Manca solo una settimana alla Cena di Gala organizzata dal Beteavòn, la prima cucina sociale kosher d’Italia. Sorta a Milano nel 2014 per iniziativa del movimento ebraico Lubavitch, “Beteavòn” che non a caso in ebraico significa “buon appetito”- è una realtà che si occupa di distribuire pasti gratuiti alle persone che si trovano in difficoltà. I piatti, preparati in base alle antichissime ricette ebraiche all’interno della Scuola del Merkos di Milano, sono destinati a tutti i bisognosi senza distinzione di genere o religione.

Sono più di 50 i volontari che sostengono questa organizzazione, realizzando opere di solidarietà anche in collaborazione con diversi enti quali Comunità di Sant’Egidio, Caritas, Comune di Milano, Comunità Ebraica, Pane Quotidiano, Memoriale della Shoah di Milano. La Cena di Gala, che si svolge ogni anno, è il momento in cui la cucina del Beteavòn si apre a un pubblico che include partner istituzionali, enti pubblici e persone dello spettacolo.

 

Destinata a raccogliere fondi per un progetto di volta in volta diverso, vede la partecipazione di ospiti illustri e rinomati chef. Quest’anno la Cena si svolgerà mercoledì 27 ottobre 2021 presso l’Hotel Melià in via Masaccio 19 a partire dalle 19:30. Si tratta di un’occasione unica per sostenere questa bellissima realtà che si impegna costantemente nell’aiuto del prossimo, ispirandosi agli insegnamenti della Torah, che dice: “Ed amerete lo straniero perché foste stranieri in Egitto”.

Abbiamo rivolto alcune domande a Rav Igal Hazan, fondatore del progetto e direttore delle Scuole del Merkos.

D: RAV Igal ci racconti come è nato questo meraviglioso progetto.

Otto anni fa, la scuola del Merkos, una realtà affermata nell’ambito educativo a Milano, aveva la necessità di realizzare una cucina interna Kosher per i propri alunni. Da una collaborazione con la fondazione “Enel cuore” è nata l’idea di realizzare la cucina e di metterla a disposizione di tutta la cittadinanza. Quindi, sfruttando la struttura già operativa della scuola e ottimizzando le risorse, abbiamo dato vita a questo progetto. Abbiamo ragionato sul fatto che i costi fissi della cucina non sarebbero aumentati di molto pur incrementando il numero di pasti da devolvere alle persone in stato di necessità.

D: Beteavòn è da sempre un modello di assistenza per gli ultimi. La distribuzione dei pasti presso le stazioni di Cadorna e Porta Garibaldi che è un punto di riferimento per la città, ha avuto una battuta di arresto durante l’emergenza Covid 19?

Durante la pandemia, la cucina ha continuato a lavorare e non si è mai fermata anche nelle settimane più dure e buie del marzo 2020, quando andare a fare le consegne significava affrontare e superare paure e preoccupazioni. Anche i volontari del progetto Amici di Strada, con la comunità di Sant’Egidio, non hanno mai smesso di recarsi ogni settimana, presso le stazioni di Cadorna e Garibaldi per distribuire i pasti, in monoporzione, alle persone senza fissa dimora.

D: La vostra cucina sociale segue le regole della kasherut. Ci può spiegare quali sono i criteri su cui si basa la preparazione delle pietanze?

La cucina segue le regole della kasherut, la dieta alimentare kosher o kasher a seconda della pronuncia, e possiamo dire che sia la prima dieta al mondo in quanto trova le proprie origini nella Bibbia. Le principali regole possono essere così riepilogate: carne e latticini, e loro derivati, non possono essere mischiati; crostacei, molluschi e alcune carni come il maiale e il coniglio non possono essere consumati. Oggigiorno, il concetto di certificazione alimentare è molto diffuso perché esistono varie diete certificate, come ad esempio quella vegani o senza glutine; sicuramente, la certificazione kosher è il primo modello di certificazione alimentare mai esistita. In effetti, gran parte dei prodotti confezionati che noi utilizziamo devono avere questa certificazione.

D: Quanti pasti distribuite al mese?

I pasti che distribuiamo ogni mese sono circa 1.500. Durante il periodo della pandemia, c’è stato un picco esponenziale in quanto anche soggetti che abitualmente non erano nostri utenti, a causa del Covid, o per quarantena e/o per malattia o anche le persone anziane che avevano difficoltà a stare in fila, al freddo, davanti ai supermercati, hanno usufruito dei nostri pasti.

D: Quanto è importante la cucina per rafforzare e integrare i rapporti con le altre comunità religiose e sociali?

Trovo che sia straordinario il valore aggregativo che questo progetto ha regalato in quanto sia i volontari che i fruitori di questo servizio provengono da diverse realtà sociali e religiose. Questo è molto bello perché facendo del bene, si annullano quelle barriere che altrimenti possono creare differenze e distacco tra le persone.

Un evento particolarmente sentito da esponenti politici e dello spettacolo che non esitano a dare il loro contributo e ad essere presenti alla serata. Questa edizione avrà come ospiti illustri: il RAV Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma; Attilio Fontana – Presidente Regione Lombardia; Anna Scavuzzo – Vice Sindaco di Milano; Letizia Moratti – Vice Presidente e Assessore Welfare Regione Lombardia. Presenterà la serata Renato Coen, Giornalista Responsabile Esteri Sky TG24.

Gala del Beteavòn, una grande realtà volta al sociale con la nobile causa di donare ai bisognosi un meritevole pasto e un supporto umano.

 

Articolo a cura di Massimo Basile

Direttore Editoriale  @

celebreMagazine World

Monaco Woman 

Rinascimento Magazine 

 

Articolo precedenteStar si nasce, David Beckham si diventa
Articolo successivoMixology pizza a Milano