idea originale a Lugano …

Sì, e dimostra come una città si possa “reinventare”. L’angolo di Via Vegezzi, dove c’è il negozio, era rimasto orfano della storica libreria Melisa e il Mauri Concept ha riempito questo vuoto. Forse era destino, perché fu proprio qui, in Via Vegezzi, che mio papà aprì il suo primo negozio di barbiere.

E Angelo Mauri senza forbici e rasoio in mano…com’è?

Quando non lavoro amo camminare con il mio cane in montagna, ho un profondo feeling con la natura, mi dà carica. Quando posso viaggio, mi piace conoscere posti nuovi, gente nuova. Inoltre sono sommelier, perciò degustazioni ed eventi enogastronomici aggiungono piacere alla mia vita.

Angelo, se non avessi intrapreso il mestiere di barbiere cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Mi sarebbe piaciuto fare lo scultore ma avendo sempre avuto una vita molto intensa non ho mai trovato il tempo di seguire dei corsi. Resta per ora un sogno. Nel frattempo continuo a scolpire teste.

E ora che sei alla soglia della pensione …?

A parte il fatto che ho già l’età per la pensione, mi diverto ancora tanto a fare il barbiere in questo stupendo locale. Come vedi, tra un taglio di capelli e una barba, mi muovo tra un reparto e l’altro incontrando amici e clienti condividendo chiacchiere, caffè e vini con loro. Spero di continuare a lungo così.

Un’ultima doverosa domanda: come avete affrontato questi mesi di emergenza causa covid-19?

I miei figli hanno avuto due ottime idee realizzate con grande tempismo: quella di aprire uno spazio di shopping on line dove poter acquistare i nostri prodotti e poi quella di portare all’esterno del negozio il bar, in modo da servire i clienti mantenendo le distanze necessarie, con tutte le precauzioni, offrendo anche un servizio di take away. Ai clienti è piaciuto molto, visto il successo che abbiamo avuto. I miei figli sono stati davvero bravi a trasformare una calamità in opportunità. Sono orgoglioso di loro!

Per saperne di piu’ @ www.mauriconcept.ch

a cura di Paola Cerana

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