Fra i quartieri meneghini più in fermento spicca senz’altro quello di Cenisio, raffinato e ricco di proposte interessanti. Lo scorso autunno, all’interno di un palazzo storico dei primi del ‘900, ha aperto i battenti TOW-The Odd Wine, un nuovo progetto di ristorazione firmato da Andrea Griffini, già attivo nel settore da oltre vent’anni, e Andrea Zarra, ingegnere rientrato in Italia e appassionato dei sapori nostrani. Si tratta di un’enoteca con cucina dove la parola d’ordine è “particolare”, per il vino, da cui il nome del locale stesso, per il cibo, per il design: tutto rispecchia la filosofia che anima il posto, dove arredi e materiali valorizzano dettagli e contrasti, tenendoli in equilibrio nella loro essenzialità.

A parlarcene con entusiasmo in tutte le sue declinazioni è Andrea Griffini, che ci tiene a raccontare i particolari uno ad uno e far emergere tutto quel lavoro dietro le quinte fatto con tanta dovizia. “Sono ossessionato dalla qualità. Forse perché non sono nato con grandi disponibilità economiche, voglio che i miei soldi abbiano valore quando li spendo: mi reputo una persona normale a cui piace essere onesto con me stesso e con il cliente che, più di ogni altra cosa, da noi deve pensare di aver mangiato bene, perché la formula del buono e bilanciato è il cardine del locale”.

Andrea non ama l’apparenza senza sostanza, anzi per dirla tutta vi si dichiara apertamente contro senza mezzi termini: “I nostri piatti hanno una loro bontà e una loro bellezza, una coccola irrinunciabile quest’ultima ma comunque mai ostentata come se fosse l’elemento trainante, visto che non lo è. Penso che tutto debba rispecchiare il momento storico e integrare tradizione e innovazione, senza prescindere da dove ci si trova: a Milano l’offerta è ampia, o si corre per la Formula 1 o non si corre”.

Dunque agli ospiti si offrono cucina contemporanea, qualità delle materie prime e vini capaci di raccontare territori, passione e volontà. Andrea Griffini ha creato una carta dei vini che non segue mode né etichette, premiando impegno e rispetto per il territorio da parte sia di produttori storici che di giovani viticoltori portavoce di un’innovazione costante: il risultato è una selezione meticolosa che sa sorprendere ed emozionare, rompendo le righe di preconcetti e conformismo. Oltre all’Italia, non mancano i profumi della Borgogna, fino ad arrivare ai vitigni ricercati di Australia e Nuova Zelanda, come il Pinot Noir e il Riesling dell’azienda Greywacke.

“Scelgo secondo il mio gusto, non secondo le etichette che devono esserci. L’idea di TOW è nata due estati fa da me e Andrea, mio socio e mio cognato, mentre eravamo al mare in Liguria alla ricerca di un posto dove mangiar bene, impresa meno facile del previsto. Se lui è la mente più analitica che fa girare i numeri mentre io sono l’animo più creativo, un credo ci accomuna ed è quello per il quale abbiamo dato vita a questo progetto: la ricerca della qualità.

Mi piaceva l’idea di una proposta food che raggruppasse la gastronomia italiana e le suggestioni internazionali, anche se ormai sono parte della quotidianità in una città cosmopolita come Milano” ci spiega. Fra i piatti della selezione gastronomica per il giorno, spiccano il polpo e patate con erbette e mayo sriracha, il vitello tonnato con senape in grani, cipolla caramellata e gel yuzu, e le lievitate, una leccornia di panificati gourmet artigianali farciti di sapori ricercati provenienti da presidi Slow Food che accompagnano anche l’offerta serale. Quest’ultima è pensata per favorire condivisione e convivialità ed è strutturata secondo la formula dei piccoli piatti, altrimenti detti tapas, che in realtà sono tutt’altro che assaggi. Da non perdere la frittata di pasta, lime, cacio e pepe, golosa con carattere.

– Andrea Griffini –
L’ambiente, per volere dei due soci, va di pari passo con le orme tracciate dalla formula food & wine. La progettazione d’interni è stata affidata allo Studio Latino che ha messo a fuoco gli spazi per sfruttarli al massimo delle potenzialità, e ha elaborato un concept su misura che fosse accogliente e caldo, valorizzando l’elemento dei mattoni a vista sul muro, e allo tempo stesso contemporaneo, accostando innesti di materiali industriali dalle geometrie pulite.

Due gli elementi di maggior impatto visivo: la bottigliera in acciaio sui mattoni al vivo, con tanto di scala scorrevole, e la scala in lamiera e travertino che conduce al piano superiore. Tavoli in vetro, bronzo e acciaio, e panche di velluto rosa arredano il piano terra; travertino, boiserie in ecopelle avorio e dettagli neri sono invece i protagonisti del soppalco. Chiude il pavimento in calcestruzzo gettato che richiama lo stile industriale dell’acciaio.

“La nostra clientela è spesso di zona, generalmente va dai trenta in su e non di rado ha un approccio intellettuale ed è preparata al dialogo: è proprio il pubblico che rispecchia la nostra identità e che avrei voluto attirare” conclude con una punta di orgoglio Andrea Griffini.
Scopri di più @ theoddwine.com
Photo Credit: Federico Bontempi
Articolo a cura di Lucrezia Doria









