Un novello cantore dei miti del passato, un docto alla maniera rinascimentale, intento a far risorgere a nuova vita le suggestioni più affascinanti di un mondo mediterraneo che gli appartiene profondamente. Quel Mare tra le Terre, definito dai Romani Mare Nostrum e dagli Ebrei il Grande Mare, il Mare azzurro per eccellenza, teatro delle lotte tra Plutone e Nettuno, è una sicura fonte di ispirazione per Ivan Barbato. Non solo i miti ancestrali ma anche il Rinascimento, che ebbe la sua culla a Firenze, città vessillifera di un nuovo linguaggio artistico che si esprimeva in campo orafo con tecniche raffinate dense di significati reconditi. Erede di questa tradizione secolare, Ivan crea nel suo laboratorio situato a Cardano al Campo in provincia di Varese straordinari pezzi unici.

Ivan Barbato

Non a caso la sua ultima creazione reca un nome evocativo, “Sulle Orme del Tempo”.

L’opera, un fine medaglione, raffigura al centro una testa di Medusa, la Gorgone che negli antichi miti greci e romani veniva sempre rappresentata con capelli serpentini e sguardo pietrificatore. Una figura che ha affascinato insigni artisti quali Caravaggio, Benvenuto Cellini, Gian Lorenzo Bernini, solo per citarne alcuni. Il significato del nome Medusa (in greco antico Μέδουσα) è protettrice. Chiunque indosserà questa pregevole opera d’arte, non solo porterà un manufatto unico e irripetibile, ma avrà su di sé un talismano propiziatore. Il volto della gorgone è inciso su pietra lavica e montato armoniosamente in oro 18K, sapientemente traforato e inciso a bulino, alternato a micro-mosaici in marmi policromi, realizzati in appositi castoni bruniti in argento 925 , diamanti incastonati a grani arricchiscono ulteriormente il raffinato ciondolo. Ivan ha il dono di evocare attraverso i suoi preziosi nuove dimensioni che rimandano all’antico in una prospettiva totalmente inedita. Come Ulisse, che partì per il mondo intero animato da sete di conoscenza, così egli esprime nei suoi gioielli la sua poetica che ha diverse chiavi di lettura. Una di queste è certamente il viaggio attraverso le epoche. La pietra lavica, proveniente dal Vesuvio, è espressione della sua passione e ci rimanda al mito ancestrale di Vulcano, dio del fuoco e della metallurgia. La complessa e minuziosa lavorazione a traforo e l’incisione a bulino riecheggiano la tradizione fiorentina.

Medaglione con volto di Medusa inciso su pietra lavica con la lavorazione dell’oro sapientemente traforato e inciso a bulino ed infine alcuni micro-mosaici in marmi policromi

Roma, l’Urbe universale, fulcro del mondo Mediterraneo, sarà la cornice ideale dove questo pregevole manufatto sarà presentato in occasione del Premio Incinque Jewels nel quadro della Roma Jewelry Week in ottobre 2022.

In questo ciondolo-spilla viene ripreso il tema di Medusa, sottolineandone ancor di più l’aspetto serpentino, cioè terreno, perché la Gorgone è anche simbolo della Grande Madre Terra, la Natura naturata. Qui è in veste di sacerdotessa, una sorta di maschera apotropaica. È evidente la natura propiziatoria di questo significativo gioiello realizzato in oro giallo, pietra lavica e diamanti cognac. La lavorazione è molto accurata: il volto raffigurato sembra animarsi facendoci rivivere la storia di questa dea mortifera ma anche latrice di salvezza.

Bacco in bronzo dorato e micro-mosaico in marmo

Il tema della maschera si concreta in Bacco, dio della vite e della vendemmia, nonché del piacere dei sensi e del divertimento (di qui il termine Baccanale, culto dedicato a questa divinità). Ivan ha voluto inserire come citazione colta il mascherone in un micro-mosaico marmoreo. Dioniso-Bacco è rappresentato con uva e pampini sul capo e con la bocca spalancata, inneggiante alla voluttuosa gioia. Come diceva Callimaco: “Bacco, signor delle genti, della gioia custode ed autore”. Tra le figure più emblematiche della mitologia greco-romana non poteva mancare il Satiro.

Ciondolo spilla in oro giallo e corallo

Compagno di Bacco-Dioniso, la sua dimora sono i boschi e le montagne. È la personificazione della fertilità e della forza vitale della natura da cui tutti traiamo nuova linfa. I gioielli di Ivan sono simbolici e si prestano a molteplici interpretazioni. È il caso del ciondolo-spilla in corallo pelle d’angelo che ad un primo impatto può riecheggiare una maschera teatrale dell’Antica Grecia, ma ad uno sguardo più profondo rivela la sua ispirazione partenopea. È infatti una rivisitazione della celebre maschera di Pulcinella, figura iconica che affonda le origini proprio nel Maccus, il personaggio più buffo delle Commedie Atellane, rappresentate in Campania in epoca romana.

Ciondolo-spilla maschera in corallo pelle d’angelo, oro bianco e perla d’acqua dolce

 

Piccolo clown ciondolo in oro giallo e bianco con diamanti cognac e corallo

Il tema farsesco continua con un ciondolo che rappresenta un giullare immortalato nel corallo, emblema di buona sorte e della vita stessa per il suo colore cremisi. Il mare, scrigno di tesori nascosti, è protagonista in molte opere di Ivan Barbato.

Ciondolo in oro bianco, diamanti blu, perla di Tahiti e conchiglia

 

Ciondolo in oro giallo con fiore in conchiglia e zaffiro blu

 

Anello piovra, oro bianco, diamanti brown e perla scaramazza

 

Gioiello con ippocampo e vanadinite

Conchiglie, perle, ippocampo e persino una piovra appaiono in queste opere uniche connesse al mondo talassico. Ho chiesto ad Ivan di condividere con i lettori le fonti della sua poetica: “Sono sempre stato attratto dai racconti della mitologia, dalle ambientazioni dei luoghi ad essa legata, che in particolare nella parte campana della nostra penisola rispecchiano anche le mie origini, ecco perché l’amore verso l’utilizzo dei coralli, sapientemente lavorati a Torre del Greco, la pietra lavica del Vesuvio e le figure che tra miti e leggende riconducono alle antiche civiltà del Mediterraneo.

Concludo con una poesia scritta da Ivan Barbato: “E se domani cambiasse il mondo vorrei ancora crear bellezza, di quella materia che risplende, densa di luce come un’alba…”

Per saperne di più: gioielliivanbarbato.com

IG: @ivanbarbatojeweller

 

Articolo a cura di  Laura Astrologo Porché

Instagram: @journaldesbijoux

 

 

 

 

 

 

 

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