Sicurezza nel gioco online, la svolta della cyberpsicologia: “Proteggere l’utente oltre i dati”

Il binomio tra sicurezza digitale e comportamento umano rappresenta oggi una delle sfide più complesse per l’industria del gioco pubblico. Durante la Sustainable Gambling Conference 2025, Mary Aiken, docente di cyberpsicologia forense e autorità globale in materia di cybersecurity, ha delineato un nuovo paradigma per il settore, sottolineando come l’approccio tradizionale alla sicurezza sia ormai insufficiente se non integra una profonda comprensione dei meccanismi psicologici che regolano l’interazione tra uomo e macchina.

Ne abbiamo parlato con Silvia Urso, esperta della redazione di Giochidislots.com, che spiega: “La visione della Dott.Ssa Aiken parla di una forma di miopia organizzativa per il settore gambling, una condizione che lo porta a concentrarsi esclusivamente sulla protezione delle infrastrutture tecniche e dei dati sensibili, trascurando la tutela dell’utente finale. La proposta della docente è quella di investire massicciamente nella Safety Tech, una branca tecnologica progettata specificamente per proteggere le persone all’interno degli ambienti digitali, superando il concetto di cybersecurity inteso solo come difesa di reti e hardware”.

Ma come è possibile riuscire in questa impresa? “Per capirlo bisogna parlare del concetto di cyberspazio, una struttura articolata in tre livelli. Il primo livello (continua ancora Silvia Urso di GiochidiSlots) è quello fisico, composto dalle infrastrutture materiali e dai dispositivi. Il secondo è quello logico, che comprende software, algoritmi e protocolli di comunicazione. Il terzo livello, definito l’interfaccia umana o cyber-persona, è quello in cui l’individuo agisce e interagisce. È proprio in questa dimensione che si concentrano i rischi più significativi, poiché il comportamento umano online subisce mutazioni radicali rispetto alla realtà fisica”.

A studiare il comportamento umano nel mondo online è la cyberpsicologia, che evidenzia come fattori quali l’anonimato e la disinibizione digitale alterino la percezione del rischio, aumentando l’impulsività e la compulsività degli utenti. “Il design digitale, spesso orientato a massimizzare i tempi di attenzione attraverso meccanismi di stimolazione costante, agisce come un amplificatore di queste tendenze. Questo fenomeno risulta particolarmente critico per le nuove generazioni, che vengono definite “iPhone children”, spiega Marco Lazzeri, in un’intervista rilasciata a TechPrincess.it. “Ovvero soggetti cresciuti in un ecosistema di interazioni digitali permanenti, che mostrano quindi una ridotta capacità di autoregolazione e un’elevata propensione all’ansia, caratteristiche che li rendono estremamente vulnerabili nel contesto del gioco d’azzardo online”.

Quale strumento, allora, può aiutare a creare un mondo di internet e di gambling più sicuro? Silvia Urso è sicura: l’Intelligenza Artificiale. “Non dobbiamo guardare l’IA solo come una minaccia, ma come uno strumento di empowerment. Se sviluppata correttamente, l’IA può implementare sistemi di identificazione avanzati, come l’analisi dell’Optic Nerve Head, migliorando drasticamente le procedure di sicurezza e il monitoraggio dei comportamenti anomali. L’obiettivo è creare un ambiente ludico sostenibile dove la tecnologia agisca da guardiano invisibile del benessere dell’utente”.

Tutto questo, ovviamente, ha bisogno di regolamentazione. Anche se Aiken mette in guardia contro l’eccesso di pressione normativa sul mercato legale, quando le regole diventano eccessivamente stringenti o limitanti per l’esperienza dell’utente, si rischia di produrre l’effetto contrario a quello desiderato. “Gli utenti, infatti, tendono a migrare verso il dark web e i mercati illegali (conclude l’esperta di GiochidiSlots) dove l’assenza di controlli e la proliferazione di contenuti non regolamentati espongono i giocatori a pericoli reali, dalle frodi informatiche alla totale assenza di tutele psicologiche”.

La sicurezza nel gambling, insomma, non può essere considerata un compartimento stagno. Deve invece far parte di una strategia sistemica che metta il comportamento umano al centro delle politiche digitali. Solo attraverso l’integrazione tra innovazione tecnologica e analisi cyberpsicologica sarà possibile costruire un ecosistema online realmente sicuro, capace di proteggere le fasce più deboli senza soffocare lo sviluppo delle imprese legittime.

Articolo a cura di Stefania Abbruzzo

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