Leonardo DiCaprio, il nuovo volto di celebreMagazine fra suoni e silenzi

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Tra le note, come le sue fossero state note qualsiasi. Tra le note, come se ne suoi spartiti ce ne fossero state poche. Nel capolavoro di Milos Forman “Amadeus”, liberamente ispirato alla vita del compositore più celebre di sempre, è l’imperatore Giuseppe II che sintetizza in quel noto alla tradizione “troppe note, caro Mozart!”

– SFOGLIA EDIZIONE CARTACEA –

La propria opinione sull’opera “Il ratto dal serraglio” che portava la sua committenza. C’è chi afferma invece che abbia detto “che quantità straordinaria di note!” dandone così un’accezione di encomio e non di rimprovero. Una musica perfetta la sua come mai lo era stata fino a quel momento, una bellezza assoluta, un’armonia allo stato puro tanto da sembrare la voce di Dio, come la descrive nella pellicola il suo più grande detrattore e struggente ammiratore al tempo stesso, il compositore di corte Antonio Salieri.

Nel ritratto di Herr Mozart ci sono la genialità prepotente, la capacità di scrivere composizioni fin dalla più tenera età come se gli fossero dettate, la totale irriverenza verso chiunque e forse anche l’insensibilità per tutto ciò che fosse al di fuori della sua musica. E nonostante tutto, per Wolfgang Amadeus Mozart la vera musica non stava nelle note, ma nei silenzi intermedi, tanto da sostenere che “la vera musica è fra le note”.

Non in ciò che è scritto, ma in quello che non lo è, nelle pause che danno un senso logico ai suoni legandone i significati, nell’intenzione fatta di respiri e intonazioni, domande ed esclamazioni, esitazioni e riflessioni, che anima tutta la commedia umana di maschere e volti.

Bellezza sta anche per essenzialità e precisione, come quella della lingua latina che, per questa sua postura culturale, non è mancato chi l’ha proposta come lingua ufficiale dell’Unione Europea. Bellezza come armonia, bellezza come perfezione o come idealizzazione, come quella dei volti dei Faraoni dell’Antico Egitto che, più che essere ritratti per come erano realmente, erano trasformati in un’idea che spesso li rendeva simili, ma che rispondeva alla necessità di trasmettere la grandezza e la stabilità dello Spirito d’Egitto. Ne parliamo in un rimando fra passato e presente, nella decima edizione di celebreMagazine marcata dalla lettera Kappa dell’alfabeto greco.

Del perfezionismo il nostro protagonista di copertina ne ha fatto una cifra stilistica. “Voglio fare qualcosa di importante e di bello, che resti” dice Leonardo DiCaprio parlando del cinema, da sempre la sua passione e la sua professione.

Lui di silenzi intermedi e di intenzioni espressive ne sa ben più di qualcosa, ogni volta che interpreta i suoi personaggi. Senza mai risparmiarsi.

Articolo a cura di Claudia Chiari

celebreMagazine Editorial Director

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