Dana Rizza ha imparato ad esprimere la sua arte padroneggiando l’uso dei colori, elemento che risulta essere più potente della forma e del disegno che lei compone per interpretare la realtà che la circonda. Realtà oggettiva, natura e vita quotidiana vengono trasformate nell’impressione soggettiva che l’artista coglie da ogni cosa. Forma e colore sono gli ingredienti, gli stessi che compongono la realtà quanto le sue opere, solo che Dana li rimescola e li riproporziona.

La forma diventa il contenitore del colore che rappresenta l’esaltazione dello stato d’animo di quel momento, di quell’emozione. Tratti veloci, istintivi, inchiodano sulla tela l’esperienza e l’impressione dell’istante, come se si trattasse di un componimento al pianoforte. Così come Kandinskij trovò nell’armonia dei colori il suo unico ed efficace principio: il contatto con l’anima, così la nostra artista compone le sue opere.

I colori sono paragonabili ai tasti del pianoforte, gli occhi fungono da martelletti, l’anima è il pianoforte dalle tante corde. Dana è quella mano che, pigiando sui tasti, armonizza delle vibrazioni che entrano in risonanza con l’anima umana di chi osserva l’opera. I colori hanno un’anima composta da frequenze simili a quelle delle note che danno vita alla musica. Con il pennello ed una buona mano queste armonie si riescono a fare emergere. I colori che si mescolano, bisbigliano tra di loro come gli elementi alchemici nel crogiolo di un alchimista.

Le opere d’arte sono vera e propria magia, legame indissolubile con il mistero, porta sensoriale, tramite tra spirito ed emozioni. Osservate le opere di Dana Rizza, ascoltatele come se fossero musica. Circondatevi dell’armonia delle risonanze, delle vibrazioni ipercettibili che pennellate sicure guidate dall’esperienza si compongono come scultura. La forma, il colore, e le primitive silhouette sono arte intesa come contemporanea, antica, classica e futura.

Le sperimentazioni continue tra forma e colore, sono il suo dialogo costante con la natura, con il paesaggio e l’ambiente che dal 1999 ha trovato terreno fertile nel Ticino. L’artista nasce e si forma a Zurigo, per poi aprire il suo primo studio a Kilchberg. Sotto la guida sensibile del maestro Giancarlo Testa si diplomerà a Zurigo alla scuola di arte terapia. L’arte, con le sue vibrazioni, risulta essere strumento efficace e sensibile per curare l’anima. È attività essenziale per il benessere dell’uomo, definita da Dante nipote di Dio nell’XI canto dell’inferno. Nasce dall’uomo ed è a servizio dell’uomo. Benedetta da Dio pur non essendone sua figlia diretta.

È qualcosa di nostro, di estremamente umano ed è tutta di Dana l’essenza delle su opere. Il prodotto della combinazione di forme e colori che ripropongono un mondo, il suo intimo mondo, che a noi viene restituito come dimensione riconoscibile perché affine. Non c’è estraniazione per chi si perde nelle sue opere astratte. Tutto si ricompone nel nostro inconscio di osservatori, senza spiegazioni o elucubrazioni. L’anima del pubblico vibra con la stessa lunghezza d’onda per cui le opere sono state concepite.

L’arte è esigenza e l’esigenza di Dana Rizza è quella di esprimere una connessione tra l’ambiente in cui vive e se stessa.

Per saperne di più @ Dana Rizza Art 

Photo Credits: Francesco Amberg

 

Articolo a cura del Prof. Luca Caricato

Esperto Vinciano – Storico dell’Arte – Critico d’Arte

Luca Caricato – La dimensione dell’Arte

 

 

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