Nelle silenziose campagne a sud di Verona, immersa tra alberi secolari sorge Villa Ormaneto, un rifugio d’altri tempi dove l’eleganza antica incontra la grazia essenziale del presente. Questa dimora del XIV secolo, un tempo riserva di caccia della nobile famiglia Scaligeri, custodisce un’identità che va oltre la semplice ospitalità: è uno spazio sospeso, in cui ogni elemento racconta una storia senza mai alzare la voce.

La villa non si impone, accoglie. Il suo profilo architettonico, sobrio ma ricercato, si fonde con l’ambiente circostante in una continuità naturale, quasi sussurrata. Non è solo la pietra a parlare, ma anche la luce che filtra tra le fronde, le ombre lunghe dei noci caucasici, e il silenzio che avvolge ogni passo con una rara delicatezza. Entrare a Villa Ormaneto significa uscire dal tempo ordinario per riscoprire quello autentico, quello lento, che lascia spazio all’ascolto e all’osservazione.

A guidare con grazia invisibile questa oasi di calma è Camilla De Santi, direttrice dalla presenza discreta e raffinata, che ha saputo trasformare il ruolo gestionale in un’arte sottile dell’accoglienza. Nulla è lasciato al caso, eppure nulla appare forzato: l’equilibrio tra forma e sostanza si riflette in ogni gesto, in ogni dettaglio.

General Manager – Camilla De Santi
Le camere, sette ambienti raffinati più una suite d’eccezione, sono pensate come piccoli rifugi dell’anima, ciascuno con un’identità propria, ma accomunati da un senso di armonia visiva e tattile. Alcune si affacciano sul parco secolare, altre trovano spazio nell’antico granaio, dove i materiali grezzi del passato incontrano l’eleganza contemporanea. La suite wellness, con spa privata, vasca idromassaggio, angolo botanico e lettino da massaggio, è un invito alla rigenerazione profonda, più spirituale che fisica. Il risveglio, qui, ha il sapore di un rito sottile.

La colazione si consuma in una sala luminosa che si apre sul giardino: crostate fatte in casa, marmellate artigianali, focacce appena sfornate, formaggi locali e salumi selezionati. Ogni boccone è un omaggio al territorio, ogni istante un’ode alla lentezza.

Il cuore gastronomico della villa è il ristorante VIOR, guidato dallo Chef Gianluca Da Rin Perette. La sua cucina non ripete, reinventa: le ricette della tradizione veronese vengono rilette con sensibilità contemporanea, senza perdere l’anima. Il “risotto al tastasal”, la “pasta e fasoi” con fagioli Lamon, le “trippa all’oste” e le “frittole” di mele e uvetta non sono semplice folclore culinario, ma manifesti di una cultura viva, che si rinnova senza snaturarsi. Il sommelier Davide Albarello completa l’esperienza con una selezione di etichette che dialogano con i piatti in un equilibrio perfetto tra memoria e innovazione.

Non sorprende che VIOR sia stato insignito con due forchette nella guida Ristoranti d’Italia 2025 del Gambero Rosso, oltre al riconoscimento per il miglior rapporto qualità-prezzo: una rarità nel panorama dell’alta ristorazione, dove spesso l’esperienza si distacca dall’essenza. Qui, al contrario, tutto è radicato, genuino, profondamente umano.

Chef – Gianluca Da Rin / Sommelier – Davide Albarello
Villa Ormaneto, é anche teatro di esperienze pensate per riconnettere corpo, mente e natura: lezioni di cucina con il capo chef, degustazioni al tramonto tra gli alberi, sessioni di yoga nel parco, o forest bathing nei boschi adiacenti, dove il respiro si fa più lento e lo sguardo più attento. Per eventi e matrimoni, la villa offre un elegante padiglione immerso nel verde, capace di accogliere fino a 180 ospiti, oltre a una piccola cappella dedicata a San Michele Arcangelo. Le cerimonie qui non hanno nulla di artificiale: sono composizioni poetiche, immerse in una bellezza autentica e irripetibile, dove ogni dettaglio racconta un’emozione.

Un’ultima presenza, discreta ma eloquente, percorre la villa come un’eco gentile: quella dei cavalli. Ancora in attesa delle loro scuderie, già abitano gli spazi nei dettagli tessili, nelle ceramiche, nelle atmosfere. Simboli di libertà, grazia e memoria, rappresentano lo spirito profondo di questo luogo: elegante, silenzioso, indomito.

Visitare Villa Ormaneto non significa semplicemente pernottare in una dimora storica, ma lasciarsi attraversare da una nuova consapevolezza del tempo, della bellezza e della presenza. Qui, ogni sguardo trova il suo orizzonte, ogni gesto il suo senso, ogni parola la sua eco.

E nel silenzio che segue, si comprende che Villa Ormaneto non si visita: si vive.
Per saperne di più @ www.villaormaneto.com

Articolo a cura di Massimo Basile
Editore & Fondatore









