Curiosando tra le varie teorie economiche, è opinione prevalente che, proprio nei periodi di crisi, si costruiscano le basi per il successo futuro, ovvero, per quando il mercato avrà una nuova ripresa e si avvierà a una velocità così folle da non poter aspettare quelle imprese che hanno tentennato in fase di progettazione. Ebbene, un esempio illustre di azione imprenditoriale efficace in tal senso ci viene dimostrato da Damiani S.p.A., un’azienda produttrice di lussuosi gioielli, icona del made in Italy.

Prima, però, facciamo un passo indietro. L’azienda, infatti, ha una lunga storia che trae origini dal lontano 1924, allorquando fu fondata a Valenza Po (AL) da Enrico Grassi Damiani, un abile orafo che seppe cogliere le istanze artistiche del tempo provenienti, soprattutto, dal vivace ambiente francese. Come di rito nell’imprenditoria italiana del Novecento, a cominciare dal 1934, la guida dell’azienda vede anche la partecipazione del figlio Damiano, il quale unisce, alla competenza e al savoir faire del padre, una passione smisurata per il gioiello, interpretato come opera d’arte, che evolve in capolavori sempre più sofisticati, moltiplicando i successi della casa valenzana.I modelli si fanno sempre più sofisticati, così come i clienti, sempre più famosi, che indossano elegantemente le opere d’arte di casa Damiani. Charleston, Cascade, Legend, Tassel, Optical, Bloom, Tribute, Moonshine, D.Side, Damianissima, Belle Époque Rainbow sono alcuni fra i nomi dei gioielli più celebri che hanno segnato le tappe di questo brillante percorso evolutivo, appassionando anche tanti illustri personaggi quali Isabella Rossellini, Brad Pitt, Jennifer Aniston, Nastassja Kinski, Milla Jovovich, Chiara Mastroianni, Sofia Loren, Sharon Stone che, sempre più spesso, vediamo indossare elegantemente le meraviglie di casa Damiani. Oltre alla raffinata clientela, anche l’alta gioielleria ha premiato in più occasioni la creatività dell’azienda che per ben diciotto volte ha vinto anche i Diamonds International Awards, unica al mondo ad aver raggiunto questo record.

Il successo, però, non si limita alla qualità dei gioielli impreziositi da materiali sempre più ricercati. Damiani, infatti, diffonde il proprio marchio sia attraverso prestigiosi negozi situati nelle località più esclusive del globo che con punti vendita aziendali: vere e proprie boutiques del lusso che non costituiscono comunque l’unica vetrina dove ammirarne la produzione. Dato il loro alto valore artistico, infatti, l’eccellenza dei gioielli Damiani ci può meravigliare anche all’interno di importanti musei nazionali e internazionali che allestiscono una mostra itinerante con i capolavori dell’arte orafa e i pezzi unici della famiglia di Valenza Po. 

 

Qual è il segreto di cotal successo? “Non è il gioiello, né l’oro, né il diamante, ma qualcosa di più lieve, mutevole, fugace. È l’idea, la cosa più preziosa”: questo aforisma, presente sulle didascalie del sito WEB di Damiani, ci illumina circa i risultati di un’azienda che, superando tenacemente difficoltà apparentemente insormontabili, esporta il marchio Italia in ogni quando e in ogni dove. Le tragicità della Seconda Guerra Mondiale, le sinusoidi dei mercati azionari e reali e, ultimo, il Covid che nel 2020 ha privato l’azienda della preziosa guida della vedova di Damiano, la signora Gabriella Colombo Damiani, non sono riusciti a scalfire una strategia vincente che ha portato l’azienda ad aprirsi senza intermediazioni al mercato russo e cinese nel 2021.

I mercati, però, non sono edifici dotati di porte facilmente apribili… E allora ecco il deus ex machina, l’idea capace di spingere in alto la curva della domanda della clientela in un baleno: “Cover watch”. Il design dell’articolo punta su una rivoluzione copernicana della concezione dell’oggetto: con una metafora, la cornice diventa più importante del quadro! Tradotto in orologeria, la ghiera dell’orologio da polso diventa la protagonista dell’oggetto: per prestigio, valore e preziosità. Posizionabile su modelli predefiniti di orologi, la ghiera viene prodotta in titanio, oro bianco e oro rosa e viene intarsiata con i diamanti della celebre casa valenzana. Il risultato finale, effervescente, brillante e luccicante, fa venire in mente il famoso modo di dire “non vedo l’ora”, riferibile sia al desiderio poco recondito di possedere il prezioso accessorio, sia perché, in effetti, davanti a tale gioiello conoscere l’ora diventa pressoché superfluo!

A cura di Roberto Castellucci

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