Celebre Magazine e le influenze surrealiste della Beatles edition

L’avanguardia surrealista vede nell’inconscio la strada che conduce alla libertà. È prima di tutto una libertà di essere che si manifesta a patto di svincolarsi da logica e ragione, proprio come accade nei sogni dove si rivelano pulsioni e pensieri apparentemente senza legami, permettendo all’individuo di esplorare la realtà interiore ed il mistero dell’esistenza. E di farlo senza limitazioni.

Dell’interpretazione dei sogni parla negli stessi anni Sigmund Freud in quanto metodo fondante della psicanalisi, la disciplina da lui ideata. Fra i suoi sostenitori il poeta André Breton, autore del manifesto del Surrealismo, una corrente artistica affascinata dai meccanismi dell’inconscio, specie quelli che si rivelano durante lo stato di veglia attraverso la libera associazione di idee e gli automatismi psichici che le generano.

“La libertà è la possibilità di essere e non l’obbligo di essere”, dice René Magritte, esponente di spicco del movimento insieme a Salvador Dalì, che interpreta questa ricerca di libertà in maniera concettuale, spingendosi fino alla capacità di mettere in discussione la realtà. Per lui essere liberi significa pensare oltre l’inganno della rappresentazione che gli occhi vedono, e accedere così alle profondità della psiche umana, aprendosi alle possibilità di essere tramite un nuovo tipo di vista.

Il gioco delle percezioni ingannevoli della realtà che non è mai come sembra domina la pittura di Magritte. “Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia”, sentenzia del resto Carl Gustav Jung. I surrealisti rifiutano le regole della morale comune e tutto ciò che limita l’espressione artistica, sperimentano e restano fedeli a se stessi. Questo credo animerà, in un contesto del tutto diverso ma accomunato dal seguire ciascuna delle due grandi guerre, i Fab Four di Liverpool.

John, Paul, George e Ringo non hanno mai avuto paura di sperimentare e dichiarare il loro pensiero, a costo di non piacere al pubblico e alla stampa. Non lo hanno fatto usando toni forti, semplicemente lo hanno fatto e hanno regalato al mondo il sogno di farcela restando se stessi, circondati da un fresco alone di libertà.

Il loro film d’animazione “Yellow Submarine” basato sull’omonimo brano ha una grafica lontana dal realismo e dal più noto stile disneyano dell’epoca: mescola per l’appunto surrealismo e pop art. La riprenderanno nei loro video musicali, fra gli altri, gli Oasis, altro quartetto inglese che ai Beatles si sono sempre ispirati.

Da Maria Antonietta in mostra al V&A ai motori ai balli di gala, lasciamo che la libertà di esprimersi sia il filo di questa nuova edizione di Celebre Magazine.

Articolo a cura di Claudia Chiari

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