Esistono luoghi dove si respira subito aria di Storia, Cultura, Natura. Così accade nel cuore del Veneto, a Montegalda, dove vi portiamo alla scoperta di una Villa che merita di essere raccontata, vissuta e visitata. Benvenuti a Villa Lioy Faresin…“HO COMPRATO IL MIO PEZZO DI PARADISO”. Marco Faresin, 87 anni di Montegalda nel Vicentino, ha acquistato Villa Lioy, cenacolo ottocentesco di insigni poeti e scienziati, facendola risorgere dalla sua cenere, trasformandola in una prestigiosa Country House per un turismo di qualità.

L’ha respirata fin da bambino e continua a inspirarla ancora oggi in veneranda età, Marco Faresin, 87 anni con un passato da stimato commercialista e altro, l’aria poetica-architettonica che rende il suo paese Natale, Montegalda in Provincia di Vicenza, un “Piccolo mondo antico e moderno” che ispirò l’allora scrittore e poeta Antonio Fogazzaro che tra questi dolci clivi, vi dimorò nel pieno della sua maturità artistica. Siamo sulla giuntura geografica e culturale, a cavallo di due province, ricche si storia e cultura, tra il Padovano a valle e il Vicentino a monte, dove sette piccoli colli e la presenza di un castello, varie ville, e un tortuoso fiume, rendono il piccolo borgo di Montegalda con poco più di 3500 anime, un’isola di serenità e bellezza. Tali da aver “sedotto” l’ottantenne Faresin a lasciare la città del Palladio, dove viveva, per acquistare quel “cenacolo poetico” che a Montegalda fu l’ottocentesca Villa Lioy.

Da qui che si domina il verde piano della vasta Pianura Padana, spingendo lo sguardo a Est verso il mare di Venezia e Nord verso le Prealpi e Alpi venete. Più vicine a Villa Lioy, i Monti Euganei di Padova e i Colli Berici di Vicenza con le loro caratteristiche morfologiche e naturalistiche di gran pregio, che richiamano sportivi di trekking e bike come pure un turismo termale nell’area di Abano Terme (Pd). Un territorio in cui le bellezze storiche si sposano con quelle architettoniche, in una concentrazione senza pari, dove in qualche chilometro si può ammirare il Castello Grimani-Sorlini del 1100, Villa Fogazzaro-Colbacchini, il Monastero di San Marco del 1400, Villa Gualdo sede Municipale del 1800 e per ultima in termini temporali, quella Villa Lioy–Faresin che le cronache fanno risalire al 1855 per mano del conte Battista Barbaro, che aveva pensato all’altura del colle come sede di un “casinò” o “cenacolo” dove abbandonarsi alla tranquillità della vita di campagna.

Dopo quasi due secoli e ripetuti passaggi di proprietà, con momenti di gloria e declino,Villa Lioy oggi ha trovato nuova linfa nell’energia contagiosa e dinamica del suo ultimo proprietario, quel Marco Faresin che non fa segreto nel dire di “aver acquistato un pezzo di paradiso”. Al punto da voler condividere questo suo entusiasmo con quanti vogliono giungere sul piccolo monte e soggiornare in Villa. «Non potevo permettere che tutto questo bendidio (spiega il signor Marco) perdesse il suo fascino, storia e memoria. Così dopo aver trascorso più di un anno nella casa del custode, per seguire di persona i lavori di restauro, oggi abito in una parte della Villa e nell’altra ospito le persone che vogliono soggiornare in questa blasonata “country house” a Cinque Leoni, condividendo le emozioni di un luogo amato dallo spirito poetico, paesaggistico e filosofico». Scienze che tra queste mura sono state dibattute per decenni da illustri personaggi come Antonio Fogazzaro, Fedele Lampertico, Paolo Lioy e altri insigni luminari.

La Villa per metà è abitazione privata e per l’altra Country house, è in linea con altre monumentali residenze storiche private di Montegalda. Da un lato Villa Fogazzaro-Roi-Colbacchini dove ha sede il Muvec (Museo Veneto delle Campane) e dall’altra il Maniero Grimani-Sorlini, passato indenne attraverso i secoli diventando Villa Veneta, senza però perdere l’animo bellico per cui è nato. Oggi è di proprietà della Famiglia Sorlini e aperto a eventi di varia natura. E’ qui che sono cresciuto (ci spiega Faresin) con una famiglia che per generazioni ha servito i Fogazzaro prima e il marchese Roi poi. Conosco ogni pietra di queste case, e i miei ricordi spaziano nei decenni, al punto che é stato quasi un obbligo morale il mio, farvi ritorno ora che non sono più giovane, ma per niente attempato. Ecco allora che l’ironia sua è quasi contagiosa, quando si tratta di ricevere gli ospiti, stupiti prima dalla vitalità del suo proprietario e poi dalla bellezza del luogo, che tiene “segreto” quella parte del giardino progettato a fine ‘800 dal noto paesaggista Pietro Selvatico che, affrancandosi del valore botanico di un lembo seppur piccolo dell’antica foresta planiziale scampata alla bonifica benedettina del ‘700, è stata integrata al giardino ricreato nella parte antistante il fabbricato dalle linee vagamente neogotiche.

Lei, cosciente di essere un custode di una parte del patrimonio artistico e culturale di Montegalda, com’è nata la sua passione per l’arte, la cultura e architettura? E quanto è importante che si tramandi oggi questi valori e interessi alle generazioni future?

Parto da questo ultimo dato per rispondere che è fondamentale saper tramandare alle generazioni future la passione per il “bello”. In fondo, non viviamo in una Paese qualsiasi. Se siamo italiani, ciò significa che siamo tutti figli di Caravaggio, Michelangelo, Palladio e altri ancora! Certo poi che l’essere nato a Montegalda, significa avere un innato amore per le mie radici paesane che, nonostante l’avanzare degli anni, continua a nutrirmi di emozioni. Ecco spiegato il perché trovandomi di fronte all’opportunità di acquistare questa Villa, non ho saputo resistere a questa tentazione, che mi ha dato la meravigliosa opportunità di essere un tramite tra l’antico e il moderno. Tra la mia generazione e i giovani. E glielo dico, facendo il padrone di casa quando serve in giacca e cravatta, come il giardiniere e ortolano quando serve, con pantaloni e cappello da campagnolo. Perché questo significa oggi amare una grande casa come questa!

Oggi Villa Lioy-Faresin è una luxury country house dove poter trascorrere soggiorni in totale relax immersi in un parco secolare. Quali sono i tratti distintivi dei vostri servizi di ospitalità? Quali le caratteristiche principali della struttura?

La pulizia, la genuinità dei prodotti che offriamo a colazione e la famigliarità. Il fatto che gli ospiti respirino un’atmosfera di casa, credo sia fondamentale per imprimere nella memoria e nell’animo, i piaceri del soggiorno trascorso qua. La Villa si trova nel cuore del Veneto, con una posizione strategica per visitare i luoghi e le bellezze naturali circostanti.

Quali escursioni e tour consiglia per i turisti che giungono a Montegalda?

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Siamo a pochi chilometri da Vicenza, la città del Palladio con le sue tante ville. Stessa distanza da Padova, Urbis Picta. E poi ci sono Abano, Montegrotto e Battaglia Terme. Poco più in là abbiamo Verona, città del bel canto e dell’amore. Venezia con il suo millenario sogno. Poi Bassano e Marostica con la sua storia. Ma ciò che mi preme ripetere agli ospiti, è la valorizzazione dei centri minori, dove il gusto del perdersi e ritrovarsi, offre l’esperienza della scoperta e sorpresa per chi ama nutrirsi di bellezza.

In conclusione, se Lei dovesse raccontare Villa Lioy in tre aggettivi, quali sarebbero?

Le voglio offrire una risposta che è scolpita sulla pietra, attraverso dei simboli, come la piuma e la spiga di grano, posti come stemma su una delle facciate della Villa. Il mio predecessore, volle far scolpire questi due elementi trasformandoli in effige, rappresentando appieno il “genius loci” di questo luogo. La piuma ne indica la leggerezza, l’eleganza e l’altezza (visto che si erge dal piano, dominando il paese). La spiga, riguarda proprio l’amenità del paesaggio che la circonda. Sicché, la fusione di questi due elementi, sono il sigillo di garanzia per assicurare un soggiorno “lieve, romantico, storico”. Perché se è vero che “la bellezza salverà il mondo” il mondo deve cercare di salvare la bellezza, io nel mio piccolo, cerco di contribuire» conclude il gagliardo Marco Faresin.

E il nostro compito è quello di raccontare la Bellezza, in ogni sua forma.

 

A cura di Diana Da Ros e Antonio Gregolin

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