L’Italia è un grande giardino con una varietà di vegetazioni e microclimi davvero unica. In ebraico il nome Italia significa “isola della rugiada divina”. Davvero il nostro Bel Paese è particolarmente privilegiato per la sua configurazione e per la beltà artistica e paesaggistica. Il nuovo volume firmato da Franco Maria Ricci Editore e presentato lo scorso 6 aprile 2022 nel prestigioso palazzo milanese Gallarati Scotti, celebra la bellezza, a volte poco nota, dei tanti spazi verdi del bel Paese.

Un libro prezioso che dovrebbe figurare in tutti gli scaffali delle biblioteche pubbliche e private. Un balsamo taumaturgico, una consolazione di fronte al dilagare della barbarie che tanto ha recato nocumento alla nostra Nazione che in passato è stata il giardino d’Europa. Ciò nonostante, L’Italia possiede ancora un ricchissimo patrimonio botanico e paesaggistico, grazie al suo magnifico clima e alla sua storia. Nell’Ottocento un soggiorno in Italia, il famoso Grand Tour d’Italie, era una tappa obbligata nella formazione dei giovani europei più abbienti e molti artisti hanno descritto e rappresentato i giardini e i paesaggi d’Italia.

Molti giardini sono nati dall’amore di botanici appassionati come Sir William Hanbury che, dopo essersi trasferito nel Ponente ligure, fondò nel 1867, il giardino botanico di Villa Hanbury, o il capitano scozzese McEacharn che nel 1931 realizzò lungo le rive del Lago Maggiore il gioiello botanico di Villa Taranto. Più recentemente il Marchese Gallarati Scotti e sua moglie, Lavinia Taverna, diedero vita a quel gioiello che è Villa Landriana, il cui tracciato fu ideato da Russell Page, il famoso architetto paesaggista inglese. Quale migliore occasione, quindi, di celebrare il venticinquesimo anniversario della nascita del network  grandigiardini.it/grandi-giardini-italiani.php con l’uscita di questo pregevole volume in cui giardini esotici e nascosti, rinascimentali e barocchi, orti botanici e Sacri Boschi sono descritti con amore, guidando il lettore alla scoperta dei meravigliosi tesori verdi che costellano il nostro Paese.

Judith Wade, fondatrice e CEO di Grandi Giardini Italiani, in apertura ha raccontato come sia nata l’idea di riunire sotto un unico network i proprietari e i curatori dei più bei giardini visitabili italiani, ben 148 perle che richiamano ogni anno una pletora di visitatori. Non più turismo di élite ma fenomeno di massa che ci auguriamo prenda sempre più piede.

“Sono molto felice che questo libro veda la stampa in tempo per festeggiare i 25 anni di Grandi Giardini Italiani. È anche un mio modo per ringraziare le persone che ho coinvolto, dai proprietari ai curatori, dai consulenti agli sponsor, dai dipendenti ai collaboratori. […] Questa è la storia fin qui di un’impresa sui generis. È il racconto di un’avventura alla scoperta di persone che condividono la necessità di tramandare alle future generazioni un patrimonio di inestimabile valore, investendo tempo e lavoro. Sono loro che fanno “grande” Grandi Giardini Italiani.”

Delfina Rattazzi che ha firmato il testo del volume, nel suo discorso ha sottolineato come l’Italia possieda la più grande biodiversità al mondo. Ogni giardino ci racconta la sua storia e la sua genesi, come un sorprendente giardino a Tropea, nato dalla piantagione di alcuni semi di palma riportati dall’Oriente. Un itinerario che ci affascina: dal grandioso giardino barocco dell’Isola Bella agli incantevoli giardini siciliani, precursori del risparmio idrico nelle scelte botaniche. Ci sono giardini che parlano di passioni botaniche, come nel caso del meraviglioso Centro Botanico Moutan, a Vitorchiano, che ospita più di centocinquantamila piante di oltre seimila varietà̀ di peonie cinesi. Altri ancora sono il frutto di un lungo percorso di conoscenza, come nel caso dell’Orto Botanico di Palermo, un’istituzione che custodisce, con oltre dodicimila specie in mostra, un’immensa sapienza botanica. Questi sono solo pochi esempi di tutti gli incantevoli giardini italiani che Delfina Rattazzi passa in rassegna, lasciando però intatto il desiderio di esplorarli di persona, per meglio coglierne i colori e i profumi.

A compendio un’antologia curata dalla storica dell’arte Caterina Napoleone, che attraverso un’accurata selezione di testi, dalle lettere di Plinio il Giovane fino all’Encyclopédie di Diderot et D’Alembert e alla Vita delle Api di Maurice Maeterlinck, ha cercato di dare una risposta sul perché certi giardini siano stati così concepiti e si sia approdati a determinate scelte progettuali. A chiusura un intervento di Edoardo Pepino, direttore del Labirinto della Masone ed Editore di Franco Maria Ricci.

Desidero ringraziare l’ospitalità del Principe Gallarati Scotti, gentile anfitrione e lui stesso proprietario di un meraviglioso giardino.

 

Articolo a cura di  Laura Astrologo Porché

Instagram: @journaldesbijoux

 

 

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