Più di un semplice film. Si tratta di un vero e proprio evento storico. No, non stiamo esagerando. “TOP GUN: MAVERICK” è esattamente questo ancor prima di arrivare in sala. Sì, perché quando il sequel di un film che è divenuto una vera e propria icona contemporanea, arriva al cinema dopo ben 34 anni non può essere considerato nientemeno che un vero e proprio evento.

E come il primo segnò un’intera generazione nel pieno degli anni ‘80/’90, mandando pure in Accademia Aeronautica molta gente (anche chi vi scrive tentò il concorso da pilota da caccia dopo essere stato fortemente influenzato dalla pellicola con Tom Cruise), ci si attende qualcosa di molto simile anche dal nuovo kolossal incentrato sulle vicende che vedono protagonista l’aviatore più famoso di tutti i tempi, ovvero Pete Mitchell, alias “Maverick”.

TRA MISTERI E CONFERME

Non si sa moltissimo in merito al sequel del leggendario blockbuster del 1986 (sia lo stesso Tom Cruise che il resto del cast hanno mantenuto il riserbo più totale sulla trama), se non alcuni piccoli dettagli: da Tenente che era nell’86, il pilota dell’U.S. Navy interpretato da Tom Cruise è ora un più “navigato” Capitano di Fregata.

Da allievo della Fighter Weapon School (la cosiddetta “TOP GUN” appunto), Maverick è ora un istruttore e tra i suoi allievi sembrerebbe esserci nientemeno che il figlio di Goose, ovvero il personaggio che nel primo film perdeva la vita – come suo navigatore – in un tragico incidente aereo (una caduta in vite piatta: una condizione che era realmente irrecuperabile per il Grumman F-14 “Tomcat”) e che seguirebbe qua le orme del padre.

Per il resto la pellicola è un mistero. L’unica cosa certa è che i tempi sono cambiati, ma le colonne portanti di TOP GUN, che fecero innamorare almeno due generazioni, sembrano esserci tutte: dalla colonna sonora (evoluta, ma rimasta fedele all’originale) ai jet supersonici (il già menzionato Grumman Aerospace F-14 “Tomcat” ha ceduto il posto, anche nella realtà operativa, al Boeing F-18 “Super-Hornet”), passando ovviamente per le vicende amorose, per gli sconfinati tramonti statunitensi e per il globale “bisogno di velocità” che regnava nel primo film (la battuta “I feel the need, the need, for speed!” che, in italiano, venne – come in molti casi – infelicemente tradotta con “ma noi saremo, sempre, i più forti!”): come nella pellicola del 1986 infatti, oltre ai jet della Marina Militare americana (l’U.S. Navy appunto), tornano anche in “TOP GUN: MAVERICK” le moto. Al fianco della Kawasaki GPZ 900 R (che Cruise guidava già nell’86 e che ricompare qui) troviamo infatti la più moderna Ninja H2 (un mostro da 231 CV di potenza – e in listino italiano a 29.700 euro – che ha raggiunto ben 400 km/h di velocità massima!), prodotta sempre dalla Casa di Akashi, nonché l’immancabile Schott (il giubbotto da pilota da caccia) e gli occhiali da aviatore.

I PILOTI DA CACCIA AL CENTRO DELLA STORIA (DI NUOVO)

Ma una cosa sopra ogni altra resta al centro di “TOP GUN: MAVERICK” (e che decretò il successo del primo capitolo): il fatto di non essere un film sugli aerei da caccia, bensì un film sui piloti degli aerei da caccia (come dichiarato dal produttore Jerry Bruckheimer). Il cast? Come sempre: stellare. Affianco a Tom Cruise – tra gli altri – troviamo Ed Harris e Val Kilmer (quest’ultimo torna infatti nei panni di “Iceman”. Curiosità: Kilmer tentò in tutti i modi di non essere preso per la parte nel film del 1986, ma fece di tutto per essere di nuovo presente in questo).

Tutto il resto è quanto può essere dedotto dai due trailer sino ad ora rilasciati dalla Paramount Pictures (Casa di Produzione che produsse già il primo capitolo), ovvero che il Capitano Mitchell sarà preposto alla formazione di un gruppo di allievi della TOP GUN (quindi un loro antagonista in duello simulato: “Aggressor” in termine tecnico), impegnato in missioni di combattimento e posto dinnanzi ad una nuova sfida: alcune sequenze mettono infatti in mostra la combinazione di volo da alta quota (che poi altro non è che una vera e propria tuta da astronauta, che veniva utilizzata anche dai piloti degli SR-71 “Blackbird”) e il leggendario velivolo “Aurora” (un ricognitore ipersonico – che voci vorrebbero essere in grado di volare a velocità pari a Mach 5/Mach 6 – di cui si discute da anni in merito ad esistenza e prestazioni ma di cui il Pentagono non ha mai rilasciato vere e proprie dichiarazioni ufficiali), una sorta di essere mitologico per gli appassionati di aviazione.

Dimentichiamo qualcosa? Ah sì! Le riprese: se la trama è infatti attualmente ancora protetta da segreto, quel che è certo per cui “TOP GUN: MAVERICK” punta a stupire sono le sequenze aeree. Questo film ha alzato l’asticella oltre ogni limite, portando telecamere ad elevatissima risoluzione all’interno dei cockpit dei caccia. Già, perché come ha precisato Tom Cruise, qua non c’è CGI: tutto quanto è stato filmato dal vivo (l’attore è famosissimo per i suoi stunt e per la sua avversità nei confronti della computer-grafica, dal momento che, secondo lui, “gli spettatori capiscono quando qualcosa è finto”): pertanto ai comandi dei jet-fighter statunitensi troviamo proprio i protagonisti del film (che ovviamene saranno in parte stati assistiti anche da comandi remoti a terra: l’aviazione statunitense usa da anni questa tecnologia per manovrare “aerei bersaglio” per addestrare al meglio i piloti al combattimento reale.

Anche se Tom Cruise ha realmente conseguito l’abilitazione al volo) alle prese con la forza g e con le mostruose prestazioni degli F-18. Non resta che attendere dunque al prossimo dicembre per saperne di più (oltre che guardarsi i trailer e i dietro alle quinte che trovate nell’articolo): a causa degli eventi legati alla diffusione del COVID-19 infatti, l’uscita del film, originariamente prevista per questa estate, è stata posticipata all’inverno. Dite la verità: state tornando a immaginarvi aviatori anche voi!

a cura di Alessandro Colombo

Editor & Founder di Motori Di Lusso

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