L’eco della sete di conoscenza di Ulisse riecheggia fino a noi passando per il Sommo Poeta, il quale sapeva della storia dell’eroe omerico tramite fonti latine. A partire da questi spunti, inventa quasi completamente l’ultimo viaggio di un’Odissea motivato dall’amore per il sapere.

Un tratto che lo accomuna a Dante, il quale, nonostante la partecipazione emotiva nei confronti di questo dannato, non esita a collocarlo nel girone infernale dei consiglieri fraudolenti, ovvero coloro che in vita usarono parola e ingegno con la debolezza umana senza farsi guidare dalla virtù divina.

Da una parte, Alighieri condanna l’inventore del cavallo di Troia per quell’ansia di ricerca di cose umane spinta al limite estremo che, se nella tradizione antica era un tratto positivo, per lui rappresenta il peccato di asservire l’intelletto a ciò che è vano anziché alla vera conoscenza del sapere trascendente. Dall’altra, per quella sua capacità di imbeversi di umanità, dà voce a Ulisse con le parole con cui avrebbe convinto i propri compagni ad oltrepassare le invalicabili colonne d’Ercole.

Li esorta, in una delle più celebri terzine della Divina Commedia, a considerare la loro origine umana, ammonendoli di non essere nati per vivere come animali, ma per praticare la virtù e apprendere il sapere. E lo fa con parole che restano impresse nella storia della letteratura: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.”

Quell’ardore di scoprire, imparare, esplorare, alimentato dalla curiosità di andare oltre, tiene elastica la mente, la inebria e la appaga, mantiene l’animo fresco e tiene a fior di pelle vitalità ed emozioni. Uno dei modi per mantenerlo vivo è l’arte cinematografica.

Ce lo ha ricordato il volto di questa edizione, Tom Cruise, quando ha ricevuto l’ambita statuetta per una carriera devota al cinema: la stanza buia, il fascio di luce che la attraversa e che quasi esplode sullo schermo, i confini del mondo conosciuto che si espandono oltre nuove culture, vite e paesaggi. Questo è il suo primo ricordo del grande schermo quando era ancora ragazzino.

“Quel raggio di luce ha acceso in me il desiderio di scoprire il mondo, e da allora non ho mai smesso di seguirlo” ha detto raccontando la sete di avventura scatenata in lui dalla settima arte, di conoscenza, di comprendere l’umanità, creare personaggi, raccontare una storia, vedere il mondo.

Ha reso tributo al cinema anche in quanto comunità di artigiani e artisti che tramandano il loro sapere di mano in mano, come accade del resto con la coralità di voci che animano il lusso e di mani che creano il bello e ben fatto delle pagine di questa platinum edition.
Articolo a cura di Claudia Chiari







