Appuntamento nelle Langhe con il Classico Italiano di Maison Dray

Una cornice suggestiva quanto insolita quella scelta dalla Maison Dray per presentare una collezione di alta moda all’insegna dell’italianità. “Classico Italiano”, per l’appunto. La cantina Alessandro Rivetto, un’azienda che vive della varietà dei paesaggi in cui è radicata, delle molteplici storie e delle tradizioni delle colline delle Langhe, ha ospitato il salotto del couturier Enrico Dray, giovane talento emergente appassionato di bellezza che fin dalle sue prime creazioni ha voluto omaggiare la tradizione colta della sartorialità del Bel Paese.

Per la precisione, gli abiti sono stati presentati al pubblico lo scorso 13 ottobre nel quartier generale della realtà vinicola, il balcone naturale di La Morra, in uno spazio di degustazione intimo e conviviale, immerso in una delle più suggestive vedute del territorio langhigiano.

Un parterre di ospiti selezionati provenienti da tutta Italia ha applaudito l’eleganza senza tempo di una sfilata presentata dall’attore teatrale Riccardo Gentile e scandita da brani italiani anni ’60, fra cui Ornella Vanoni e Cocky Mazzetti, che hanno contribuito a ricreare un’atmosfera di Dolce Vita. La collezione, realizzata con tessuti di pregio, si ispira all’estetica del decennio del boom economico, e la fonde con linee e dettagli rinascimentali che tanto stanno a cuore a Enrico, come le maniche dai volumi importanti o il bustier dell’abito da sposa adornato di perle che disegnano una reticella immaginaria, come in un dipinto del Bronzino, e che s’intrecciano a formare il cordoncino che cinge la vita dello stesso abito, chiuso sul retro da un inaspettato maxi fiocco stile Marilyn.

E ancora parlano di corti cinquecentesche i tessuti damascati del trench dalle linee classiche ma dai dettagli inaspettati, del mini dress rosso arricchito di preziosi ricami in tulle e perle, dell’abito grande soirée nei toni del blu e del beige, dell’elegante bustino blu illuminato da cristalli e abbinato ad una gonna fluida di seta che scivola fino a terra.

Alternativa sfiziosa in cui viene proposto il trench, è un doppio petto dai bottoni oversize con la manica dalla rifinitura che strizza l’occhio alla divisa napoleonica e la parte inferiore ampia come una gonna, rivestita da un gioco di seta trasparente arricciata per un sapore estremamente bon ton. Non manca neanche l’effetto luce con l’abito dalla schiena scollata di tessuto nero di paillettes e velluto sopra e di argento carta cioccolatino della gonna a balze sotto, più corta sul davanti e con tanto di strascico dietro.

Tocco originale con i bijoux ideati e disegnati da Claudia De Rosa, diventati il trait d’union dei capi della collezione. Gioielli calamita lavorati con materiali di upcycling che giocano sulla modularità per comporre i pezzi a seconda dell’ispirazione: Claudia ha una predilezione per materiali come l’alluminio e l’argento e pensa ogni sua creazione perché sia versatile, elegante e personale. Hanno sfilato croci su collier e anelli, choker di perle con annesse cravatte di metallo, bracciali rigidi e anelli dai grandi volumi con abbinate pietre colorate intercambiabili.

Claudia Chiari – Enrico Dray – Claudia De Rosa

Tra le novità più apprezzate proposte dalla Maison Dray, la rivisitazione del soffietto, un dettaglio che ha caratterizzato il taglio raffinato dei pantaloni proposti in tessuti cangianti nelle tinte del glicine e del verde. I toni accesi della primavera, fra giallo, celeste e rosa, animano anche l’abito di ispirazione botticelliano indossato dalla modella di taglia pétite Mariachiara Dalmasso.

Fiori a rilievo ricamati anche su jeans e bustini che sono decisamente i protagonisti di questa collezione che esalta la femminilità senza tempo, non curandosi dei diktat contemporanei.

Immancabile l’afterparty a base di Alta Langa per chiudere l’esperienza in un’atmosfera conviviale scandita dal Made in Italy.

Articolo a cura di Lucrezia Doria

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