Il Professor Alessandro Calabrese passa ad AZIONE, movimento del Dott. Carlo Calenda

Il Prof. Alessandro Calabrese lascia “Noi Moderati” per aderire ad “AZIONE” in aperta polemica con la gestione del partito in Puglia e nella provincia di Taranto. Il vicario provinciale e componente del comitato regionale ha ufficializzato il suo passaggio al movimento del Dott. Carlo Calenda, attraverso un duro comunicato politico, denunciando una gestione interna che definisce lontana dalle reali necessità del territorio ionico e regionale.

Le difficoltà che affliggono da tempo i cittadini della provincia di Taranto e dell’intera regione Puglia, per liste di attesa e buchi in bilancio paurosi in sanità, una scuola oggetto di dimensionamento selvaggio, senza una seria programmazione organica dei contenitori scolastici, soprattutto nella messa in sicurezza degli edifici scolastici e dei servizi di supporto. La mancanza di lavoro e il depauperamento di quello esistente, un gravissimo problema ambientale, principale responsabile della recrudescenza delle malattie tumorali, le guerre, la povertà, la mancanza di un modello di sviluppo capace di garantire uno standard di qualità, ci avevano indotto a ricercare un contenitore politico che avesse voglia e capacità di essere vicino alla gente, per interpretarne le esigenze e le ambasce quotidiane. Con amarezza, rileviamo che quel poco che funziona in Italia è affidato alla volontà e alla capacità di operatori e dirigenti che eroicamente ancora si battono per sostenere traballanti strutture pubbliche. Mutuando dall’opera “Vita di Galileo” di Bertold Brecht la frase famosa: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”

La nostra scelta era caduta su Noi Moderati, ritenendo che con tale partito, anche con il nostro sostegno, potesse essere vicino alla gente ed essere interprete delle difficoltà che stanno attanagliando la provincia di Taranto e l’intera Regione Puglia. Purtroppo ci siamo sbagliati, quel partito è nelle mani di un “plenipotenziario” (SIC!), del tipo tratteggiato da una nota canzone: ”e qui comando io, e questa e casa mia…”, che opera in spregio dello Statuto, orpello inutile e ingombrante, con nomine inesistenti e farlocche e, senza aver insediato dopo un anno gli Organi Statutari regionali e provinciale a Taranto, interessato solo a rabberciare la lista per Taranto e per le regionali, coprendo qualche casellina, per far finta di esserci e di contare. A questo plenipotenziario suggeriamo di meditare su una citazione del grande Giulio Cesare che potrebbe essergli molto utile: “malo hic esse primus quam Romae secundus”.

Usciamo da “Noi Moderati” e aderiamo convintamente ad AZIONE, partito moderato e portatore di un sano movimentismo. Si ritiene opportuno precisare che l’utilizzo del verbo “uscire” presuppone che ci sia stato un verbo “entrare”, operazione mai avvenuta per le ragioni innanzi precisate, per l’insipienza e l’arroganza del “plenipotenziario” e per le bugie elargite in quantità industriale dal “soggetto”, interessatissimo a reclutare portatori di risorse per il 2X1.000, piuttosto che fare politica per i cittadini.

Per mera ragione di carità cristiana, si evita di riportare determinati comportamenti del “plenipotenziario” sul piano umano e di rispetto delle persone, in-degni per un rappresentante di partito che si ispira alla Dottrina Sociale della Chiesa, comportamenti improntati al menefreghismo più becero e squallido.

Articolo a cura del Prof. Alessandro Calabrese

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