Il mondo della moda e del lusso è segnato da acquisizioni. Dopo un anno duro come quello del 2020, in cui le aziende, da una parte hanno tagliato costi, ridotto il magazzino e migliorato il circolante per migliorare i bilanci e dall’altro si sono trovate di fronte a nuovi scenari e nuove sfide, siamo arrivati nel 2021, che come previsto è l’anno delle acquisizioni, al fine di sfruttare le possibilità del mercato in modo ancora più solido e strutturato. In questi giorni, il colosso del lusso LMVH, che dal 2000 deteneva il controllo di Emilio Pucci, ha completato l’acquisizione, assumendone il pieno controllo e acquisendo le azioni che erano ancora di proprietà di Laudomia Pucci, figlia del fondatore della maison fiorentina, che con il supporto del gruppo LVMH si dedicherà all’archivio e alla promozione dell’eredità del Marchese.

Questi cambiamenti erano già nell’aria, dalla nuova collaborazione con Supreme per rendere il marchio più attraente per le nuove generazioni, rilanciando il brand con lo sguardo cosmopolita e rivoluzionario delle origini, ai cambiamenti relativi alla nuova strategia Retail con un rimodellamento degli impianti produttivi e della sua rete di distribuzione che porta a concentrarsi sulle migliori location e all’e-commerce. Lo scopo è quello di riportare il marchio ad essere il Top in termini di creatività e un punto di riferimento per chi desidera uno spirito resort e fresco, ricordando le parole del fondatore “l’allegria è uno degli elementi più importanti della moda. E la ottengo con il colore.”

Emilio Pucci, aviatore, sciatore, stilista e pluridecorato di guerra, fonda la sua azienda nel 1947, e come le più belle storie nasce dal genio del personaggio e dalla casualità. Il suo successo internazionale come disegnatore di moda deriva dalla pubblicazione di una foto su un importante rivista statunitense di un “dashing gentelman” in un moderno completo da sci. Da questo momento in poi, la storia della griffe italiana, è una storia di successo, emozioni, pionierismo, radicalismo e avanguardia. Come racconta Laudomia Pucci “Mio padre è stato un minimalista prima dell’avvento del minimalismo, un membro del jet set prima ancora che i jet volassero, uno scienziato prima che la tecnologia dei tessuti diventasse una disciplina, un provocatore per la sua modernità e audacia sartoriale. Per lui le stampe erano ritmo e movimento, e attraverso le stampe esprimeva un messaggio di contagiosa felicità.” Il successo di Pucci deriva infatti dalla sua versatilità e dal suo uso ineguagliato del colore, traendo spesso ispirazione da culture esotiche e da paesaggi naturali.

Ancora oggi il marchio Emilio Pucci riflette e cattura lo spirito del tempo, con la sua dinamicità, solarità, armonia e idea di libertà e ci auguriamo tutti, che con questa acquisizione, il futuro dell’azienda, e la sua unicità venga preservata, coltivata ed esaltata per permetterci ancora di vivere a lungo nell’allegria dei colori.

 

Per saperne di più @ Emilio Pucci

Articolo a cura di Serena Pagano

CEO Fashion Mentor

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