Nel 1961 Guido Berlucchi e Franco Ziliani, l’uno nobile vignaiolo discendente dalla famiglia dei Lana de’ Terzi e l’altro giovane e talentuoso enologo, hanno unito le loro capacità e dato vita primo Franciacorta “nel migliore dei modi”. Una sfida che agli albori degli anni ’60 pareva quasi impossibile, e che ha creato un modello tutto italiano di eccellenti vini spumanti.

Tutto sembra essere nato da una domanda, passata alla storia a questo punto, rivolta dal giovanissimo enologo Franco Ziliani a Guido Berlucchi: “E se facessimo uno spumante alla maniera dei francesi?”. Ecco da qui la nuova storia della Franciacorta, il distretto lombardo più vocato d’Italia nella produzione di Metodo Classico. Quest’anno si celebra dunque un anniversario importante, unito al novantesimo compleanno di Franco Ziliani, per l’azienda di Borgonato (Bs) che presenta diversi nuovi progetti. Dal restyling della linea Cuvée Imperiale che rinnova l’immagine e amplia la gamma di tipologie, all’evento di celebrazione del doppio anniversario 60/90 che si terrà in estate a Palazzo Lana, risalente al 1400 e storica sede della Guido Berlucchi.

Il 2021 vedrà inoltre un tributo al fondatore, con l’arrivo di un vino da collezionisti: l’edizione speciale Franco Ziliani, con “tiratura” limitata in Magnum, di un Franciacorta Nature, a base Pinot Noir ricavato dai migliori vigneti di proprietà, con 96 mesi sui lieviti. I fratelli Ziliani (Cristina, Arturo e Paolo) sono coesi nel dedicare questo importante traguardo a padre Franco: “Nostro padre da tenace bresciano ci ha sempre insegnato a non mollare e a mantenere una visione ed un percorso ben chiari davanti agli occhi”.

E proprio dalla diretta Instagram con La Cucina Italiana di Arturo Ziliani, attuale amministratore delegato ed enologo della Berlucchi, è stato interessante ripercorrere la storia di questa azienda, fiore all’occhiello del Made in Italy. E dalle parole di Arturo scopriamo gli inizi di questo successo: “Berlucchi chiamò mio padre nel 1955 per una consulenza sui suoi vini fermi, visitando il territorio e assaggiando i vini, si rese presto conto che poteva essere una zona perfetta per provare a realizzare il suo sogno, quello di creare uno champagne italiano. Ci riuscì nel 1961, dopo sei anni di tentativi, grazie alla sua testardaggine: mio padre produsse le prime bottiglie di Metodo Classico e in etichetta volle scrivere Pinot di Franciacorta, per sottolineare l’appartenenza di quel vino al territorio. Fu subito un successo, tanto che altri produttori della zona vollero cimentarsi nell’impresa. Il resto è storia”

A questo importante anniversario, la cantina ha dedicato un’intera linea dei suoi Franciacorta: i ’61. I primi tre Franciacorta ’61, non millesimati e affinati per almeno 24 mesi, sono stati presentati nel nel 2011, in occasione del cinquantesimo anniversario.50 anni. “Sia il Brut, sia il Rosé, sia il Satèn sono vini freschi e versatili, che vanno bene dall’aperitivo alla cena. Dal 2016, la linea si è poi arricchita di nuove referenze, tutte non dosate: il Brut Nature, il Nature Rosé e il Nature Blanc de Blancs sono millesimati e con un affinamento minimo di cinque anni in bottiglia” ricorda Arturo Ziliani. L’azienda è arrivata ai 60 anni e di sicuro non è mai stata ferma, anzi attiva e ricca di progetti e proposte. Una grande sensibilità ai temi della salvaguardia delle risorse e della sostenibilità caratterizza molti dei progetti avviati, alcuni insieme all’Università Statale di Milano e allo studio agronomico Sata, con l’obiettivo di migliorare in modo costante la qualità dei vini, agendo contemporaneamente sulla salute del territorio e sulla preservazione di un ecosistema bilanciato.

Spiega sempre Arturo Ziliani: “Nel tempo abbiamo introdotto alcune “buone pratiche” nella gestione del vigneto, come ad esempio l’inerbimento (tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale adottata per il controllo delle piante infestanti nell’interfila degli arboreti da frutto. ndr) e il sovescio (pratica agronomica consistente nell’interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno. ndr), e al contempo abbiamo lavorato per il contenimento del consumo idrico ed energico. Un grande impegno, che si è sviluppato per oltre un decennio, e che punta a un miglioramento costante”. Il vero punto di svolta è stato nel 2019, quando i fratelli Ziliani hanno fondato Accademia Berlucchi con l’obiettivo di restituire valore al territorio, affrontando ogni anno un tema diverso, con personalità di spicco di vari ambiti, stimolando il pensiero e dando luce a proposte che abbiano al centro innovazione, sostenibilità e una visione del futuro. A fine 2020 è stato poi presentato, come naturale conseguenza di questi processi, il primo report di sostenibilità dell’azienda: un racconto in un unico documento dell’impegno aziendale in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale, evidenziando quello che sarà il nuovo punto di partenza per i prossimi sessant’anni della Berlucchi.

E proprio in questo report si legge, da parte della famiglia Berlucchi: “La nostra generazione, che ha avuto il privilegio di ricevere da nostro padre Franco un’azienda a suo tempo così fortemente innovativa e identificata con la Franciacorta ha oggi nuovi obiettivi e nuove responsabilità sociali, che vanno oltre il legittimo senso del profitto aziendale. Abbiamo davanti un percorso non facile, ma estremamente stimolante che speriamo di poter perseguire con voi, che ci avete fino a oggi sostenuto ed apprezzato”.

 

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Articolo a cura di Nadia Toppino

Food, Wine & Hospitality consultant

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