Il problema Covid-19 è uno dei peggiori nemici degli Stati Europei in una situazione delle più complesse del dopoguerra che vive una grande crisi socio-sanitaria ed un importante crisi economica. Quello che comporta questa situazione con i suoi eventi inauditi, per simultaneità ed estensione, svolti in un lasso di tempo molto breve e che fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe immaginato di vivere, comporta sicuramente una riforma delle regole europee nell’affrontare situazioni di gravità come stiamo vivendo in questo momento.

 Con la doppia crisi economica e sanitaria bisognerà in un prossimo futuro imparare a far fronte ad esigenze improvvise di portata simile a quella che stiamo vivendo. Questa sarà anche un’opportunità per l’Unione Europea nella gestione degli egoismi nazionali, nei pregiudizi e nei sospetti, cercando invece la collaborazione come il Covid ci ha costretti a fare non essendo una situazione individuale di ogni stato ma un problema a livello mondiale.

Importante resta sempre la collaborazione fra gli Stati Membri per mettere insieme le conoscenze e superare le sfide che si presentano in misure estreme, come è stato per la chiusura delle frontiere e ridurre il tutto all’essenzialità. Sono state affrontate emergenze come l’acquisto di sistemi sanitari nazionali e scorte di approvvigionamenti, aiuti per la ripresa economica per la tutela dei posti di lavoro, salvaguardare le imprese a rischio e l’occupazione, i settori che sono stati colpiti maggiormente sono stati quelli del trasporto aereo, del turismo e gastronomia. L’intervento più importante in campo economico è stato quello della Banca Europea che ha gestito per i vari stati diversi miliardi facendo fronte a molte esigenze che il Covid ha reso necessarie.

Il “meccanismo europeo di stabilità” approvato nella primavera del 2011 è un fondo a disposizione per i vari membri dell’Unione Europea, possono usufruire di questo fondo messo a disposizione tutti gli stati in grave crisi, questo meccanismo richiedeva precisi requisiti e vincoli con pesanti conseguenze sulla politica di bilancio. Con il Covid ne hanno usufruito la Spagna, il Portogallo e la Grecia che ha affrontato la crisi più forte fra i vari stati.

Il MES attuale ha una sola condizione, la destinazione dei fondi che deve coprire l’emergenza sanitaria. Ogni stato membro è stato libero di decidere se usufruirne o no. Sono state necessari investimenti economici importanti sulla “piattaforma europea” per acquisire dati sul Covid 19 e consentire ai ricercatori di poter studiare un rimedio. Gli scienziati di tutto il mondo hanno ad oggi una vasta conoscenza del Corona Virus in modo che i ricercatori nei laboratori possano accedere a dati in grado di studiare le misure da adottare per debellarlo. Si spera in un’Europa solidale che scommetta su una politica comune per la rinascita economica e sanitaria dei nostri paesi con un sostegno importante alle famiglie, al lavoro e ai giovani.

Per quanto riguarda la situazione socio-culturale delle scuole si spera di recuperare una parte importante che ha visto un progresso nell’erasmus con un progetto legato all’istruzione, rivalutando il fascino della diversità culturale che richiede di aprire la mente e non richiudersi dentro i confini nazionali, alimentando nei giovani la voglia di scoprire nuove realtà e nuove lingue permettendo all’Europa di omologarsi nella riuscita di questo progetto.

 a cura di Antonella Malizia

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