Cuaderno C – Francesco De Goya e’ la riproduzione integrale del lavoro di Goya, frutto di una prestigiosa collaborazione tra Skira e il Museo del Prado di Madrid.

Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) uno dei più famosi pittori spagnoli, è il celebre autore di ritratti di sovrani e di quadri di denuncia come Los fusilamientos del tres de mayo, e delle famose versioni della Maya Desnuda e Vestida. Artista versatile e grintoso, è stato anche un prolifico disegnatore: ad oggi infatti, oltre ai bozzetti preparatori per le sue opere, ci rimangono ben 9 quaderni di disegni.

Nonostante alcuni dei suoi quaderni furono smembrati, ricostituiti in 3 tomi e rivenduti dal figlio, il Cuaderno C di cui parliamo oggi ha una storia a parte. Il Museo del Prado di Madrid lo conserva dal 1872, e oggi, in collaborazione con la casa editrice Skira, lo ha pubblicato in facsimile, una preziosa edizione a cura di José Manuel Matilla Rodríguez (storico dell’arte e Curatore senior del Dipartimento dei disegni e delle stampe del Museo Nazionale del Prado), dove saggi e schede accompagnano i lavori di Goya.

Il “Cuaderno C” (1814-1823) era originariamente costituito da 133 o più fogli, poiché l’ultimo disegno numerato noto è il 133. Il Museo del Prado ha conservato centoventi disegni, arrivati in un album del Museo de la Trinidad. Almeno tredici, probabilmente separati dagli altri intorno al 1860, sono mancanti dalla collezione del Prado (e di questi non tutti sono noti). In questa edizione in facsimile, vengono riprodotti tutti i disegni noti, nonché il retro dei fogli.

Le didascalie di Goya, che spesso fungono da titoli o commenti sulle varie immagini, sono molto rivelatrici perché le ambiguità su cui giocano tengono conto delle sue reali intenzioni. Al di là del suo eccezionale valore artistico, il “Cuardeno C” rappresenta anche una notevole testimonianza storica e un tesoro patrimoniale unico nel suo genere.

Frutto dell’acutezza di sguardo di Goya, elaborato durante la guerra d’indipendenza e negli anni di repressione che seguirono (1808-1820), esso offre una visione spesso inquietante della società spagnola dell’epoca: scene di vita quotidiana segnate dalla povertà, prigionieri della inquisizione, scene di crudeltà nelle prigioni, visioni sognanti del mondo notturno.

Un altro gruppo di disegni mostra le conseguenze della confisca dei beni ecclesiastici che portò alla chiusura di numerosi monasteri e conventi, costringendo monaci e monache a rinunciare ai loro voti e iniziare una nuova vita al di fuori della sicurezza delle loro mura. Libertà, ragione e giustizia sono infine i soggetti di un ulteriore gruppo di disegni che attestano le speranze di Goya per la politica di riforma del Triennio Liberale (1820-1823).

Disponibile nelle migliori librerie.

a cura di Eleonora Scialo

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