“Non sono reale, sono il teatro” fa dire al suo alter ego maschile, nonché ex fidanzato immaginario rigorosamente italo-americano, imitando se stessa fra ironia e autocelebrazione. Quello agli MTV Music Video Awards 2011 di Los Angeles fu un vero spettacolo nello spettacolo, con una memorabile Stefani Joanne Angelina Germanotta nei panni di Lady Gaga a sua volta in quelli di Jo Calderone. In quell’occasione non mancò neanche l’assolo del chitarrista dei Queen, Brian May, nella performance di “You and I” estratto dall’album “Born this Way”.

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Festeggiato quest’anno con l’uscita di “Born This Way The Tenth Anniversary” e niente poco di meno che con l’istituzione del Born this Way Day il 23 maggio a West Hollywood, il manifesto di Mother Monster che inneggia a esprimere il proprio modo di essere, include, oltre alle tracce originali, sei canzoni reimmaginate da altrettanti artisti che rappresentano la comunità LGBT per la quale la cantante è un vero e proprio punto di riferimento, vuoi per il suo attivismo a far valere i propri diritti per il quale si inventò il suo outfit più provocatorio, il tanto chiacchierato meat dress, vuoi per la generosità con la quale li appoggia tramite la Born this Way Foundation.

Da “Poker Face” a intensa interprete di pellicole cinematografiche, è stata scelta da Ridley Scott per il ruolo di Patrizia Reggiani, la vedova nera che nel 1998 fu condannata per essere mandante dell’omicidio del marito Maurizio Gucci. Un cast stellare che oltre a lei e Adam Driver, include Al Pacino, Jared Leto e Jeremy Irons: le riprese di “House of Gucci” sono iniziate a febbraio a Roma, per poi spostarsi su Milano, Lago di Como e Firenze, e terminate con il saluto all’Italia di Miss Germanotta che ha cinguettato “Spero di avervi resi orgogliosi. Sono orgogliosa di essere italiana”.

Suona il pianoforte, compone musica e scrive i testi, ha un’estensione vocale da mezzo soprano che modula con passaggi repentini fra alti e bassi, ha messo in piedi il team creativo Haus of Gaga ispirandosi alla Factory di Andy Warhol per dar vita a personaggi, scenografie e trasformare praticamente qualunque cosa in outfit, si è aggiudicata la nomination all’Oscar alla sua prima interpretazione da protagonista in “A Star is Born” di e con Bradly Cooper. “Ho lavorato duro per tanto tempo. Se hai un sogno, combatti per realizzarlo. Non importa quante volte verrai rifiutata” dice visibilmente commossa a quella notte degli Oscar, alzando la statuetta per la migliore canzone con “Shallow”.  Camaleontica, carismatica e spaventosamente talentuosa, sorprende anche quando svela le sue verità, dichiarando di aver sempre avuto problemi a riconoscere il suo valore, difficoltà alla quale ha purtroppo contributo la violenza sessuale subita agli esordi della carriera insieme alla minaccia di bruciare la sua musica da parte di un produttore se si fosse rifiutata di assecondarlo. Un episodio che segnerà le sue ansie, i suoi disturbi mentali e probabilmente quell’immagine provocante di potere conteso fra uomini e donne che spesso scandisce le iconiche coreografie dei suoi video clip, da “Paparazzi” a “Bad Romance”, da “Alejandro” a “John Wayne”.

Esprimersi è stata tutta una questione di makeup. “E’ così che ho inventato Lady Gaga. Ho trovato il supereroe dentro di me guardandomi allo specchio e vedendo chi avrei voluto essere. A volte la bellezza non viene spontaneamente da dentro. Ma sono grata che il makeup mi abbia ispirato un coraggio che non pensavo di avere. Ho accettato di scoprire la mia bellezza tramite l’abilità di inventarmi e trasformarmi.” E nel 2019 ha fondato la sua linea di cosmetica cruelty-free e vegana, distribuita su Amazon “Si dice che la bellezza sia negli occhi di chi guarda, ma per Haus Laboratories la bellezza è il modo in cui ti vedi tu. Vogliamo che impariate ad amarvi. Il nostro brand. Le vostre regole”. E nella palette di colori, inutile dire che all’appello non manca niente.

In realtà il coraggio di mostrare se stessa lo ha trovato anche senza trucco né inganno nel 2017, nel docu-film Netflix “Gaga: Five Foot Two”. Si svela con i suoi dolori fisici e i farmaci per sopportarli, il suo pensare sempre al lavoro anche sul lettino medico, il perfezionismo maniacale, l’attaccamento alla famiglia, quel vivere per i suoi fan e fare dell’effetto sorpresa il proprio tratto distintivo. E con i dolori emotivi “Ho venduto 30 milioni di dischi e ho perso Lüc. Ne ho venduti 10 e ho perso Matt. Ho la parte in un film e perdo Taylor. E’ una specie di maledizione”.  In tanta fragilità e forza, dolcezza e determinazione, c’è tutto un universo fatto di verità, teatro e luce di stelle. Con le sue regole e a modo suo.

 

Articolo a cura di Claudia Chiari

Direttore Editoriale celebreMagazine World

 

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