Per iniziare un “E.state insieme” ci vogliono persone con piccoli accessori: le mascherine. The Summer mask…potrebbe essere lo slogan per parlare delle mascherine di quest’estate che è arrivata improvvisamente con la fine del lock-down. I volti semicoperti tuttavia non potranno nascondere a noi stessi e agli altri le sofferenze e i disagi dei mesi passati: non abbiamo vissuto la primavera e vorremmo vivere l’avvio della bella stagione che ci porta step by step verso tempi migliori.

Summer 2020: uomini e donne, ragazzi, giovani, adulti, tutti uguali con un accessorio unisex per tutte le età, mascherine monouso o di tela, griffate oppure usa e getta, infermieristiche o eleganti…nessuno avrebbe pensato ad un’estate caratterizzata da questo nuovo “indispensabile“ accessorio di moda che caratterizzerà gli stili di vita al tempo del Covid-19. Sì, mascherine, per gli aperitivi e le serate con gli amici, da portare con sé in vacanza o per lo shopping, indispensabili quasi come la carta di credito, per sé e per gli altri, sul lavoro, nel tempo libero, per pregare con gli altri, per lavorare, in città come in campagna. Mentre qualcuno si chiede se in montagna o al mare potremo usare le maschere o le mascherine, ci vogliamo domandare il senso delle scelte in questo tempo. E’ un semplice dispositivo di tela o altro tessuto, con quel filo metallico che abbiamo imparato a cercare con il tatto, da applicare davanti alla bocca e al naso per proteggerci da un invisibile nemico.

E’ un nome che arriva dagli antichi etruschi e greci e che i latini ci hanno consegnato nel linguaggio della filosofia e della teologia, del teatro e della moda: il “diminutivo di persona” è un piccolo – ma importante – oggetto da portare con sé per raccontare il valore che ogni persona ha per tutti noi, un habitus, nel senso di gesto abituale, che dice il  prendersi cura della propria e altrui salute…il tutto  con un gesto: usare una mascherina.

Abbiamo tutti impresse nella memoria profonda le immagini di drammatiche maschere ospedaliere che in un silenzioso inverno continuamente sono entrate nelle nostre case, raccontandoci il dolore di uomini e donne per settimane, i cui volti molti di noi non hanno più visto e salutato. Occorre tornare a guardare, scrutare, vedere il volto delle persone che possiamo incontrare senza uno sguardo scontato e distratto per riconoscersi, per salutarsi, per dirsi: «Ciao! Come stai?». Non potremo toglierci la mascherina in pubblico fin tanto che la maschera della paura per il contagio da virus SARS-CoV-2 non sarà vinta dai farmaci o dal vaccino.

La prudenza è davvero la retta norma dell’azione – come diceva il filosofo Aristotele – che ci fa riconoscere come persone attraverso un piccolo segno, se vogliamo essere davvero il cambiamento che desideriamo, dobbiamo partire dalle piccole cose, tanto utili per il bene comune, quanto semplici per tutti.

Uscendo nei giorni e nelle serate di questi mesi estivi vogliamo dimenticare, vogliamo ridurre con una mascherina il nostro timore. Stando con gli amici, abbiamo preso la moda di portare la mascherina al polso, pronta all’uso di una formalità, ma non della sostanza; potremmo accorgerci che ci sono nemici che non si vedono perché non portano maschere dietro a cui nascondersi, e ci sono amici con la mascherina che ti accompagnano nel cammino della vita. Sono le persone di cui abbiamo bisogno, quelle che hanno il coraggio di  gesti semplici per non riportare tutti noi al blocco della vita, e così fare le scelte migliori – negli stili di vita di quest’estate – per non fermarci più e andare avanti. “E.state insieme nel 2020”…!

a cura di Don Gianmario Lanfranchini

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