Tutto il mondo negli anni 50 vive un fermento incredibile, il bisogno di ritornare ad una vita normale spiana la strada alla voglia di fare, di creare e di innovare. Un periodo dove i sogni vanno a braccetto con le visioni concrete. Nel 1953 l’ingegner Giotto Bizzarrini, un giovane livornese dal temperamento brillante e fresco di laurea, inizia la sua carriera nel mondo dei motori che negli anni lo porterà prima in Alfa Romeo, poi Ferrari, Lamborghini, Ats e Iso Rivolta.

Entrando di diritto nella storia dell’automobile per aver partecipato allo sviluppo di vetture leggendarie come la Ferrari 250 GTO, la “Breadvan” e la Lamborghini Miura.

Nel 1964 la prima vettura a portare il nome Bizzarrini è la 5300 GT Strada, basata sulla A3C versione corsa dalla Iso Grifo da lui sviluppata per Piero Rivolta e disegnata da Giorgetto Giugiaro. Una sofisticata e potente Gran Turismo oggi molto ricercata dai collezionisti. Bassa e aggressiva, che ben incarna il temperamento dell’ingegnere.

Per l’azienda inizia un periodo florido fatto di vetture speciali, come la P538 o la 1900 Gt Europa, contornato da grandi slanci stilistici come la Bizzarrini Manta, l’avveniristico prototipo del 1968 a guida centrale disegnato e realizzato da Giorgetto Giugiaro nella sua neonata Ital Design. Nel 1969 il fallimento porterà la Bizzarrini verso un momento storico altalenante, fatto da rilanci a volte vanificati, vetture uniche e tante collaborazioni…fino al 2020 quando viene ufficializzato l’acquisto del marchio ad opera dalla Al Roumi Group Holdings.

La rinata casa automobilistica presenta subito la 5300 Gt Revival Corsa, una ricostruzione ex novo della storica vettura in soli 24 esemplari. Tuttavia c’è la voglia di stupire il mondo con un modello completamente nuovo.. Per il design viene incaricata la GFG Style di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro, a voler suggellare un binomio che ha fatto la storia del marchio Livornese.

Nel 2023 viene presentato al pubblico il prototipo della Bizzarrini Giotto V12, un omaggio al fondatore del marchio. Il concept trae ispirazione dalla storia raccogliendo l’essenza. La Giotto è una sportiva dallo stile inedito con un telaio completamente nuovo. Si delinea una nuova brand identity, forme affilate e dinamiche come si conviene ad una supercar, con linee in continuo movimento. Il frontale è caratterizzato da un disegno a “V” allungato con sottilissimi gruppi ottici a led, estrattori d’aria sul cofano e parafanghi generosi. Lo splitter del paraurti in carbonio fa da contrasto al cofano che risulta così sospeso come il muso di un jet.

La fiancata ha sezioni morbide con volumi scolpiti ed organici che la rendono snella ed elegante. La presa d’aria laterale, con un taglio obliquo, si contrappone al muscolo del parafango posteriore. La coda presenta sei sfoghi d’aria posti nella zona di estrazione dei flussi aerodinamici provenienti dalla fiancata e dal padiglione. Le pressioni sono convogliate verso un generoso spoiler ben integrato, mentre il diffusore d’aria inferiore raccoglie e devia l’aria proveniente dal sottoscocca. Nella vista laterale tutto il design ha linee inclinate che proiettano la vettura in avanti creando un forte dinamismo anche da ferma, Il parabrezza a visiera assieme ai cristalli laterali formano una soluzione di continuità che contribuisce ad alleggerire le masse visive, rendendo così tutta la zona superiore molto filante.

Il motore della Giotto è un V12 aspirato sviluppato in collaborazione con la Cosworth, cilindrata di 6.626cc omaggio esplicito alla data di nascita del fondatore Giotto 6/6/26. Cambio ad otto rapporti con doppia frizione. Emissioni inquinanti In linea con le prossime norme del 2025. Ancora riservati i dati sulle performance, con gli sviluppi ancora in corso, ma alla Bizzarrini assicurano che le prestazioni, la guidabilità e le emozioni saranno degne del nome. La versione definitiva della Bizzarrini Giotto sarà presentata a Pebble Beach 2024 , regalando l’esclusività di un marchio leggendario.

La rinascita della Bizzarrini racconta la storia di un giovane ingegnere brillante e di quel mondo in fermento dagli anni 50. Parla delle sue icone del passato proiettate al futuro. Oggi come allora, la Bizzarrini guarda lontano ancora una volta con lo stile di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro.
Articolo a cura di Antonio Erario








