Per un corretto approccio migliorativo del distretto facciale, è fondamentale considerare il viso come una struttura complessa, dove si integrano masse muscolari di diversa forma e spessore, che creano una morfologia del viso, diversa nei soggetti per fattori genetici, di razza e di fototipo, il colore naturale della pelle. L’estremo cefalico inoltre, non è piatto, ma sporgenze e rientranze, ne caratterizzano un aspetto tridimensionale con un gioco di luci e ombre, che va tenuto in considerazione, in qualsiasi approccio terapeutico, medico o chirurgico, dello stesso. L’esposizione inoltre, ai vari fattori esterni come la luce o agenti termici, può portare a modificazioni strutturali, anche precoci che fanno parte dell’insieme dei processi che portano al naturale invecchiamento.

In linea di massima riconosciamo un invecchiamento cosiddetto intrinseco, legato ad un processo naturale, ed irreversibile, caratterizzato da modificazioni cutanee già apprezzabili intorno ai 30-35 anni, che portano ad una riduzione della componente di ac. Ialuronico con diminuzione dei glicosaminoglicani idrofili, molecole fortemente idratanti, con conseguente indurimento delle fibre collagene, assottigliamento della pelle, ed anche del grasso sottocutaneo.All’invecchiamento intrinseco, si associa quello estrinseco o fotoinvecchiamento, legato alla esposizione alla luce solare o agli agenti termici in genere, che portano a modificazioni della pelle, con alterazioni della pigmentazione, proliferazione di capillari, discheratosi, ed in alcuni casi, neoplasie cutanee sia benigne che maligne.

Foto invecchiamento, ed invecchiamento intrinseco, possono naturalmente coesistere, con una tendenza evolutiva,  che può essere influenzata inoltre anche da altri fattori, primo fra tutti il cosiddetto stress ossidativo, considerato una manifestazione multifattoriale nella quale diverse situazioni patologiche come il diabete, l’ipertensione, l’Alzheimer, il cancro, l’aterosclerosi, malattie degenerative neuro-muscolari o abitudinarie, come l’alimentazione,  il fumo, l’alcol e via dicendo, portano alla creazione di molecole cariche di ossigeno fortemente reattive (ROS) più comunemente conosciute come radicali liberi, con uno scompenso tra produzione degli stessi e sostanze naturali predisposte alla loro distruzione come il BAP, ovvero la Barriera Anti Plasmatica.

Le molecole di ossigeno, fortemente instabili (instabilità elettrostatica), per acquistare stabilità chimica devono perdere o acquistare un elettrone tendendo ad attaccare le strutture più deboli della componente intracellulare, creando una serie di sottoprodotti (ROM Reactive Oxigen Metabolites) dotati di discreto e dannoso potere ossidante. In condizioni di buona salute, vi è un sostanziale equilibrio tra produzione di ossidanti e loro distruzione, ma lo stesso equilibrio è in realtà molto delicato, ed estremamente influenzabile da tutte le situazioni di sofferenza come quelle su menzionate, che creano le basi per l’invecchiamento precoce. Un sottoprodotto molto reattivo sono ad esempio gli idroperossidi ROOH, che aumentano in situazioni di stress o diminuzione dei poteri antiossidanti rappresentati ad esempio dalle Vitamine C, E o enzimi (Glutatione perossidasi, superossido dismutasi, catalasi etc.). La cellula reagisce eliminando tali componenti tossici, ed imettendoli nei fluidi.

Naturalmente è possibile introdurre agenti antiossidanti dall’esterno (Vitamine, The verde, Trifoglio rosso, Mangostano, Selenio), per aumentare la capacità difensiva della Barriera Antiplasmatica, questo aiuta certamente a migliorare la qualità della vita e può ovviamente portare anche ad un allungamento della vita stessa, anche se la correlazione diretta dipende in realtà anche da altri fattori, come analizzato, anche se vivere meglio, sicuramente aiuta. La morfodinamica del viso, nello specifico, subisce negli anni modifiche legate all’assottigliamento dello strato adiposo, delle masse muscolari e della tonicità delle fibre collagene, con conseguente rilassamento tissutale. Va naturalmente associato e non sottovalutato anche l’assorbimento osseo, ossia la struttura scheletrica, che costituisce la base dell’impalcatura su cui appoggiano i nostri tessuti.

La formazione pertanto di fini rughe sottili, quali il codice a barre della regione peribuccale o delle cosiddette zampe di galline della regione perioculare, l’accentuazione di solchi fisiologici come i solchi naso genieni che si prolungano nella cosiddetta piega della marionetta o la ruga frontale del pensatore o ancora, l’assottigliamento della mucosa labiale, comportano situazioni che necessitano una correzione per il ripristino di quel gioco di luci e ombre, che da vitalità al nostro viso. Le soluzioni a disposizione sono naturalmente molteplici e vanno analizzate singolarmente per ogni individuo. L’approccio è sempre multidisciplinare, seguendo i canoni di una moderna branca della Medicina ovvero la Medicina Anti Aging, che ha come cardine principale il rallentamento dei processi di invecchiamento. Dietologi, cardiologi, endocrinologi, internisti, analizzano e valutano la situazione di base, sulla quale si possono poi applicare principi specifici sia per ripristinare il volume o più semplicemente per idratare i tessuti.

La molecola che viene più utilizzata nell’ambito dei trattamenti volumizzanti, ed idratanti, è sicuramente l’acido ialuronico, un composto naturale costituito da numerose unità di N-acetilglucosamina, ed acido glucuronico, è quindi in sostanza uno zucchero che costituisce la struttura principale della componente extracellulare dei tessuti connettivi. L’ acido ialuronico, nel tempo tende a diminuire, sia per la presenza dei fattori esterni connessi con l’esposizione solare, ed ai raggi Uv, sia per gli stimoli di qualsiasi agente che tende a produrre i dannosi radicali liberi, non va trascurata inoltre, la presenza di un enzima naturale, la ialuronidasi, specifico per tale componente e che ne accentua il riassorbimento.

L’obiettivo principale, diventa pertanto, quello di ripristinare l’ac. Ialuronico andato perduto ai fini di aumentare idratazione, ed elasticità cutanea, con la produzione di nuovo collagene, ed elastina. In forma topica (creme, sieri) od iniettabile, attraverso iniezioni intradermiche, di un prodotto a basso peso molecolare, per una idratazione profonda e bio-rivitalizzante dei fibroblasti, o alto e quindi più viscoso (in termine tecnico più reticolato), per un’azione principalmente volumizzante, l’ac. Ialuronico è sicuramente una delle molecole più conosciute, ed utilizzate, prodotto certamente riassorbibile e questo può costituire un fattore non gradito, che viene però trasformato in cosa positiva, permettendo di valutare i segni dell’invecchiamento, con la possibilità eventualmente, di modificare la sede di inoculazione, se il gioco di luci e ombre la rende necessaria.

 

Articolo a cura del Dott. Edward R. Battisti

Specialista in Chirurgia Plastica

 

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