Vittorio Camaiani: “La mia collezione per una principessa dalla moderna semplicità”

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La romantica, intensa, ma anche fugace e trasgressiva storia d’amore tra la principessa Vittoria Colonna e l’artista futurista Umberto Boccioni è il lietmotiv della nuova collezione Spring/Summer 2025 del talentuoso stilista marchigiano Vittorio Camaiani. Le nuove proposte sono ideate immaginando una donna moderna ed elegante che si muove agilmente tra gli impegni quotidiani non rinunciando alla raffinatezza e comodità. La collezione intitolata “Giardino Segreto, pensando a Vittoria Colonna” sarà svelata domenica 30 marzo 2025 attraverso una sfilata nella settecentesca e maestosa Galleria del Cardinale Colonna di Palazzo Colonna a Roma. Sono le caratteristiche moderne della principessa Colonna, insieme al carteggio amoroso tra i due, custodito in un baule dal principe Prospero Colonna per oltre cinquant’anni, e ripreso nelle pagina del libro “Una partentesi luminosa” scritto da Marella Caracciolo Chia ad aver stimolato la creatività di Camaiani nel riproporre alla donna di oggi, con suggestioni che oscillano tra quel passato e questo presente, questo personaggio singolare. Su Rinascimento Magazine l’intervista esclusiva a Vittorio Camiani.

Cosa l’ha suggestionata maggiormente della storia d’amore tra Vittoria Colonna ed Umberto Boccioni?

Mi ha colpito la storia di una passione consumata in uno spazio di tempo breve, ma intenso e soprattutto in un periodo storico in cui una relazione del genere faceva immediatamente scalpore. Il modo velato ed elegante con cui entrambi, pur appartenendo a mondi distanti, hanno vissuto questa passione mi ha fatto riflettere, le lettere, gli incontri avvenuti all’isolino di San Giovanni sul Lago Maggiore. Le pagine del bel libro “Parentesi luminosa” scritto da Marella Caracciolo Chia mi hanno subito rapito e se fossi stato un regista avrei reso questa storia un film. Nel mio caso ho scelto di raccontarla con ciò che mi è più vicino, un amore che si descrive tra le pieghe della stoffa delle mie creazioni.

Le sue sono proposte molto portabili, destinate non solo ad una principessa, ma ad una donna contemporanea, come si è immaginato nel vestire Vittoria Colonna?

Le principesse, per come siamo abituati ad immaginarle, appartengono ad un tempo lontano, mentre oggi sono donne vicine alla quotidianità come chiunque altro, non esistono più molte differenze. Naturalmente loro hanno situazioni di rappresentanza dove il loro ruolo impone una maggiore eleganza formale e magari indossano anche una tiara, ma come a volte vediamo stupiscono per la loro semplicità. Questo a dimostrare che si può essere principessa anche solo nei modi. Immagino donne che indossano i nostri abiti come principesse moderne anche quando non lo sono.

La palette cromatica della collezione come si declina?

Dal  giallo, al verde, fino al viola per l’orario della mattinata che si trascorre nel giardino; il pomeriggio, dall’ora del te’ si sviluppano i ricami, variano dal bianco, al corda, ai colori della terra; per la parte dell’ imbrunire riproponiamo tutta la palette della collezione fino ad arrivare al blu della notte.

Quali sono i tessuti delle proposte?

Quest’anno per la parte giorno proponiamo cotone, lino e viscosa e a seguire crepe de chine, chiffon e burette di seta, fino ad arrivare alla parte definita da noi “quasi sera” con organze, taffetà,  mikado e cady con piccoli cristalli ad illuminare la notte.

Tra i consigli di stile per l’estate, cosa non dovrebbe mancare nel guardaroba?

Nell’ armadio dell’estate 2025 propongo l’abito grembiule, pensato per la mattina, trasformabile nel pomeriggio con una leggera t-shirt, per arrivare alla sera con un cambio di scarpe: da basse a tacco dieci.

Una donna moderna ed attuale che l’affascina e che vorrebbe vestire?

Parlando di stile e principesse, direi che sarebbe interessante vestire una regina come l’Infante di Spagna, elegante con la sua estrema semplicità. È il DNA di questa collezione per altro.

Una sua riflessione sulla moda e sulle difficoltà del settore oggi?

Mi chiedo spesso, visto che ho vissuto tempi della moda molto lontani da oggi da tutti i punti di vista, cosa rimarrà di questo tempo. Credo che i danni attuali generati dal sistema moda siano visibili agli occhi di tuti. Che fine ha fatto lo stile raccontato da chi metteva il proprio nome sull’etichetta di un abito, che fine ha fatto la sensibilità, l’esperienza, il contatto diretto con le clienti che faceva la differenza?

Un suo sogno professionale?

Continuare a fare questo lavoro e vedere la felicità sul viso delle nostre clienti e  amiche quando indossano un nostro capo, cosa che ci riempie sempre di grande soddisfazione. Posso dire che il sogno è in parte realizzato.

Scopri di più @ www.vittoriocamaiani.it

Articolo a cura di Elena Parmegiani

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