Knulp, la bellezza della velocità

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Il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti, fingendosi innamorato della figlia di un ricco egiziano, uno degli editori del quotidiano parigino “Le Figaro”, riesce a far pubblicare sulla prima pagina del prestigioso giornale, il manifesto di fondazione del Futurismo. L’operazione suscitò scalpore in tutto il mondo. Degli undici punti dei quali è costituito il testo intitolato “Le Futurisme”, Fabrizio de Nicolò, in arte KNULP farà proprio il quarto articolo: Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.

Su questo concetto Fabrizio de Nicolò, Italiano della classe 1962, fonda le dinamiche della sua arte. Prende in prestito dal romanzo del futuro premio Nobel Hermann Hesse il suo nome d’arte: Knulp. L’opera pubblicata nel 1915 racconta le avventure di un vagabondo il cui nome dà il titolo al romanzo.Birrerie, boschi, colloqui con Dio accompagnano le avventure di questo stravagante personaggio. Oggi l’anima Knulp si è incarnata in Fabrizio de Nicolò, pittore della velocità, delle vetture, delle motociclette da corsa e dei volti di famosi piloti nascosti dietro i lucidi caschi.

Per l’artista le immagini devono trasmettere sempre l’allegria, e anche se commemorano un passato glorioso non sono mai nostalgiche. I colori vivissimi e i lampi di luce rendono le opere sempre contemporanee, appartenenti al presente. La passione per i motori e per la POP ART americana è un connubio perfetto per il pittore torinese. Tramite pennelli, spatole e grazie alle sue competenze di fotografo professionista, riproduce il colore del rumore dei rombi dei motori. Gran parte della sua produzione è dedicata agli sport motoristici.

I tagli delle inquadrature sono le stesse delle professionali fotografie sportive di cui Knulp ne è un abile fautore. I colori accesi e l’utilizzo del dripping trasportano lo spettatore in un mondo POP. Carburante di questi fantastici viaggi sono l’odore della benzina e l’adrenalina provocata dai vertiginosi circuiti automobilistici.

L’epoca d’oro dell’automobilismo e del motociclismo la si ritrova in quei percorsi tortuosi dettati dalle linee di colore, spruzzi di riflessi dell’action painting. Il suo stile è unico, possiamo definirlo un pop impressionismo. Le sue opere ricordano una matassa ordinata, un groviglio concreto di colori e segni astratti ma coerenti con la realtà. Le sue opere si sposano bene con gli ambienti espositivi internazionali. Le location delle sue esposizioni non sono solo i classici e convenzionali saloni espositivi ma prestigiosi ambienti orbitanti nel mondo dei motori.

Dal 1915 ad oggi, oltre ai futuristi, tutto il mondo si è dovuto adeguare a questo stile di vita. In una società che ci porta a correre sempre di più il paradosso vuole che sia proprio quest’arte, figlia di quel futurismo, a donarci un Pit Stop per far meditare la mente, per far riposare l’anima. Gli osservatori si fermano davanti alle opere esposte, apparentemente sospese ma che invece continuano a correre tra rombi di ruote e riflessi di colore. L’energia ha tante forme e diversi colori. L’astrattismo presente sulle tele è contorno di forme reali. È il risultato della forza centrifuga e dello spostamento dell’aria.

L’arte è esigenza e l’esigenza di Knulp è quella di fermare il tempo per poter meglio apprezzare ed amare la velocità.

Per saperne di più @ Knulp Motor Art

Articolo a cura del  Prof. Luca Caricato

Luca Caricato –  The World of Art

Studioso di Leonardo Da Vinci 

Storico dell’Arte -Esperto d’Arte

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