Il Governo attuale, dinnanzi ad una emergenza epidemiologica tale, quale quella da Covid 19, in un primo momento si trova in una situazione di notevole difficoltà nell’attuare misure di contenimento della stessa in quanto a dir poco surreale ed inaspettata è stata la situazione da gestire. Una epidemia che da molto, moltissimo tempo non si palesava e che forse la nostra epoca non era pronta a sopportare nè tantomeno a convivere con un “nemico pubblico” così imprevedibile di tale portata generale.

Ciò ha comportato, ovviamente, almeno in un primo momento, incertezza nella gestione della crisi, nelle misure attuate e soprattutto nella comunicazione ai cittadini, spesse volte contraddittorie e incoerenti, negli ambiti più importanti e fondamentali per lo svolgimento della vita di ogni cittadino, dai più piccoli ai più anziani. I cittadini, tutti, hanno vissuto e vivono tutt’oggi, forse più di ieri in una situazione di grave incertezza e disagio in quanto non vi è certezza del presente e del prossimo futuro.

 Scevro da ogni giudizio morale mi sento di affermare che il disorientamento in cui versa oggi il nostro paese in parte è causato dalla politica attuata dal Governo stesso, il quale, in evidente e comprensibile difficoltà non riesce ancora a dare una precisa linea da seguire. Mai come in un tale momento, la politica dovrebbe assumere le vesti del principale punto di riferimento per l’intero paese.

Tutte le istituzioni, dal piccolo centro all’apice, dovrebbero avere quale priorità essenziale e imprescindibile, il benessere socio-psicologico dei cittadini, quest’ultimo, però, bilanciato con la tutela economica, essenziale per il futuro dell’Italia. La salute pubblica e l’economia nazionale dovrebbero, andare di pari passo. La tutela della prima non può annullare la salvaguardia della seconda.

Attualmente il dubbio vissuto, sebbene il Governo abbia acquisito, nel corso del tempo, un pò di esperienza, è ancora tanto. In primis per la gestione attuata che ancora oggi è piena di contraddizioni e di incertezze in tutti gli ambiti sociali, dalla movida notturna alla riapertura in sicurezza delle scuole. Ciò provoca malcontento e disagio in tutti i cittadini, che si trovano, ormai da troppi mesi, a vivere una situazione di indecisione. Ciò si evidenzia anche nei social, ove il malcontento, soprattutto dei genitori per i propri figli si palesa in maniera forte e chiara, senza lasciare alcun dubbio.

I bambini? Qual è il futuro che attende quest’ultimi, torneranno a scuola? In un contesto di socializzazione, rispetto al quale nessun bambino può essere tenuto lontano così a lungo senza portare con se postumi, anche psicologici, per lungo tempo. E allora? Forse è il caso anche di contemperare l’esigenza di tutela della salute pubblica con la certezza di una linea coerente da seguire, salvaguardando l’economia nazionale e lo stato psicologico dei più piccoli non che la loro dimensione di socializzazione nonché di istruzione.

Da ultimi ci sentiamo di formulare un cenno riguardo la situazione attuale degli sbarchi incontrollati, che anche con il Covid, e nonostante il Covid, continuano incessanti. Sarà un banco di prova importante per la politica nel prossimo futuro il cui fine sarà quello di restituire dignità alle bellissime coste italiane, che oggi sono teatro di continui arrivi di immigrati e di contemperare l’esigenza di salvaguardare quest’ultimi rispettando la dignità umana. La domanda resta una: è giusto chiudere le discoteche, privando i gestori dei propri guadagni ancora una volta e lasciare spalancati i porti?!

 a cura di Antonella Malizia e Marco Iacoboni

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