La moda polacca illumina la Capitale

Un viaggio nella creatività e nello stile tra la cultura italiana e quella polacca è quello che è andato in scena nella settecentesca Galleria del Cardinale Colonna, dimora storica nobiliare a pochi passi da Piazza Venezia mercoledì 10 settembre 2025. Per la prestigiosa occasione fashion in passerella il folto pubblico di oltre quattrocento illustri ospiti ha potuto ammirare dieci talentuosi stilisti provenienti dalla Polonia che hanno portato in scena ricercate ed originali collezioni sostenibili. Consensi ed applausi anche da parte dell’ambasciatore polacco Ryszard Scnepf seduto in prima fila a supportare la moda promossa dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco e il fashion show egregiamente curato dal Creative Industries Institute polacco e dalla Fondazione Kraina.  La kermesse EAST BOUND ROMA ha trasformato la moda polacca in racconto, memoria, impegno. La tre giorni di interessanti eventi fa parte del programma “Cultura ispirante 2025-2026”, è stato prodotto da Magdalena Christofi e diretto da Waldek Szymkowiak. Protagonista indiscussa è stata la creatività della moda polacca contemporanea, intrecciando artigianato, sostenibilità, emozione visiva in un dialogo vibrante con le radici storiche e culturali della Capitale.

L’evento è iniziato l’8 settembre con l’inaugurazione dello showroom all’Istituto Polacco di Roma. Qui quindici brand di accessori, dalla gioielleria ai copricapi, hanno svelato una moda rigorosa, etica, profondamente autentica: Atomy, Balagan, Yana Bezdushna, CACKO, Fryga, Kołnierz w Serduszko, Ania Kuczyńska, Lallu Chic, Melancholia, Vanda Novak, ORSKA, Sandra Skórka, TSUDA, Valium Hats e by Wróblewska. Ogni marchio è emerso come un frammento di storia vivente: maestria artigiana, innovazione, upcycling, materiali naturali, filiera trasparente. Il 9 settembre, negli spazi dello stesso Istituto, designer e pubblico si sono incontrati in un dialogo vivace e appassionato: storie di stoffe riciclate, simbolismi folklorici, tecniche antiche e reinventate, visioni concrete del futuro della moda. Ma il momento clou è stata la passerella d’autore del 10 settembre, che ha visto la fusione di dieci universi creativi. Tra le volte affrescate della Galleria del Cardinale Colonna di Palazzo Colonna dieci stilisti polacchi hanno mostrato le loro collezioni, ognuna con un cuore vibrante, in un affascinante dialogo tra sostenibilità, memoria e avanguardia.

Gli stilisti in passerella nella maestosa Galleria del Cardinale Colonna

Jackob Buczyński propone una moda circolare che nasce da tessuti di seconda mano tende e scampoli recuperati. Ogni giacca #jacketbyjacob è una poesia di materiali che rinascono e diventano racconto sociale.

Jan F Chodorowicz esprime speculazioni eleganti sulle uniformi e sugli abiti da lavoro, esplora generi e simboli come la “uniforme del cowboy” o l’abbigliamento protettivo degli scienziati. Un avanguardista dalla lente antropologica raffinata.

Hector&Karger è un duo performativo e visionario, innovano l’eleganza classica con cappotti di lana, abiti da sera in seta polacca e una cura maniacale nei dettagli; un ponte tra artigianato e digitale.

Marlena Krawczyk fa della nostalgia domestica reinventata in chiave sensoriale, con copricapi che evocano i rifugi dell’infanzia, materiali pregiati e una grazia poetica al tempo stesso intima e contemporanea.

MMC con le architetture sartoriali, silhouette oversize, tagli moderni mostra un’eleganza spontanea e inclusiva, custodi della moda post-comunista di Łódź.

Natasha Pavluchenko dalla Bielorussia alla Polonia, porta in passerella un’estetica neo-couture che diventa mano artigiana, dove lana, cashmere e seta plasmano abiti scultorei per momenti speciali.

Mariusz Przybylski è un prêt-à-porter di contenuto e profondità, rigenerazione etica e slow-fashion. Le sue borse riciclate, realizzate senza consumo d’acqua, hanno sostenuto progetti WWF.

Justyna Rożek propone una sinfonia poetica in denim e lenzuola trasformate in figure vegetali scultoree. Un manifesto della rinascita estetica dell’upcycling.

Monika Surowiec esprime un massimalismo circolare. Toni scuri, strutture architettoniche maschili, materiali riciclati reinventati. Ogni stoffa racconta una storia.

VICHER è un’esplosione massimalista di colori e illustrazioni dipinte a mano. Onde, forme alate, femminilità urbana e materica, una visione pop e colta allo stesso tempo.

Questo evento ha rappresentato un vero ponte tra Italia e Polonia, tra memoria sartoriale e innovazione etica” – commenta Karolina Sulej, curatrice dello show – “La moda polacca si sta facendo sempre più strada nel panorama internazionale, affermandosi come qualcosa di creativo e all’avanguardia, pur mantenendo un saldo legame con la tradizione. L’Italia è da sempre considerata tra i leader globali nel mondo della moda, riconosciuta per l’eccellenza artigianale, il design sofisticato e lo stile elegante. Per questo, aver ricevuto un apprezzamento così caloroso qui, nella Capitale italiana, è per noi una grande soddisfazione”.

Il mondo del fashion e del design in Polonia sta vivendo un momento particolarmente florido, con moltissimi artisti che stanno cambiando la visione del paese in questo ambito.”– aggiunge Aleksandra Szymańska, Direttrice del Creative Industries Institute – “Da una parte c’è voglia di riscatto, di trovare il proprio posto nell’Olimpo della moda e dello stile, ma anche un forte desiderio di far conoscere al mondo il vero animo della Polonia, una terra straordinaria, che ha molto da raccontare e molta voglia di fare e di rinnovarsi, pur restando sempre fedele a se stessa”.

Photo Credits: Luigi Saggese

Articolo a cura di Elena Parmegiani

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