Questo tipico villaggio engadinese di montagna si trova nel triangolo di confine tra Svizzera, Austria ed Italia e troneggia orgogliosamente su una terrazza soleggiata a 1.550 metri. Il percorso per salire dalla valle si snoda in strette curve fino a raggiungere in cima il villaggio più tranquillo della Svizzera.

Quando si parla di Engadina, le località che vengono subito in mente sono sicuramente St. Moritz, Sils-Maria e Pontresina, amate per i loro eventi mondani e quali punti di partenza per escursioni sia invernali che estive. Ma nell’ombra di questi centri alpini, ormai divenuti piccole città, si nascondono i tesori autentici della regione, della quale “la Regina” St. Moritz è soltanto il portone d’entrata. Certo, bisogna avere voglia di andare oltre, perché per raggiungere il villaggio di Tschlin ci si deve recare nella bassa engadina, decisamente meno nota della sua controparte. Eppure questa regione ha molto da offrire: l’unico parco nazionale svizzero, le terme di Scuol e numerosi ed incantevoli scorci di vita rurale. Non a caso questa zona è definita “il granaio dell’engadina”. In questo contesto il nostro borgo di soli 400 abitanti troneggia maestosamente sul regno alpino.

A Tschlin sono stati scoperti reperti dell’età del bronzo e del ferro. Le due chiese romaniche risalenti al X secolo fanno supporre che già allora fosse presente una comunità molto attiva. La chiesa di S. Biagio fu riedificata in stile gotico da Bernardo da Poschiavo. Dal 2013 il borgo fa parte del Comune di Valsot, istituito dopo la fusione con Ramosch ed altri tre villaggi.

Questo è uno dei rari luoghi dove, aprendo la finestra, lo sguardo spazia su ben tre nazioni; Svizzera, Austria ed Italia. E’ forse questa caratteristica a donare ad un luogo apparentemente dormiente la sua scintilla innovativa? Tschlin infatti è stata protagonista di varie iniziative d’avanguardia. Un buon esempio è la riuscitissma campagna mediatica “Dorfstelefon” con l’obbiettivo di rilanciare l’immagine del borgo. Era stato installato un telefono nella piazza del villaggio che chiunque poteva chiamare per chiedere informazioni. A rispondere erano il lattaio, il postino o il panettiere. Questo villaggio ha pure creato il suo proprio marchio di qualità: “Bun Tschlin”, conosciuto in tutta la Svizzera e controparte del trend globale, ha saputo combinare autenticità, cultura e lingua romancia, agircoltura tradizionale e turismo dolce. Sotto questo marchio è nata la “Biera Engiadinaisa” che si può gustare nella modernissima birreria di Tschlin. Viene prodotta utilizzando l’orzo coltivato sull’uscio di casa. L’idea iniziale, secondo gli abitanti locali, era una follia, perché la birra non aveva mai fatto parte della tradizione engadinese. Infine, l’esperimento si è rivelato un successo: la Biera Engiadinaisa viene ora venduta nei maggiori supermercati della Svizzera e non solo.

Nel fondovalle, lungo il fiume Inn che fa da confine tra Svizzera ed Austria, troviamo lo storico e maestoso “Finstermünz Brücke” un antico ponte, passaggio fortificato lungo la via Claudia Augusta e che fungeva anche da dogana.

Tschlin fa parte dell’associazione dei Borghi più belli della Svizzera insieme ad altre due località in stile engadinese: Madulain, un piccolo villaggio che spicca per la sua intensa attività culturale e Bergün, reso celebre dalla linea ferroviaria Unesco dell’Albula. Alla luce di questi fatti, anche regioni conosciute come l’Engadina meritano di essere viste con occhi nuovi.

 

Articolo a cura dell’associazione “I Borghi più belli della Svizzera”

Testo di Kevin Quattropani e Alexander Powell

Foto di Christian Guerra

 

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