The Leading Woman Circle, in acronimo TWLC, è un network internazionale dedicato a donne manager che aderiscono ad una visione comune, ma è anche un modo di concepire il lusso, inteso come tempo di qualità per favorire dialogo e connessioni reali, oltre che partecipare ad esperienze attraverso le quali immergersi nello storytelling dei brand.

– Marina Montalto –
Marina Montalto, dopo aver dato vita alla propria azienda all’età di 26 anni, lo fonda sei anni fa. È vivo in lei il ricordo di quel periodo emozionante, ma altrettanto impegnativo e isolante: muoversi in territori sconosciuti, e in particolare costruire vere relazioni con altre donne, sembrava particolarmente complesso, per via di rigidità e barriere ardue da superare. Eppure la sua sensazione continuava ad essere la stessa, vale a dire che le donne di successo, quelle che lasciano davvero il segno, avessero in comune qualcosa che andava oltre quell’immagine professionale che la società si aspettava da loro. Ed è poggiandosi su questa sensazione che è sorto TWLC: dedicare tempo di qualità l’una all’altra, condividere esperienze e cogliere l’opportunità anche di scoprire se stesse. Conversando con Marina vis à vis nel Salotto sede del Circolo, ci ha raccontato di più.

Marina, come nasce l’idea di fondare The Leading Woman Circle?
Grazie Claudia per questa domanda. Come spesso accade, i progetti più significativi nascono da un’esigenza personale. Sei anni fa sentivo il bisogno di farmi conoscere non solo professionalmente ma anche umanamente, all’interno di un mondo – quello del lusso – che spesso appariva chiuso. Ho iniziato con piccoli aperitivi online, poco prima del Covid, e da lì è nato il desiderio di trasformarli in incontri reali, curati e dedicati a chi sceglieva di esserci.
Oggi TLWC è diventato un Circolo internazionale, con oltre 2.000 donne attive tra Italia, Parigi, Londra, Madrid e ora anche Dubai. Il filo conduttore è sempre stato il tempo: siamo tutte iperconnesse, ma per chi ricopre ruoli manageriali decidere di dedicarlo ad attività extra è una scelta importante. Il Circolo nasce proprio per dare valore a quel tempo, creando momenti che non sono mai eventi d’apparenza, ma occasioni di autentica connessione al femminile.

Chi si ha la possibilità di conoscere agli eventi di TLWC?
La filosofia del Circolo è unire, presentare, connettere. La membership non è economica: non esiste una quota da pagare, perché l’appartenenza non si compra. Se le aziende scelgono di sponsorizzare i nostri eventi, lo fanno perché trovano valore nelle esperienze che creiamo, ma la partecipazione al Circolo resta una scelta nostra. Gli inviti vengono curati dal mio team: selezioniamo i profili e i brand che possono incontrarsi e trarre reciproco vantaggio. È un lavoro che richiede grande attenzione, supportato anche da sistemi di intelligenza artificiale sviluppati su misura per noi, che ci aiutano a comprendere meglio le persone e a rendere l’esperienza sempre più mirata.
Il target è composto per il 90% da donne: manager, executive, professioniste e imprenditrici. Alcuni eventi sono misti, ma la maggior parte è dedicata a loro. Abbiamo l’onore di accogliere ruoli tra i più importanti a livello nazionale e internazionale nel settore del lusso. Ed è straordinario non solo ascoltare le loro esperienze, ma anche vedere quanto sia naturale il lato umano che emerge in questi incontri. A fine ottobre lanceremo The Circle Card, che sarà consegnata a tutti i nostri soci. Anche questa senza fee, ma con un valore concreto: i brand avranno l’opportunità di inserire proposte e vantaggi esclusivi, in ottica sia b2b che b2c. Sarà un modo per rendere il Circolo ancora più vivo, connettendo realtà di grande valore a persone in grado di comprenderle a pieno.

Come si svolgono gli eventi di networking, anche fuori dal Salotto Duomo?
Il Salotto, nel cuore di Piazza del Duomo a Milano, è la nostra casa. L’ho voluto elegante ma non austero, un luogo leggero e accogliente, capace di trasformarsi e di raccontare storie. È qui che nascono conversazioni e legami che restano. Accanto agli eventi più mirati e targettizzati, spesso organizzati con i brand, ci sono momenti più ampi e trasversali come le colazioni e gli aperitivi, che arrivano a ospitare 50-80 persone. La bellezza è che tutti partecipano da soli, e lo fanno con la serenità di sapere che troveranno qualcuno con cui parlare. Per me è un grande orgoglio vedere anche figure di altissimo livello sentirsi libere di venire a un aperitivo o a una colazione come se fossero a casa propria.
E fuori dal Salotto? Ci muoviamo in spazi che riflettono la nostra filosofia: hotel, boutique, gallerie, ristoranti. L’importante è che il contesto sia sempre coerente con il tipo di esperienza che vogliamo creare. Inoltre spesso mi piace collaborare con brand molto importanti considerati ‘maschili’, è molto divertente vedere quanto le donne spesso siano appassionate di distillati o vetture sportive, e non intendo come passeggere.

Come strutturate la conversazione fra TWLC e i brand di lusso?
Per noi i brand non sono sponsor, ma padroni di casa. Il nostro ruolo è creare il contesto giusto affinché le persone possano incontrarli e conoscerli davvero. Ogni evento diventa così un momento vissuto, in cui l’identità del brand si intreccia naturalmente con quella del Circolo. Il valore è tutto nel matching: far incontrare le persone giuste con i brand giusti. E la regola è semplice: i brand devono saper accogliere, e gli ospiti portare con sé curiosità e apertura. In questo equilibrio nasce uno storytelling spontaneo, che non ha bisogno di artifici. Perché in fondo, il modo migliore per raccontare un brand non è descriverlo, ma farlo vivere.
Per saperne di più www.leadingwomencircle.com
Articolo a cura di Claudia Chiari








