SAPORI ANDALUSI: IL RACCONTO GASTRONOMICO DI SEVILLA MIA

C’è un angolo di Andalusia a Milano, a pochi minuti dalla zona dei Navigli. Un ristorante che propone le specialità della terra del flamenco, senza tralasciare i grandi classici della gastronomia spagnola rivisitandoli con un ampio ventaglio di tapas ed il loro equivalente castigliano, i pinchos. Sevilla Mia è un progetto che attraversa due paesi e coinvolge un gruppo di amici che hanno deciso di portare nel capoluogo lombardo i sapori e l’atmosfera moresca di Siviglia.

A darci il benvenuto sono tre di loro: lo chef Luigi Gagliardi, l’animo ispanico José Carlos Gomez Moreno e quello dedito ai numeri, Cesare Antonio Invernizzi. Carlos Guerra Nieto, il punto di riferimento per le strategie finanziarie, vive invece su suolo iberico. Il loro modo di fare entusiasta e accogliente già parla agli avventori dell’esperienza di cui si fanno portavoce, il cui punto cardine è il gusto autentico sivigliano accompagnato dall’aria vibrante del barrio di Triana, il quartiere di Siviglia culla di artisti, artigiani, cantanti e ballerini.

Ci sono una sala principale, un soppalco intimo, usato anche per workshop come quelli artistici per creare le azulejos, ovvero le piastrelle di terracotta maiolicata della traduzione andalusa, e una terrazza frizzante che insieme possono accogliere fino a ottanta coperti. La maiolica sivigliana è un elemento chiave dell’identità visiva di Sevilla Mia che, nelle tinte del bianco, blu, verde e arancio, si fanno notare subito all’entrata del locale, un elemento riprodotto nelle sue forme anche nella parete in metallo che costeggia la scala che conduce al soppalco.

Le proposte gastronomiche sono a base di prodotti freschi che arrivano da una filiera tutta Made in Spain e che il maestro di cucina Gagliardi, formatosi sotto la guida di Gualtiero Marchesi e passato fra i fornelli di ristoranti milanesi di spicco, sa orchestrare con sapienza: le tapas, proprio per l’idea di condivisione che rappresentano, sono il focus del locale e uniscono tradizione e innovazione.

Si parte dal jamón, protagonista della vetrina che catalizza l’attenzione dei passanti, per passare dalla tortilla, simbolo della tradizione culinaria spagnola, arrivando alle croquetas, le tapas per eccellenza nella loro semplicità. Tra le specialità della casa, il prosciutto iberico di Jabugo DOP tagliato al coltello, una delle denominazioni più pregiate di Jamón Patanegra.

Interessanti i sapori della sarda su pan brioche con marmellata di pomodoro, e del prosciutto con omelette di uova di quaglia su uno strato di crema di pomodoro servita fredda su pane croccante. Delicati ma persistenti il polpo cotto a bassa temperatura su parmentier di patate e la guancia di patanegra servita con crema di patata dolce, mentre sono di gusto caliente i gamberi con aglio, olio e peperoncino.

Immancabile, e imperdibile, la paella, quella de Marisco con cozze, gamberi, seppioline e gamberoni, disponibile anche in versione Valenciana con pollo, fagioli bianchi e piatti e peperone rosso. José Carlos, il pilastro portante del locale, li racconta tutti con grande passione, specie per l’orgoglio di far conoscere la cultura gastronomica della sua terra d’origine.

Articolo a cura di Cesare Colonna

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