La 308 GTS divenne famosa in tutto il mondo anche per essere stata usata nella serie televisiva di grande successo MagnumP.I. in cui era l’automobile guidata dal protagonista. Furono usati diversi esemplari, una nuova per ogni stagione, e molte di queste furono messe all’asta al termine delle riprese. Una fu acquistata dallo stesso protagonista Tom Selleck.

Nell’avviare il progetto della nuova vettura, l’intento dell’azienda era di affiancare e poi sostituire la “Dino GT4“, il modello di entrata della gamma che non aveva sollevato grande entusiasmo, invece riscosso dalla precedente Dino 246, tra gli appassionati e gli acquirenti. Al fine di accentuare l’immagine corsaiola e permettere una linea più filante, oltre a riprendere la configurazione a due posti secchi della Dino 246, era stata prevista una carrozzeria particolarmente leggera, in modo da assecondare eventuali aspirazioni corsaiole dei gentleman-driver acquirenti.

Per lo studio della linea e degli interni fu incaricata la Pininfarina che affidò il compito a un team di designer, guidati da Leonardo Fioravanti. La sagoma del nuovo modello risultò chiaramente ispirata alla “512 BB“, maggiormente affinata nell’equilibrio formale e con aggiunte delle vistose prese d’aria laterali, poste sotto la linea di cintura, evocative della “Dino 246”. La realizzazione della carrozzeria venne commissionata a Sergio Scaglietti, storico collaboratore della Ferrari per la costruzione delle auto da competizione, con particolare esperienza nel trattamento dei materiali compositi.

Dal 1975 al giugno del 1977 la carrozzeria veniva realizzata in fibra di vetro, mentre dal 1977 al 1985 si passò all’acciaio. La prima fu fabbricata dalla Carrozzeria Scaglietti, e aveva un peso di 1050 kg, la seconda pesava 150 kg in più della prima. La GT4 condivideva molto con la Dino 246 e con la stessa 308. Tutte si basavano sullo stesso telaio tubolare, sulla stessa piattaforma e sulle sospensioni indipendenti a doppio braccio trasversale per le quattro ruote. Oltre alle differenze tra una generazione e l’altra della 308, i modelli avevano diversità tra esemplari della stessa serie, dipendenti dal loro mercato d’esportazione. Per esempio, la 308 destinata al mercato americano aveva paraurti più grandi e un telaio leggermente più robusto (ed altri più piccoli dettagli) e modifiche al motore per venire incontro ai più rigorosi codici di sicurezza sulle strade statunitensi. Le vetture commercializzate sul mercato americano avevano più ristrettezze riguardo alle emissioni che portavano ad una riduzione della potenza, che poi consisteva semplicemente in un ritardo dell’anticipo e nell’adozione di un impianto di scarico anti-inquinamento.

La versione scoperta in configurazione targa è stata invece presentata al salone dell’automobile di Francoforte del 1977; le differenze con la berlinetta erano minime: a parte il tettuccio asportabile c’erano delle coperture plastiche ai finestrini posteriori e dei rinforzi alla struttura meno rigida rispetto alla versione chiusa. La sua velocità massima era di 252 km/h.

Un vero e proprio capolavoro che va oltre il concetto di automobile, diventando cosi vera e propria icona di una intera generazione che sognava tra le puntate della famosa serie televisiva di poterla un giorno giudare. La Ferrari 308 GTS divenne talmente iconica della serie che ancora oggi viene identificata come “La Ferrari di Magnum P.I.”

Articolo a cura di Flavio Benedetto

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