Da quando esistono i telefonini si è sempre avuto problemi con la batteria, “durata, carica, gonfiore, surriscaldamento, ecc.” Specialmente dalla nascita del primo smartphone ad oggi i problemi sono aumentati a causa dell’utilizzo eccessivo e continuativo del dispositivo, per visualizzare e-mail, navigare in internet, visualizzare contenuti sui social network, vedere video, giochi, ecc.Le nuove batterie hanno un’aspettativa di vita di 3 anni circa, che spesso si riducono a meno a causa delle nostre abitudini. Oltre alle normali funzioni effettuare chiamate e inviare sms, il consumo eccessivo della carica della batteria spesso ò dovuto dal sistema operativo in sé, ad esempio il GPS sempre attivo, la sincronizzazione dei dati sempre attiva, la luminosità eccessiva e le applicazioni in background che lavorano alla nostra insaputa anche se lo smartphone non è utilizzato.

Quindi tutto questo crea un consumo eccessivo e coatto della batteria, a volte ci accorgiamo che il dispositivo si surriscalda in modo eccessivo diventando talmente caldo che sembra di scottarci e ci accorgiamo che la batteria scende di percentuale in modo eccessivo passa ad esempio da un 70% a un 45% in modo molto repentino. Cerchiamo di capire adesso cosa fare o non fare per far sì che molte problematiche possono essere evitate del tutto o almeno possono essere tenute sotto controllo e far vivere molto di più la nostra batteria e per riflesso il nostro smartphone.

Vediamo come comportarci

  • Lasciare troppe ore lo smartphone sotto carica, soprattutto tutta la notte può creare surriscaldamenti eccessivi che in casi piè gravi potrebbero far addirittura prendere fuoco i dispositivi, c’è da dire che con i moderni smartphone questo non accade quasi mai è un fatto raro, perché sono dotati di un chip intelligente che arresta la carica appena arriva al 100%, quindi non ci sono pericoli, però e meglio sempre evitare surriscaldamenti inutili.

  • Non fare mai scaricare totalmente lo smartphone, perché la batteria può danneggiarsi a causa dell’azzeramento della carica della batteria, la percentuale minima che la batteria dovrebbe scendere e del 15% e la carica deve raggiungere al massimo il 75-80%, meglio effettuare piè cariche al giorno che meno cariche da 0 a 100 sempre per evitare danneggiamenti della batteria.

  • Non lasciare lo smartphone in luoghi con eccessivo freddo o caldo, perché questo intacca la vita della batteria, perché il caldo eccessivo fa surriscaldare lo smartphone e crea quell’effetto sudore, ad esempio se il nostro smartphone è dotato di una cover che converrebbe togliere immediatamente perché si potrebbe creare un effetto “sauna” all’interno dello smartphone con probabili danneggiamenti del dispositivo, il freddo eccessivo fa scendere la temperatura della smartphone troppo velocemente e quindi tutte e due le situazioni portano al danneggiamento della batteria. La temperatura consigliata è compresa fra i 15-25 gradi centigradi. Calcolando che la temperatura ideale per il corpo umano e di circa 26 gradi centigradi in tutte le stagioni, quindi lo smartphone soffre gli sbalzi di temperatura proprio come noi.

  • Usare sempre il carica batterie originale, utilizzare un carica batterie qualunque oltre a compromettere la carica della batteria può rovinare in modo irreversibile la vita della batteria, ci troviamo a casa di amici o parenti abbiamo il telefono quasi scarico e non abbiamo dietro il nostro carica batterie, ci facciamo prestare il loro dicendo “tanto l’attacco è uguale” errore da non commettere completamente, conviene spegnere il dispositivo e poi caricarlo a casa. (urgenze a parte)
  • Disattivare tutte le app che non vengono utilizzate, disattivare tutti i servizi non utilizzati (gps, wifi, sincronizzazione), diminuire la luminosità eccessiva impostarla in Auto, spegnere lo smartphone quando si carica perché la carica avviene più velocemente. Si può attivare anche il risparmio energetico presente nelle impostazioni della smartphone.

Un ultimo accorgimento, quando si acquista un nuovo smartphone bisogna inizializzare la batteria cioè attivare il flusso di carica collegandolo subito alla rete elettrica per almeno 4 ore circa, come si faceva un tempo con i vecchi telefonini che si lasciavano 7-8 ore sotto carica per “svegliare la batteria”.

Articolo a cura di Alberto Zara

IT Manager @ MB Media Consulting 

Software Engineering & Webmaster

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