Cos’è la grafologia? Di primo acchito la risposta sembra evidente: Il termine viene dal greco γραφή (graphé) ovvero scrittura unito a  λογεῖν (loghein) che significa studiare.Qualcuno potrebbe dire che è la scienza della scrittura: in effetti perché un fenomeno così tangibile come lo scrivere non dovrebbe essere osservato e studiato con metodo scientifico? Tuttavia, la grafologia è piuttosto lo studio del carattere di una persona attraverso i segni che traccia per esprimersi. Non è una scienza esatta in quanto si basa su osservazioni empiriche.

Ho avuto il piacere di conoscere Candida Livatino, giornalista pubblicista ed esperta grafologa, che ha appena pubblicato il suo quarto libro con l’editore Mursia dal titolo: “Dagli Scarabocchi alla firma”. Ha inoltre contribuito a far conoscere al grande pubblico il mondo della grafologia, avvicinando sempre di più nuovi lettori entusiasmati dai profondi risvolti che l’analisi grafologica può rivelare.

Come sottolinea Candida, è importante che le persone continuino a scrivere a mano: in un’epoca sempre più informatizzata come quella che viviamo, l’arte della scrittura non è più coltivata come un tempo. Nel suo libro la nota grafologa mette in evidenza i beneficî derivanti dall’uso di “penna e calamaio”, specialmente per i giovani. La scrittura è anche una sorta di macchina della verità e a tale riguardo, mi viene spontaneo pensare a tutto un filone di romanzi gialli, tra cui spiccano quelli di Sherlock Holmes, personaggio famosissimo ideato da Conan Doyle. Forse i lettori ricorderanno che fra gli interessi dell’investigatore vi era la grafologia, che gli permetteva di ricavare indizi sulle persone a partire dalla loro scrittura a mano.

Giudicando stile, spaziature e dimensioni della grafia di qualcuno, il detective di Baker Street era in grado di tracciarne all’istante il profilo psicologico. Non sempre le cose sono così semplici, ma di certo la grafia svela molti segreti sulle persone che ci circondano, dato che anche un piccolo segno tracciato su un foglio può recare un significato recondito. Non mi addentrerò nel mare magnum della grafologia: ad esempio quella matematica che vide come iniziatore Padre Girolamo Moretti (1879-1963) che con le sue ricerche aprì una nuova strada nei precedenti studi della grafia, fissando tutta una serie di principi metodologici, che in pratica scompongono la scrittura in una combinazione di segni.

L’analisi grafologica viene utilizzata in diversi campi: nelle dispute giudiziarie per stabilire la veridicità o meno di uno scritto o di una firma, nella selezione del personale, per valutare le potenzialità di un candidato, nella definizione del profilo di personalità, come supporto per la scelta dell’indirizzo scolastico per le superiori ed anche in altri ambiti. Alla professionalità del grafologo è delegato il compito di rispondere a tutti questi quesiti. La firma, non di rado diversa dal corpo del testo, rivela dei tratti caratteristici della persona che potrebbero sfuggirci ad una prima frettolosa valutazione.

Desidero concludere questo articolo, sperando di aver suscitato la curiosità dei miei lettori, con una citazione: “La scrittura non è magia ma, evidentemente, può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.” (Aharon Appelfel)

Per saperne di più @ Candida Livatino

 

Articolo a cura di Laura Astrologo Porché

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