L’artista conosciuto come L’Innominato, curato dalla Dott.ssa Pamela Fornaro, è un enigma nel mondo dell’arte contemporanea, la cui identità rimane avvolta nel mistero. Questo alone di segretezza non fa che accrescere il fascino delle sue opere, che si distinguono per uno stile anacronistico caratterizzato da una esaltazione dell’estetica, ottenuta grazie a una meticolosa attenzione al disegno, alle proporzioni e alla tecnica del colore. Ogni dettaglio nei suoi lavori è curato con una precisione quasi maniacale, creando un’armonia elegante e visivamente seducente. ” L’innominato ” non è solo un maestro o maestra della tecnica, ma anche un profondo pensatore filosofico.

Nei suoi dipinti, gli sfondi alternano costantemente tra il bianco e il nero, simboli universali del bene e del male, suggerendo una continua ricerca della verità, questa dicotomia cromatica non è solo estetica, ma invita lo spettatore a riflettere sulle grandi questioni dell’esistenza, trascendendo il semplice piacere visivo. La firma FF, che l’artista appone sulle sue opere, è un simbolo di filosofia figurativa, una dichiarazione di intenti che posiziona la sua produzione artistica come una meditazione visiva sulla condizione umana. Questa sigla FF, racchiude l’essenza della sua ricerca artistica, un viaggio intellettuale attraverso le luci e le ombre della nostra realtà. La Dott. Pamela Fornaro, curatrice dell’artista, negli anni ha meticolosamente contribuito a costruire un ponte tra l’artista e il pubblico, aggiungendo valore a questo percorso artistico, rendendo le sue esposizioni momenti di riflessione e riscoperta dell’estetica.

Le figure, protagoniste delle opere, sono custodi della continua ricerca della verità mentre gli sfondi sono il presagio della lettura di questa verità. Nelle opere dell’artista non risiede una risposta retorica, ma gli strumenti per giungere ad una risposta. La sua missione sembra nascere da un desiderio profondo di sottrazione dell’ego, di rifiuto della sovraesposizione, come se per l’artista fosse necessario lasciare che fosse l’opera a parlare da sola, senza l’ingombro di un nome o di un volto riconoscibile che potrebbe solo distrarre il pubblico dall’essenza del messaggio. La volontà di restare anonimo o meglio, di identificarsi solo attraverso la sigla FF, si può interpretare come una sua dichiarazione radicale in cui l’arte è un campo di esperienza pura, che non deve essere contaminato dal bisogno di riconoscimento personale o dalle dinamiche egocentriche che caratterizzano il mondo contemporaneo.

L’esigenza é quindi duplice: da una parte, c’è il desiderio di proteggere la propria identità e privacy, evitando di essere travolto dall’attenzione mediatica e commerciale; dall’altra, c’è un’urgenza più spirituale e filosofica, che sembra voler riportare il pubblico a un rapporto primordiale con l’arte, senza la mediazione dell’autore. Quest’ultimo elemento si rivela nella stessa natura delle opere: sono quadri che rifuggono dalla rappresentazione semplice e che chiedono di essere contemplati senza fretta, come un invito a spogliarsi dei pregiudizi ed a incontrare l’immagine senza preconcetti.

Pamela Fornari, la curatrice e custode di questo segreto, descrive questa esigenza dell’artista come un percorso di depurazione, di allontanamento dal clamore. Non è un’esigenza di distacco per vanità o per capriccio, ma una necessità interiore, come se solo in questo modo l’artista potesse raggiungere un livello di verità e autenticità che il mondo contemporaneo, dominato dall’apparenza e dall’identità spettacolare, non potrebbe altrimenti concedergli.

Ma se da una parte manca il volto dell’autore dall’altra si ritrovano numerosi volti ritratti dall’artista che ieratici, eleganti, intelligenti dialogano con chi li osserva. In questo senso, l’artista fa dell’’arte un territorio di libertà assoluta, uno spazio di silenzio in cui si possa incontrare sé stessi attraverso l’immagine e il colore, senza l’interferenza della persona che l’ha creato.

– Pamela Fornaro –
L’arte è esigenza e l’esigenza dell’innominato è quella di essere la radice nascosta della pianta che si mostra per esprimere la sua arte.
Per saperne di più: pamela.fornaro75@gmail.com

Articolo a cura del Prof. Luca Caricato
Luca Caricato – The World of Art
Studioso di Leonardo Da Vinci
Storico dell’Arte -Esperto d’Arte








