Ecologico, sostenibile, ecosostenibile… termini che conosciamo bene ma dei quali spesso non ne comprendiamo il vero significato, o, magari, pur conoscendolo non ne sappiamo valutare la complessità. Spesso infatti, siamo portati per abitudine, ad associare questi termini all’idea di mondo ideale piuttosto lontano dalla nostra realtà quotidiana e dove, in nome della sostenibilità si è pronti a rinunciare a stile e comodità. La realtà è per fortuna, ben diversa e il concetto di eco sostenibilità sta diventando sempre di più una dimensione che si coniuga ad un concetto di life style, che includa ogni aspetto della nostra vita quotidiana, senza escludere naturalmente il mondo dei viaggi, delle vacanze e dell’ospitalità in genere e sempre tenendo presente le aspettative di servizi, qualità ed estetica dei potenziali clienti. È proprio partendo da questa considerazione che nasce Traveleco, un portale di servizi, dove le strutture alberghiere possano accreditarsi in base a determinati standard di valutazione e gli utenti possano trovare la struttura più adeguata alle loro esigenze. Ne parliamo con Francesca Fusi, Umberto Garini e Antonio Pinelli che di Traveleco sono gli ideatori e i fondatori.

Chi siete e come nasce la vostra unione?

La nostra unione nasce in un modo e in un momento assolutamente singolare. Durante la pandemia è emersa in maniera dirompente l’ingerenza che l’uomo ha sull’ambiente che lo circonda; abbiamo tutti in mente le immagini dei porti con le acque cristalline popolati di pesci, o degli animali selvatici che camminano per le strade deserte delle città. Questo ci ha spinto a metterci in gioco per quello in cui credevamo già prima del Covid, e dare il nostro piccolo contributo per migliorare il mondo e, nello specifico, il turismo. In un periodo dove tutto è diventato virtuale, anche noi ci siamo incontrati e conosciuti in rete. Abbiamo quindi iniziato a vederci in videoriunione settimanalmente, per poi, una volta possibile, conoscerci di persona. Così è nata Traveleco.

Da dove siete partiti per ideare il vostro progetto e come lo avete realizzato?

L’idea è nata da un’esigenza personale. A tutti piace molto viaggiare, ma siamo consapevoli che si tratta di un’attività ad elevato impatto ambientale. Abbiamo cercato dei modi per selezionare strutture attente all’ambiente, ma non è stato possibile trovare una database attendibile, che permettesse di avere la certezza della sostenibilità o meno delle strutture. Per essere green non basta infatti chiamarsi “Ecohotel”. Inizialmente abbiamo deciso di realizzare un portale focalizzato su strutture che avessero un punteggio di sostenibilità, per poi ingrandire il progetto fino a diventare la community per il turismo sostenibile. Oltre alla possibilità di prenotare strutture green infatti, offriamo, grazie a una rete di partner di rilievo, diversi pacchetti di consulenza per le strutture ricettive e diamo la possibilità ai viaggiatori di contribuire attivamente alla transizione del settore del turismo, con degli innovativi programmi di fidelizzazione. Nella sostanza, il progetto è partito da poco e siamo quindi alla ricerca sia di investitori, ma soprattutto di nuove strutture che vogliano ottenere un punteggio di sostenibilità e scoprire come diventare più sostenibili, anche grazie ai contenuti e all’expertise messi a disposizione dai nostri partner.

La situazione che tutto il mondo ha vissuto ha puntato ancor di più l’attenzione sulla necessità di fare scelte consapevoli anche quando si prenota un soggiorno, ha funzionato come acceleratore delle vostre idee?

Come dicevamo, il Covid ha accelerato l’inizio della transizione ecologica. D’altra parte sarebbe stato insostenibile continuare con i modelli precedenti la pandemia. Ecco perché non siamo d’accordo quando si parla di “ritornare alla normalità”, ma crediamo che questa grave crisi debba essere sfruttata come un’occasione di ripartenza in cui vengano azzerati gli aspetti negativi della nostra società. Al contempo, assistiamo oggi a un uso inflazionato delle parole “green” e “sostenibilità”. Ben consapevoli della crescente attenzione dei consumatori verso questi aspetti, molte imprese ne hanno fatto il punto focale delle loro campagne di marketing. Basta accendere la radio o la televisione per verificarlo. Purtroppo, nei fatti, questo impegno non è sempre realmente integrato nella cultura aziendale, ma è più un ecologismo/ambientalismo di facciata, il cosiddetto “green washing”. È per questo che consigliamo a tutti di andare oltre gli slogan e di informarsi attentamente prima di acquistare un prodotto o un servizio.

Qual è la filosofia che vi guida e cosa direste ad un utente, magari poco informato, per farlo entrare nel mondo di Traveleco e per convincerlo a fare una scelta sostenibile?

Per tutti coloro che lavorano o sono attivi in maniera seria nel mondo della sostenibilità, il punto di partenza non può che essere l’Agenda 2030, ed è così anche per noi. L’Agenda 2030 è un programma d’azione dell’ONU per le persone, il pianeta e la prosperità, che contiene gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) da raggiungere, appunto, entro il 2030. Questo documento sottolinea come lo sviluppo sostenibile debba riguardare tre sfere principali: ambientale, economica e sociale, ugualmente importanti. È da qui che abbiamo elaborato la filosofia che sta alla base di Traveleco. A una struttura ricettiva è importante far capire che la sostenibilità non è solo un costo, bensì un investimento che ripaga nel lungo periodo. Avere un’impresa sostenibile significa avere un business sicuramente attento all’ambiente, ma anche agli aspetti sociali, e che sia economicamente solido. Inoltre, esistono diversi strumenti per realizzare a costo quasi zero numerosi interventi di sostenibilità. Un modo per scoprirlo è proprio entrare in Traveleco. Per i viaggiatori il concetto è semplice: fai del bene a te stesso e fai del bene al Pianeta. Sfatiamo subito due miti, che a volte possono sembrare addirittura contradditori: in primis, viaggiare sostenibile non costa di più; secondariamente, non è vero che le uniche strutture green sono gli agriturismi e i campeggi, come tradizionalmente si pensa.

È possibile viaggiare in maniera sostenibile ovunque, anche nelle grandi città, mantenendo il budget che ci si era prefissati e il livello di struttura desiderato. Non da ultimo, spesso queste strutture riservano anche una maggiore attenzione all’ospite che quindi si gode di più la vacanza, o il viaggio di lavoro. Anche per le aziende che non appartengono al settore turistico vi sono numerosi spunti interessanti. Passata la pandemia, si tornerà a viaggiare per motivi di lavoro, seppur verosimilmente non con i ritmi del passato. Al contempo, sempre più aziende redigono annualmente il proprio bilancio di sostenibilità. Garantire una riduzione dell’impatto ambientale nei viaggi di lavoro dei propri dipendenti è sicuramente qualcosa utile per aumentare il livello di sostenibilità dell’azienda. Traveleco fa anche questo calcolando il risparmio di anidride carbonica per viaggiatore. Quindi, chi direbbe di no?

Sulla base di quali criteri selezionate le strutture alberghiere che vogliono entrare a far parte di Traveleco?

Non abbiamo previsto criteri minimi per l’adesione delle strutture a Traveleco, proprio perché l’idea è quella di portare anche chi oggi non ha a che fare con la sostenibilità a diventare consapevole dell’importanza del tema. L’unico requisito che richiediamo è quello il volersi mettere in gioco per integrare la sostenibilità nella propria struttura ricettiva e sposare i principi dell’Agenda 2030, i così detti SDG. Ovviamente, ciò non toglie che, poiché perseguiamo un principio di assoluta trasparenza, gli utenti possano vedere sulla piattaforma il punteggio delle strutture, e di conseguenza premiare chi si impegna di più.

Mediamente sono più attenti alla sostenibilità gli hotel di fascia alta o di fascia media?

Per molto tempo la sostenibilità è stata un tema associato a quegli ambienti tradizionalmente legati alla terra e alla natura: campeggi e B&B. Negli ultimi anni le tematiche ambientali e sociali vengono però affrontate anche dalle strutture di fascia più alta. In primis in quanto è il cliente a richiederlo, ma anche perché ci si è resi conto che un servizio di qualità che sia completo va ben oltre la vasca idromassaggio in camera o il bar sulla terrazza.

Qual è il profilo standard dell’utente che si rivolge a voi?

Non esiste un vero e proprio profilo standard proprio per la diversa tipologia di alloggi che sono presenti sul nostro sito. Al momento le uniche strutture che non abbiamo sono gli appartamenti, vista la difficoltà di assegnare un punteggio di sostenibilità a un singolo appartamento, senza considerare l’edificio nel complesso. In media i giovani e giovanissimi (dai 18 ai 30 anni) sono più attenti e sensibili alle tematiche della sostenibilità, lo abbiamo visto con i Fridays for Future; tuttavia il trend è in forte crescita anche tra le fasce più alte della popolazione. Come spesa media si registrano intorno ai 350 euro a pernottamento, una cifra tutto sommato nella media nazionale.

Puntate soprattutto sul mercato italiano o anche estero?

Siamo partiti da poco e per il momento ci rivolgiamo al mercato italiano, che secondo noi, viene troppo sottovalutato. Tutte le statistiche disponibili infatti, offrono un quadro incoraggiante in cui un numero sempre maggiore di viaggiatori presta attenzioni agli aspetti legati alla sostenibilità. Anche dal punto di vista dell’offerta non dobbiamo sentirci inferiori ad altri Paesi. Viviamo in un Paese bellissimo, da sempre legato al paesaggio che lo caratterizza, pur essendo diversissimo da nord a sud. Molti operatori del settore sono consapevoli che il loro benessere dipende dall’ambiente che ci circonda e, anche se magari fino ad ora non lo hanno comunicato, potrebbero benissimo essere già definiti sostenibili.

Per saperne di più @ www.traveleco.it

 

Article edit by Angelo Garini

Architect & Emotion Designer

 

 

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