Sevilla Mia, un’esperienza andalusa al ritmo di flamenco

C’è un nuovo scrigno di sapori iberici a Milano. Il tapas bar Sevilla Mia ha aperto i battenti della sua seconda sede nel vivace quartiere di Moscova, con tre giorni di festeggiamenti improntati al flamenco. Il debutto è stato scandito da un evento inaugurale dove cena e spettacolo si sono intrecciati con danza e musica direttamente da Siviglia, facendo spirare un vento andaluso nella capitale lombarda.

Ispirata alla Feria de Abril, nota anche come Feria de Sevilla, celebrata annualmente due settimane dopo la Settimana Santa quando la capitale dell’Andalusia si trasforma in un tripudio di colori, musiche e tradizioni, la serata ha omaggiato questa festa nell’intento di evocare l’atmosfera effervescente delle casetas illuminate, i costumi sgargianti e l’arte del flamenco fatta di canto, chitarra e battito di tacchi. L’idea dei quattro soci – il CEO Carlos Guerra, l’executive chef Luigi Gagliardi, il custode dell’essenza ispanica José Carlos Gomez Moreno e l’esperto di numeri Cesare Antonio Invernizzi – è quella di fare dell’appuntamento con il flamenco un rituale fisso inizialmente mensile nella nuova sede, un’occasione periodica per immergersi nelle vibrazioni culturali spagnole, abbinando gastronomia e spettacolo.

Jose Carlos Gomez – Luigi Gagliardi – Cesare Invernizzi

“La Feria de Sevilla è la settimana del culmine delle passioni di cui questa terra è intrisa: dalla fede religiosa alla tradizione degli antenati, dal cibo alle bevande storiche. Qui al Sevilla Mia cerchiamo di raccontarla avvicinandoci il più possibile al calore che la città emana durante questa festività, facendo provare a vivere l’esperienza di sentirsi a Siviglia pur restando a Milano. Il nostro è uno stile di vita, non un ristorante”, ci spiega Luigi Gagliardi.

L’essenza di Sevilla Mia risiede nella capacità di ricreare l’atmosfera di un tapas bar nel barrio di Triana, il quartiere sivigliano noto per la sua vitalità, culla di flamenco e artigiani. L’accoglienza calorosa dei padroni di casa si fonde con dettagli evocativi: maioliche andaluse in tonalità vivide di bianco, blu, verde e arancio, lanterne moresche, locandine originali degli anni ’70 che annunciano la Feria de Sevilla. L’animo del locale è sintetizzato in tapas y momentos, ovvero tapas e momenti di condivisione che fanno di un pasto un’esperienza sociale.

“Sono passati sei anni dall’apertura in Solari, compiuti esattamente lo scorso 5 febbraio. È un traguardo importante per noi, specie in considerazione di un inizio così a ridosso del covid. La piazza milanese ha risposto in maniera davvero positiva e la cultura sivigliana è stata molto apprezzata. L’emozione è tanta”, racconta lo chef Gagliardi. “A mio avviso il para compartir è il massimo momento di condivisione, un modo di celebrare la vita insieme e divertirsi. Non possono mancare la tortilla della tradizione, una tabla mixta di chacinas andalusi e l’immancabile salmorejo, a cui abbiamo dedicato la parete d’ingresso scrivendo la ricetta sui celebri azulejos sevillani” prosegue parlando della proposta gastronomica.

La cucina sivigliana, cuore pulsante del locale, si fonda su tradizione, cultura e passione. Ricette tramandate di generazione in generazione, ingredienti trattati con devozione, aromi che narrano storie antiche. La materia prima, selezionata con cura da piccoli produttori spagnoli, garantisce freschezza autentica e sostegno alle comunità locali. Tra le proposte Made in Andalusia, spiccano tapas classiche come le croquetas de jamón, la tortilla de patatas o il secreto ibérico scottato in padella con salsa ai funghi. Non manca la paella, piatto principe fra quelli condivisi, declinata nelle varianti de marisco con frutti di mare e gamberoni, valenciana con il pollo e vegetariana per palati green.

Le due sedi milanesi, pur unite dalla medesima anima, presentano sfumature distinte. Quella di Moscova, aperta quotidianamente a pranzo e cena, si distingue per una carta dei vini strettamente radicata nel territorio sivigliano con i vitigni andalusi, dai robusti sherry ai freschi bianchi di Ronda, rendendola ancor più identitaria rispetto alla sede non lontana dai Navigli. Quest’ultima, invece, accoglie gli avventori prevalentemente la sera, estendendo l’orario al brunch nei fine settimana, con un approccio più versatile.

Articolo a cura di Cesare Colonna

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