De Tomaso P72, preziosa modernità

Nel magico mondo delle supercar solo poche case automobilistiche possono vantare una storia articolata come la De Tomaso, un autentico mix di vicende umane ed industriali. La genesi della De Tomaso parte da lontano, quando nell’Italia di fine 1800 il fenomeno dell’emigrazione verso il sud America era molto diffuso. Un giovane muratore in cerca di fortuna attraversò l’oceano per sbarcare in Argentina. Qui la voglia di emergere ne fece un imprenditore edile di successo. Nella terra adottiva il suo riscatto sociale passa anche attraverso il figlio Antonio, un grosso possidente terriero che divenne ministro dell’agricoltura. Antonio era il papà di Alejandro, il fondatore della celebre casa automobilistica. Grazie ai mezzi economici della famiglia, ed affascinato dal mondo della velocità diventa pilota. Un ragazzo dal temperamento deciso, una aldote che manterrà inalterata nel tempo.

Si trasferisce in Italia a seguito di problemi politici sorti nel frattempo in Argentina. Una volta a Modena fonda nel 1959 una piccola officina per la realizzazione di vetture sport prototipo, la De Tomaso appunto, che negli anni diverrà celebre. Sarà l’embrione di un escalation industriale che lo vedrà al comando di Maserati, Innocenti, Benelli, Moto Guzzi, Ghia e Vignale. La storia della De Tomaso passa attraverso vetture iconiche quali le Vallelunga, Pampero, Mangusta, Pantera,  P70 fino alla Guara’. La casa automobilistica, anche a causa della scomparsa del suo fondatore nel 2003, attraversa un momento molto tormentato fino alla chiusura. Qualche anno dopo riparte con nuovi capitali e promesse per grandi sviluppi, piani industriali fatti di illusioni che porteranno all’azienda ulteriori vicissitudini. La parabola triste della De Tomaso si chiude con l’acquisto del marchio nel 2015 ad opera della Ideal Team Ventures,  ponendo basi solide per un rilancio, stavolta in grande stile.

Lo studio del nuovo progetto parte dopo aver delineato attentamente le specifiche della vettura che verrà:  Esclusiva, Evocativa ed Istant Classic. Il design è opera di Jowyn Wong, con un prototipo funzionante che viene presentato in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed. Lo stile con linee sinuose riporta nel mondo delle supercar romantiche, evocando le sport prototipo degli anni 60 e 70 di Le Mans. Forme morbide, superfici raccordate e dettagli ricercati sono gli elementi che caratterizzano la P72, Frontale con parafanghi pronunciati che portano l’osservatore verso la fiancata dove trovano posto due generose prese d’aria.

La parte posteriore è caratterizzata da uno spoiler ad arco molto ben integrato, che sovrasta la griglia ed i due fanali con la zona centrale convessa in tinta carrozzeria. Gli anelli perimetrali luminosi una volta accesi ricordano i reattori degli aerei da caccia. Tutto l’insieme della vettura risulta particolarmente aggressivo in tutte le viste.

L’abitacolo è racchiuso sotto una cupola di vetro con Il parabrezza panoramico, allungato notevolmente verso il cofano anteriore, favorendo la visibilità  e rendendo l’esperienza di guida immersiva e coinvolgente. Le porte con apertura ad elitra, agevolano l’ingresso in un cockpit sportivo ed elegante. Strumenti analogici e dettagli con finiture in rame molto raffinati, trattati come preziosi gioielli, selleria in pelle con lavorazioni e cuciture artigianali a diamante. La fibra di carbonio trova ampio uso per la carrozzeria ed il telaio, contribuendo notevolmente alla riduzione del peso  esaltando le prestazioni.

La De Tomaso P72 è spinta da un V8 di origine Ford  di 5000 cc, sovralimentato con compressore volumetrico, che grazie alle cure di Roush Performance eroga 750 cv con 900 nm di coppia massima. La produzione della supercar è limitata a soli 72 esemplari. Recentemente è stata svelata l’evoluzione da pista battezzata P900, caratterizzata da un kit aerodinamico funzionale all’uso agonistico. La casa dichiara l’utilizzo di un motore V12 e tiratura esclusiva di 18 vetture.

La nuova P72 è l’anello di congiunzione con la storica barchetta P70, che Alejandro De Tomaso realizzò insieme a Carroll Shelby nel 1964. La supercar moderna ne raccoglie l’essenza omaggiando ed esaltando tutta l’eredità di un passato importante: quello della De Tomaso.

Articolo a cura di Antonio Erario

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