Storie di merito e premi alla buona volontà: voce a Dino Rossetti

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Giunto quest’anno alla sua ottava edizione, il Premio Internazionale alla Buona Volontà inizia nel 2018 l’attività di valorizzazione di coloro che si sono distinti in ambito nazionale e internazionale nei settori più svariati: che sia imprenditoria, arte, cultura, musica, moda o cinema, che sia sport o economia, oppure ancora sanità o politica, il conferimento dei premi è minuzioso. E come da tradizione consolidata, i riconoscimenti sono assegnati per categoria dopo una lunga e attenta ricerca, attiva nel corso dell’intero anno che separa ogni edizione da quella successiva.

Nata da un’idea del fondatore Dino Rossetti, tuttora operativo nel ruolo della presidenza, la manifestazione si è sviluppata negli anni diventando un vero e proprio evento convogliatore di eventi che si concludono con l’ambìto gran galà di premiazione. Quest’anno l’appuntamento è fissato per sabato 28 giugno presso il teatro Toselli di Cuneo. Ad annunciarlo è AICAS & UCEPI (Associazione Interscambi Culturali Artistici Sociali & Unione Cittadini Esperti Professionisti Internazionali) e l’invito al pubblico a presenziare a questo avvenimento arriva direttamente da Rossetti, che del raccontare le persone meritevoli ne ha fatto un format di successo.

Dino parla con fare pacato, ha quel che di gentile e caloroso nei gesti e nelle parole, è impegnato nel sociale e ama pensare di contribuire ad un mondo migliore con la tenacia del suo credo, anche se la sua attività preferita resta fare il nonno a tempo pieno. Predilige gli incontri informali, guarnendoli però con una cura ai dettagli che parla della sua profonda attenzione nei confronti dell’interlocutore. Lo abbiamo incontrato di persona per saperne di più sul premio e su di lui: ha esordito a parlare di sé dichiarandosi Lucano DOC nato a Matera negli anni ‘50, per l’esattezza a Montescaglioso. Poi è arrivato il trasferimento a Torino dettato da motivi familiari e a diciassette anni è stata la volta di Cuneo.

Dino, iniziamo il racconto…

Sul finire degli anni ’60 ho conosciuto gli amici che ancora mi accompagnano in questo viaggio, all’epoca ragazzi della mia età. Fra loro il celebre Alviero Martini: una sera mi invitarono ad andare in discoteca e montai in sella con lui sulla sua Vespa 50. Arrivati a Roccavione, ci dirigemmo alla volta dell’allora famosa discoteca Bel Sito. Proprio in quell’occasione incontrai la ragazza che sarebbe diventata la compagna della mia vita. Ci sposammo nel 1973.

Come nasce il Premio Internazionale alla Buona Volontà?

Tutto è cominciato occupandomi di temi sociali, grazie ai quali ho maturato una lunga esperienza socio-culturale. È stato durante quel frangente che ho avuto modo di entrare in contatto con personaggi di successo dei più vari ambiti lavorativi e della cultura. Purtroppo la vita non è solo rose e fiori ed ho anche subito dei contraccolpi personali [n.d.r. nel 1982 Dino Rossetti è stato rapinato, ritrovandosi a trentun anni con un’invalidità fisica a seguito dell’aggressione subita]. Ciò nonostante sono riuscito a superare tutto con forza e tanta buona volontà: è stata una fase difficile che mi ha insegnato molto e mi ha fatto capire l’importanza che la buona volontà può avere nell’esistenza delle persone.

Da qui è nata l’idea di fondare un’associazione senza scopo di lucro, la A.I.C.A.S. & U.C.E.P.I., attraverso la quale, anno dopo anno, seleziono insieme ad una prestigiosa giuria le persone che, nel loro percorso di vita e nei settori più diversi, si sono distinte nel raggiungimento di importanti obiettivi grazie alla loro “Buona Volontà”. Oltre alla giuria, la mia gratitudine va alla Provincia Granda, alla Regione Piemonte e al Consiglio Regionale per l’accoglienza e il supporto che da anni mi riservano. Il Premio è un’opera corale, dunque ci tengo a ringraziare anche i componenti del direttivo: il vice presidente Fulvio Pugliese, il segretario Andrea Castiglia, il tesoriere Matteo Marchetti, il responsabile tecnico Francesco Filippone, la direttrice artistica Claudia Ramona Mitrofan e l’addetta alle pubbliche relazioni Magdalena Sadel.

Quali sono le modalità per rientrare nel processo di selezione? 

Fondamentalmente sono due: l’autocandidatura e le numerose segnalazioni che pervengono alla giuria formata da Giuseppe Ghisolfi, banchiere, professore e scrittore di economia internazionale, dai Consiglieri Gian Maria Aliberti Gerbotto, giornalista e scrittore, e Danilo Paparelli, vignettista per importanti riviste, e dalla nuova arrivata proprio quest’anno Cinzia Aimone, ingegnere ed esperta internazionale di sicurezza del lavoro. Fra le altre, non abbiamo mancato di premiare associazioni che si occupano di donne e detenuti. Io stesso, a questo riguardo, mi reco una volta alla settimana nel supercarcere di Cuneo per seguire i detenuti nella coltivazione dell’orto i cui prodotti poi sono venduti a Cuneo e dintorni. Il Premio alla Buona Volontà serve anche e soprattutto a far conoscere lo splendido territorio in cui siamo, fatto di persone capaci e laboriose, dall’agricoltura all’industria alla cultura, e le meraviglie che offre questa terra, come il vino, il tartufo, il formaggio, il riso, gli impianti termali.

Premio Internazionale alla Buona Volontà

28 giugno 2025 ore 20, Teatro Toselli di Cuneo

Per assistere alla premiazione, alla sfilata di moda Maison Dray e altri intrattenimenti, scrivere a aicasucepi@gmail.com oppure contattare lo +39 338 4761450

Articolo a cura di Claudia Chiari

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