Quando nel 2009 Stefania Pinsone si trasferì in Svizzera, presso Basilea, la sua anima artistica aveva già una forma definita perché era stata forgiata nel fuoco della Città Eterna; lì dove era nata e cresciuta. È storica e maestra dell’arte grazie ad una laurea in Storia dell’arte e ad un diploma in pittura dall’Accademia di belle arti. Ad affinare le sue competenze e conoscenze sia in campo tecnico che culturale si aggiunge l’esperienza di insegnante di storia dell’arte presso alcuni licei di Roma.

Dal 2018 è anche Graphic Designer professionista per la prestigiosa compagnia IES ltd a Basilea mentre, contemporaneamente, colleziona molteplici premi in diverse esposizioni. Nel 2019 conquista il primo premio EWAL Premier Art Award (London), assegnatole da Dan Fern, professore emerito al Royal College of Art di Londra. Sempre lo stesso anno l’ambasciatore italiano in Svizzera, Silvio Mignano, le consegna il Certificato di riconoscimento come miglior talento italiano espatriato.

Annoverata in diverse pubblicazioni come artista e illustratrice visionaria la troviamo nel libro “International art today – 2016 e 2017” a cura di Ingrid Gardill, nelle edizioni autunno inverno 2020 di House & Garden, Tatler, GQ e Vogue (The Condé Nast Publications Ltd, Vogue House) e in altre pubblicazioni ancora. Il suo estro, sempre incline alla sperimentazione e alla ricerca pittorica, trova nell’arte il mezzo privilegiato per viaggiare ed unire l’ego al super ego.

Ogni persona ha una sua interiorità sommersa, inconscia e tutta da scoprire. Stefania la indaga senza sottovalutarne i pericoli e legandosi a quel filo d’Arianna esplora la sua anima senza perdersi tra archetipi e simboli sedimentati in ognuno di noi. Il coraggio di riemergere e di raccontare queste visioni la rende artista. Per raccontare l’inconscio di ognuno di noi non esistono lingue o caratteri appropriati se non il linguaggio dell’arte che sgretola qualsiasi convenzione sociale o riferimento culturale. Non esiste un sopra o un sotto e se esiste è speculare, antinomico come un dentro e un fuori, un grande o un piccolo, così come suggerisce il principio della corrispondenza, il più importante dei sette principi ermetici del Kybalion.

In ogni dipinto scopriamo un suo viaggio interiore in cui, tramite simboli e segni, architetture e forme, possiamo decifrare le sue e le nostre emozioni interiori senza perderci e senza farci del male. In un labirinto prospettico fatto di archi, scale e colonne possiamo percepire la vertigine dello smarrimento che si ritrova nelle opere di Escher. Opere dal sapore classico che sembrano narrare l’antico e la leggenda si vestono di un’eleganza fantascientifica e futuristica.

Nelle sue tele, l’anima dell’artista si impossessa della materia: oro, argento, bronzo, alluminio, ferro, rame ed altri elementi che ben si prestano alla sperimentazione come resine e plexiglas. Per emergere dal buio l’opera si contorna di pigmenti fosforescenti, colori metallizzati o fluorescenti, strass e luci al led.

L’arte è esigenza e l’esigenza di Stefania Pinsone ė di utilizzare la sua interiorità come un laboratorio di sperimentazione artistica.

Per saperne di più @ Stefania Pinsone World

 

A cura del Prof. Luca Caricato

Luca Caricato –  The World of Art

Esperto Vinciano

Storico dell’arte – Esperto d’arte

 

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