La primavera estate 2022 di Gianluca Saitto scorre lungo una pellicola cinematografica fatta di incontri, momenti e personaggi che hanno attraversato la storia dello stilista fin dai suoi esordi di couturier, dai grandi nomi della musica ai costumi realizzati per i balletti nei grandi teatri. Sono frame che diventano pattern insolito dal sapore retrò della collezione, che animano la stampa dei trench, serpeggiano lungo le gonne a tubino e costellano quelle a ruota in tulle.

D’ispirazione felliniana anche la fantasia di linee e angoli che si incrociano in un complesso di impalcature, un rimando a quella immensa e costosa fatta costruire dal protagonista di Otto e mezzo, il regista Guido interpretato da Mastroianni, che forse servirà per un film di fantasia, o forse no.

“Per questa collezione ho voluto ricreare le atmosfere trasognanti ispirate al cinema di Federico Fellini, sviluppando stampe su diversi materiali dalla classica e preziosa seta, al cotone fino al pvc. Una di queste stampe con piccoli fotogrammi è diventata una signature su gonne e spolverini in cui si ripercorrono i miei dieci anni di attività e che racconta i diversi personaggi incontrati e le collaborazioni con i teatri” spiega lo stilista raccontando la collezione Cinema.

“Prende forma una donna che racchiude caratteri differenti e protagonista di un immaginario sconfinato. Come nel dialogo de La Dolce Vita: Sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa… ah, ecco cosa sei, la casa!” prosegue articolando le sfaccettature del cinema tradotte in couture.

Divertente con stile di giorno, diva da red carpet la sera. Le proposte in lungo si ammantano di scintillii di lamé e di pizzo fra statuarie linee a sirena, silhouette scivolate, liquide e allungate che esaltano la fisicità, lunghezze corte che si alternano a strascichi. Angelicamente maliziosa la mise in total white arricchita di piume che decorano i profili, cristalli luminosi e ruches: sfiziosa con stile per brillare fra luci colorate e lounge music. Tutto ha una sensualità misurata ma sempre assertiva, fra aperture, scolli e trasparenze.

La palette cromatica si riduce all’essenziale, imperniata sull’inossidabile binomio dello stilista del bianco e del nero, ma ravvivata da sprazzi di tonalità metalliche e nuance di grigio dai riflessi madreperlacei. Saitto amalgama codici stilisti apparentemente contrastanti, condensandoli con equilibrio nella sua personale idea di eleganza e ricercatezza: così soluzioni da alta moda, come le plissettature, la sontuosità e le linee a corolla, convivono con l’immediatezza di top smanicati, gonne a matita, pants fluttuanti e chemisier in cotone operato e capi spalla in macro pied-de-poule.

Un flusso di fantasia senza interruzioni che trova la sua continuità nella corrente delle idee, perché “nulla si sa, tutto si immagina” diceva il Maestro Fellini.

 

A cura di Dafne Ambrosio

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