Non lontano dalla mitezza del lago Lemano e ai piedi delle Alpi Friburghesi, si trova il capoluogo dell’antica contea di Gruyères, che fu estremo avamposto sabaudo, prima di essere ceduta ai vicini cantoni svizzeri dall’ultimo conte. Figura misteriosa, a tratti eccentrica, questi ebbe uno stile di vita talmente regale da indebitarsi per mantenere lo splendore della sua corte. Nonostante il tentativo di battere moneta e l’aiuto di fantomatici alchimisti, le sue ambizioni sovrane rimasero insoddisfatte: cadde in disgrazia nel 1555 e i suoi possedimenti furono smembrati tra i suoi principali creditori, le città di Berna e Friburgo, sancendo il definitivo passaggio di tutta la contea di Gruyères dall’influenza di casa Savoia (divenuta in seguito la Real Casa d’Italia) alla neutrale Svizzera. L’antica capitale di questo dominio divenne esclusivo possesso di Friburgo che vi istallò i propri balivi per quasi tre secoli.

Il nucleo fortificato ancora oggi affascina il visitatore che, dovendo obbligatoriamente lasciare l’automobile ai piedi della collina, vi sale a piedi, immergendosi subito in un’atmosfera di sapore medievale. Il fulcro del villaggio è la Rue du Bourg, nobilitata da una preziosa pavimentazione e costeggiata di antiche case, alcune in stile gotico-rinascimentale, da torri e bastioni a difesa del borgo. Qui vi si affacciano numerosi ristoranti e formaggerie che invitano a degustare le famose meringhe con doppia panna, il celeberrimo formaggio Groviera oppure la fondue motié-motié.

Percorrendo questa via centrale, si giunge al romantico castello che nella parte più antica risale al XII secolo. Oggi è trasformato in un museo che illustra otto secoli di architettura, storia e cultura regionali. All’interno, le sale presentano arredi tardorinascimentali e barocchi, arazzi e ceramiche di Sarreguemines. Tra le stanze più significative ricordiamo la sala dei cavalieri, la sala della caccia e in- fine quella più leziosa in stile rococcò, con grandi decori dell’artista J-B C. Corot che fu ospite, come F. Liszt, dei proprietari del tempo, la famiglia Bovy. Dal cammino di ronda si gode di uno splendido panorama sul giardino alla francese e sul territorio circostante.

Decisamente meno storico, ma indubbiamente particolare, il museo del visionario svizzero e premio Oscar HR Giger, direttore artistico del film Alien, che si trova all’uscita dal castello. Lasciando il borgo si nota la chiesa di San Teodulo, inizialmente eretta dal conte Rodolphe III.

Sotto il profilo gastronomico, la regione della Gruyère è emblema non solo dell’omonimo formaggio, ma è anche la sede della famosa fabbrica di cioccolato Cailler, maestra nella tradizione e arte dolciaria svizzera. Di queste eccellenze elvetiche è possibile visitare gli stabilimenti di produzione, per un’esperienza culinaria a tutto tondo. Per riprendervi da queste intense emozioni, niente di meglio che una gita sul monte Moleson o una passeggiata attraverso le praterie fino ai villaggi attigui, come a quello di Grandvillard, che insieme a Gruyères, fa parte della rete dei “Borghi più belli della Svizzera”.

 

Articolo a cura dell’associazione “I Borghi più belli della Svizzera”

Testo di Kevin Quattropani e Francesco Cerea

Foto di Christian Guerra

 

Per saperne di più @ www.swissvillages.org

Socials: @swissvillages

 

Articolo precedenteLa Roma Jewelry Week torna nella capitale in grande stile
Articolo successivo“Le uve raccontano” la storia di Colomba Bianca