Intrecci artistici: il trio impossibile di Orizzonti

Una raffinata selezione di sei opere pittoriche di Antonietta Raphaël provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone dialogano con le opere realizzate in occasione della mostra Orizzonti dai giovani pittori Dominique Fung e Lenz Geerk.

Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea invita i due acclamati artisti internazionali a confrontarsi con le innovazioni introdotte nella pittura italiana a cavallo tra le due guerre dalla lituana Antonietta Raphaël, arrivata a Roma dopo aver peregrinato per mezza Europa. Quella della Scuola Romana fu un’epoca di una manciata di anni, tra il 1927 e il 1933, la cui intensità fu alimentata dalla consapevolezza che i suoi protagonisti, Mario Mafai e Gino Bonichi meglio conosciuto come Scipione, ebbero della sua inevitabile breve durata.

Il progetto espositivo Orizzonti si sviluppa da una serie di intrecci di epoche, artisti, autori a partire proprio dalla Raphaël che, insieme ai suoi compagni di vita, dette origine negli anni ‘20 a Roma alla Scuola di Via Cavour. “Sebbene questa Scuola non fosse convenzionale nella sua pratica, priva di manifesti e allievi”, scrive il curatore Daniele Fenaroli, “questo sodalizio e questa relazione a tre furono una fonte d’ispirazione”. Raphaël segnata da un’esistenza nomade, è per i due artisti “un rivolo vitale da cui attingere, una boccata di lucentezza”. Fenaroli sottolinea che la “connessione artistica che nacque tra i tre, non era elitaria né esclusiva, ma piuttosto un rapporto triangolare che catturò l’attenzione e trasformò il piano superiore del palazzo umbertino di Via Cavour 325 a Roma in un’effervescente fucina d’idee”.

Uno dei fili narrativi del progetto espositivo si lega a Jules et Jim, amici e amanti della stessa donna, Catherine; personaggi del film di François Truffaut del 1962. Il film si ispira all’omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché del 1953. Roché, autore e vero dandy, ha atteso fino ai settant’anni per pubblicare il suo romanzo d’esordio, una storia intrigante e autobiografica diventata una delle rappresentazioni più celebri di un ménage à trois del XX secolo.

Su questo sfondo di storie aggrovigliate e triangoli amorosi, Orizzonti presenta un trio a suo modo impossibile, lontano nel tempo e nello spazio, che però trova perfetta sintesi nelle stanze medievali di Casa Masaccio. Raphaël, bohémienne nutrita di pittura e musica, adesso come allora, fa da filo conduttore e guida le opere inedite e dal bagliore mieloso dell’artista canadese Dominique Fung e i lavori materici e terrosi del tedesco Lenz Geerk.

“Dominique Fung e Lenz Geerk sovvertono la narrativa maschile predominante raffigurando le donne in azione, circondate dai loro strumenti di lavoro e respingendo gli stereotipi” sottolinea Perrone. Geerk, infatti, intitolando tutte le opere in mostra Helen, non solo rimanda alla storia personale di Roché, la cui amante – e moglie del grande amico Franz Hessel – è per l’appunto, Helen Grund, ma concentra sulla figura femminile tutta l’attenzione. Fiera, al comando e libera, la Helen di Geerk attira gli sguardi, li rivendica. Allo stesso modo, nella vita e in pittura, Raphaël, “la pitonessa del mito” come la definì Libero de Libero nel 1953, ha confluito su di sé l’attenzione, ispirando al tempo i suoi due compagni di Scuola e, come comprovato da questa mostra, le generazioni future.

Nelle tele dai miscugli onirici e ancestrali di Fung, si trovano richiami alle sculture di Raphaël, in particolare le figure delle tre donne. Le sue nature morte fatte di vasi di porcellana e fiori dalle tinte oro accennano al surrealismo, e allo stesso tempo giocano con le composizioni di fiori e vasi di Geerk la cui palette, smorzata e tenue, invita all’introversione. Come descritte dalla curatrice Cloé Perrone, le opere a più volti dell’artista canadese “esprimono la profusione di sentimenti, identità e individualità. Il lavoro di Fung esplora la soglia in cui tradizione, memoria ed eredità si intersecano con la nostra coscienza collettiva, intrecciandosi con la più ampia storia delle donne artiste marginalizzate o sottorappresentate”.

Il trio di Orizzonti presenta una nuova prospettiva che intende ribaltare, sconvolgere, ampliare gli sguardi, le prospettive, le visioni, parlando di un nuovo triangolo, non amoroso, ma di ammirazione, d’ispirazione e di sostegno artistico.

Orizzonti

Antonietta Raphaël, Dominique Fung, Lenz Geerk

a cura di Daniele Fenaroli, Collezione Giuseppe Iannaccone, con il supporto di Cloé Perrone

Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea

San Giovanni Valdarno, Arezzo

dal 23 settembre a 10 dicembre 2023

Articolo a cura di Dafne Ambrosio

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