Tutto ha inizio con il sogno del François Blanc, “un hotel che vada oltre tutto ciò che è stato creato fino a questo momento”. Corre l’anno 1864 quando l’Hôtel de Paris viene edificato sull’altopiano delle Spélugues di fronte al nuovissimo Casinò, insieme al quale getterà le fondamenta del concetto di Resort, mentre Montecarlo inizia timidamente a prendere forma.

La sfida è folle ma ben chiara e a sostenerla ci sono il Principe Carlo III, la Société des Bains de Mer ed il Cercle des Etrangers, oltre allo stesso Blanc: trasformare un luogo in cui crescono ulivi e alberi di limone in un luogo di ritrovo all’insegna del gioco e del lusso. Il gota internazionale accorre per scoprire il nuovo volto del Principato e per accoglierlo ci vuole un hotel che susciti stupore.

La storia Hôtel de Paris Monte-Carlo è scandita dal passaggio di artisti e personaggi di primo piano, da Alexandre Dumas a Winston Churchill, da Charlie Chaplin a Maria Callas, da Salvador Dalì a Pierce Brosnam nei panni di James Bond che vi soggiorna durante le riprese di Golden Eye. E dagli anni ’50, tutto il bel mondo viene a fare visita al Principe Ranieri III e la Principessa Grace.

Se nel 1909 l’Hôtel de Paris Monte-Carlo, fra i fondatori di The Leading Hotels of the World, ha cambiato il suo volto per assumere l’attuale architettura Belle Époque, oggi scrive una nuova pagina della sua storia per perpetuare la leggenda dell’art du bien vivre. Della metamorfosi sono stati protagonisti gli spazi interni e delle camere, la creazione di due suite d’eccezione e il lancio del nuovo ristorante di Alain Ducasse.

Una ristrutturazione per tappe durata quattro anni, terminata con la riapertura completa nel dicembre 2018, che ne ha fatto un vero e proprio polmone verde nel centro della città. La lobby ha un accesso diretto al nuovo patio interno a cielo aperto, mentre resta l’iconica statua equestre di Luigi XIV dal ginocchio lucido a causa del gesto scaramantico dei giocatori di toccare la zampa del cavallo.

Gioiello nascosto dell’Hôtel de Paris, le sue cantine scavate dietro al palazzo nel 1874 su modello di una cantina bordolese che riforniscono tutte le strutture del Resort: occupano un totale di 1.500 metri quadri e contano 350.000 bottiglie distese per oltre 1,5 chilometri di scaffali.

Con la sua scalinata, la melodia d’entrata, i profumi dei saloni e la giostra della Place du Casino, dove si può vedere ed esser visti, l’Hôtel de Paris Monte-Carlo offre la possibilità di vivere una storia diversa da tutte le altre.

a cura di Caterina Gigli

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