L’uomo è oscurato da un male improvviso, il coronavirus c’è un unico imperativo: adottare misure restrittive di distanziamento sociale da tutto e per tutti che consentano di fare “terra bruciata” intorno al maledetto, il messaggio è chiaro: meno persone circolano e più il virus troverà difficoltà nel diffondersi, unica regola valida per tutti vivere nella propria tana a discapito della globalizzazione!!

Con la diffusione del coronavirus in Italia, l’occidente ha compreso bene che questa sarà un’emergenza con cui fare i conti in modo diretto, con risvolti negativi e strascichi per le imprese e l’economia globale. Ora, oltre all’emergenza sanitaria, occorre unità e coordinamento centrale anche per quella economica a livello mondiale.

Le ripercussioni legate alla contrazione dei consumi in Cina si fanno sentire in tutto il mondo riflettendo il ruolo chiave e crescente che la Cina ha sviluppato nella catena globale delle forniture e nei settori del turismo e delle materie prime”. Prevedere l’impatto di questo cigno nero sull’economia delle imprese non è di facile lettura per un imprenditore o un top manager, perché per la gran parte dei settori colpiti incidono due fattori: l’assenza totale della domanda che non ha precedenti nella storia recente e il tempo di ritorno alla normalità, che è del tutto incerto. In questa fase, il pricing è l’obiettivo del mantenimento o dell’incremento della quota di mercato. Mettere a punto una tattica per rispondere ad ognuna di queste sfide è il modo migliore per trovarsi nella posizione vincente quando arriverà la ripresa. Quando la guerra di prezzo generata da questi momenti è inevitabile, esistono tre possibili strade: giocare in attacco, giocare in difesa, evitare di combattere direttamente.

Giocare in attacco: quando i competitor sembrano intenzionati ad abbassare i prezzi, si potrebbe scegliere di giocare d’anticipo ed essere i primi a farlo. Prima di decidere di intraprendere questa strada è necessario però analizzare in profondità le voci di costo e il proprio posizionamento nei confronti dei concorrenti, per comprendere il reale potenziale dell’azione di riduzione del prezzo, a breve e a lungo termine.

Giocare in difesa: una strategia che dipende principalmente dalla dimensione della propria quota di mercato e dal grado di frammentazione del mercato stesso. La scelta di optare per una difesa del proprio posizionamento di prezzo può avere un senso in situazioni di mercato ampiamente controllabili. Ad esempio, alcune aziende potrebbero decidere di produrre versioni low-price dei propri premium brand, da lanciare in risposta ad eventuali riduzioni di prezzo dei competitor.

Evitare di combattere direttamente: laddove è possibile adottare un nuovo modello di pricing, si può scegliere di adattare il proprio business model ai bisogni dei propri clienti, che sono cambiati nel momento della crisi. È il caso del mercato dei beni durevoli, dove un deciso cambio di approccio al consumo del cliente ha spinto le aziende a mettere a terra nuovi revenue model basati sul leasing o sul noleggio.

Sarà determinante nei prossimi giorni non descrivere l’Italia in modo sbagliato, soprattutto da parte di chi ha responsabilità di governo, perché questo può comportare un danno grave alle nostre imprese, al turismo, al nostro sistema Paese. Il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia stanno lavorando in queste ore ad un piano straordinario di rilancio per affrontare le ricadute economiche di questa emergenza. “L’Uomo è forte per natura e ce la farà!” anche l’economia ne è consapevole!

a cura dell’ Avv.to Elisabetta Piccinno

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