A Milano, la moda ha incontrato il sentimento più antico e complesso, quello che da secoli continua a dividere, unire e affascinare generazioni diverse. Nella suggestiva cornice di Veranda Studio, Mario Dice ha presentato la sua nuova collezione, “Romeo & Giulietta”, una rilettura personale e contemporanea della più celebre storia d’amore di William Shakespeare, trasformata in un racconto fatto di tessuti, silhouette, dettagli sartoriali e suggestioni musicali. Fin dall’inizio della sfilata, l’atmosfera ha assunto una dimensione diversa da quella di una semplice presentazione di moda. Le parole che hanno introdotto l’evento hanno evocato il ballo dei Capuleti come un momento privo di distanze e separazioni, invitando il pubblico a vivere la passerella da vicino, quasi a entrare fisicamente nella narrazione. L’amore clandestino, nel progetto di Dice, non è dunque soltanto una vicenda sentimentale, ma una forza capace di rompere convenzioni, confini e barriere.

A dare voce a questa dimensione emotiva è stata la Violinista Saule, protagonista della colonna sonora della serata. La sua interpretazione ha accompagnato l’uscita dei look creando un dialogo continuo con la collezione e sottolineandone i passaggi più intensi. Il violino ha così assunto un ruolo narrativo, traducendo in musica quella combinazione di desiderio, fragilità e passione che appartiene alla storia dei due giovani amanti. Nel gran finale, Saule ha interpretato al violino le melodie di “A Time for Us”, il celebre tema legato a Romeo e Giulietta, regalando alla sfilata un momento particolarmente intenso. Moda e musica si sono incontrate in una dimensione quasi cinematografica, lasciando al pubblico un’immagine conclusiva capace di riassumere il senso dell’intero progetto: la bellezza dell’arte quando riesce a raccontare emozioni che non appartengono a un’epoca precisa, ma continuano a parlare al presente. La collezione nasce dall’idea dell’amore eterno, ma non ne restituisce soltanto l’aspetto romantico. Mario Dice guarda anche alla sua componente più dolorosa, alla tragedia e alla sofferenza che accompagnano la vicenda shakespeariana. Sete, chiffon e organza diventano strumenti per evocare la delicatezza del primo amore, la passione e l’innocenza dei protagonisti, mentre ricami di ispirazione rinascimentale e applicazioni in pizzo stabiliscono un preciso legame con Verona e con la sua architettura.

La città, pur non comparendo letteralmente in passerella, diventa una presenza visiva e ideale. I dettagli degli abiti richiamano infatti l’atmosfera storica e romantica di Verona, mentre la lavorazione artigianale testimonia un rispetto evidente per la tradizione. A questa dimensione si contrappongono linee più moderne e tagli innovativi, creando un equilibrio fra memoria e contemporaneità che rappresenta uno degli elementi distintivi della collezione. Anche il colore segue un percorso narrativo preciso. Le tonalità inizialmente più scure lasciano progressivamente spazio a cromie più delicate, accompagnando simbolicamente il tormentato percorso dei protagonisti e la loro ricerca di un amore capace di oltrepassare gli ostacoli. Le stampe digitali inseriscono ulteriori elementi iconici, mentre la fluidità dei tessuti contribuisce a suggerire quei momenti più intimi della storia, fino al primo bacio segreto fra Romeo e Giulietta. Dice descrive così un universo nel quale ogni capo diventa parte di una narrazione più ampia, sospesa fra dramma e bellezza. All’interno di questo racconto trovano spazio anche gli accessori e le calzature firmati Paola Venturi, concepiti non come semplici complementi degli abiti, ma come elementi capaci di sviluppare ulteriormente il linguaggio della collezione. La designer ha scelto di concentrarsi non sulla rappresentazione letterale dell’amore fra Romeo e Giulietta, quanto sulla tensione che precede e rende inevitabile l’incontro. Una tensione tradotta attraverso il rapporto fra colori differenti, forme in movimento e dettagli che sembrano modificare la percezione stessa della silhouette.

La rouge introduce dinamismo, uscendo dalla forma tradizionale, interrompendola e animandola con una presenza quasi ribelle. I fiocchi assumono invece il significato del legame: elementi che uniscono, avvicinano e tengono insieme ciò che apparentemente rimane distante. Rosso e verde acqua compaiono come accenti cromatici, quasi interferenze emotive capaci di interrompere l’armonia e introdurre un’improvvisa vibrazione. Anche in questo caso, dunque, l’ispirazione shakespeariana non viene illustrata in modo didascalico, ma tradotta attraverso attrazione, contrasto, movimento e desiderio. Un altro aspetto centrale del progetto riguarda la volontà di Mario Dice di superare le tradizionali divisioni fra i generi. I capi sono stati concepiti per poter essere indossati da chiunque voglia utilizzare la moda come strumento per esprimere il proprio amore, la propria identità e le proprie emozioni. È una scelta che riflette una visione contemporanea dell’abbigliamento, non più limitato alla sola dimensione estetica, ma inteso come una forma personale di comunicazione.

La fluidità dei materiali e la versatilità delle costruzioni permettono infatti a ogni persona di interpretare la collezione secondo la propria sensibilità. Ogni capo può adattarsi alla personalità di chi lo indossa, lasciando spazio alla sperimentazione e alla libertà di giocare con le proprie emozioni. È in questo dialogo fra passato e presente che “Romeo & Giulietta” trova la propria identità più attuale: una storia nata secoli fa viene riletta attraverso un linguaggio capace di parlare al pubblico di oggi, celebrando l’amore nelle sue molteplici forme. La nuova collezione rappresenta così un passaggio significativo nel percorso creativo di dello stilista, dove tradizione e artigianalità diventano materia per costruire un racconto contemporaneo. La cura dei dettagli non è soltanto una ricerca estetica, ma contribuisce a dare ai capi una dimensione emotiva precisa, invitando chi li indossa a vivere pienamente ogni sfumatura dell’esperienza amorosa.

– MARIO DICE –
A Veranda Studio, Romeo e Giulietta sono diventati forme, colori, movimento e musica; una materia creativa attraverso la quale Mario Dice ha scelto di raccontare la fragilità e la forza del sentimento, mentre il violino di Saule e le creazioni di Paola Venturi hanno contribuito a completare un’immagine fatta di contrasti, desiderio e memoria. E forse è proprio questo il senso più autentico della moda quando riesce ad andare oltre l’abito: trasformare una storia conosciuta da tutti in qualcosa che, per una sera, torna a essere personale.
Perché quando l’amore incontra l’arte, anche una storia senza tempo può trovare ancora una volta il modo di parlare al presente.
Articolo a cura di Raffaella Manetta







